Il Parlamento europeo ha congelato la ratifica dell’accordo commerciale tra l’Ue e gli Stati Uniti, dopo l’ultima offensiva tariffaria del presidente Donal Trump, che ha minacciato di aumentare i dazi unilaterali globali dal 10% al 15%.
«È chiaro che le basi legali sono cambiate: ci sono nuove tariffe totalmente diverse dalle precedenti. Molti prodotti al 15% non sono coperti dagli accordi firmati in Scozia. Ci sono molti elementi incerti e quindi abbiamo deciso di non votare domani (martedì 24 febbraio, ndr), ma di tenere un altro incontro dei relatori la prossima settimana», ha dichiarato il relatore dell'Eurocamera, il socialista tedesco Bernd Lange.
Lo stop degli Eurodeputati è arrivato dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato «illegali» le tariffe su cui si fondava l’accordo tra le due sponde dell’Atlantico, siglato a luglio nel resort di Turnberry, in Scozia. Mossa che ha alimentato le nuove minacce di Trump e fatto scattare l’allarme a Bruxelles.
«Con l’attuale livello di incertezza, procedere con un voto sarebbe ingiustificabile», ha dichiarato l’eurodeputata dei Verdi, Anna Cavazzini dei Verdi. Più cauta la posizione della popolare croata Željana Zovko (Partito Popolare Europeo), che parlando con Politico ha confermato il rinvio ma ha chiesto un voto definitivo già il mese prossimo: «Dobbiamo parlare con una sola voce e rispettare la nostra parte dell’accordo».
Secondo la Commissione europea, le nuove tariffe statunitensi — che si sommerebbero a quelle già in vigore — costituirebbero una violazione diretta dell’intesa, che fissava un tetto massimo “onnicomprensivo” del 15% sulla maggior parte dei beni.
Intanto Trump torna a minacciare nuovi dazi. I Paesi «che vogliono fare giochetti con la ridicola decisione della Corte Suprema, soprattutto quelli che ci hanno derubato per decenni, si troveranno ad affrontare dazi molto più alti e peggiori di quelli concordati di recente. Attenzione», ha scritto sul suo social Truth.