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Adolfo Urso e Sébastien Martin
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L’asse Roma-Parigi alza la posta: più protezione per salvare l’industria europea

03 marzo 2026, 13:40 Ultimo aggiornamento: 13:49

Al Forum franco-italiano i ministri Urso e Martin firmano un’intesa strategica per proteggere l’industria. In conferenza stampa il titolare del Mimit conferma le indiscrezioni di MF sulla nuova offerta di Jindal per l’ex Ilva

Roma e Parigi provano a rimettere l’industria al centro dell’agenda europea. Dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove si è svolta la terza edizione del Forum di cooperazione industriale Italia-Francia previsto dal Trattato del Quirinale, è arrivato un messaggio netto alla Commissione Ue: più protezione, meno burocrazia, più sostegno finanziario.

A firmarlo nero su bianco sono stati Adolfo Urso e Sébastien Martin, con una dichiarazione congiunta che individua nei settori ad alta intensità energetica e nell’automotive i pilastri da difendere per evitare un declino irreversibile della manifattura europea.

«Il 2026 deve segnare il passaggio decisivo nel processo di riforma dell’Europa. Non c’è più tempo da perdere: dobbiamo agire immediatamente per salvare l’industria europea», ha avvertito Urso, chiamando in causa anche la Germania per costruire un asse industriale a tre.

Automotive ed energivori, il fronte più esposto

Il dossier più delicato resta l’auto, stretta tra transizione green, concorrenza asiatica e costi dell’energia. Italia e Francia chiedono regole più realistiche, prezzi energetici competitivi e una riduzione drastica degli oneri amministrativi, senza rinunciare agli obiettivi climatici ma evitando di smantellare la filiera europea.

Sul tavolo anche una riforma mirata del Cbam e del sistema Ets, giudicati oggi insufficienti a proteggere acciaio, cemento e alluminio dalla concorrenza extra-Ue. L’obiettivo è estendere le tutele ai prodotti a valle e anticiparne l’efficacia, per evitare delocalizzazioni e dumping ambientale.

La dichiarazione congiunta spinge anche per l’introduzione di criteri “Made in Europe” nell’Industrial Accelerator Act, da applicare in modo selettivo ai settori strategici: automotive, acciaio, cemento, alluminio e tecnologie critiche. Sul mercato interno, l’allarme riguarda l’e-commerce extra-Ue e l’esplosione dei pacchi di basso valore. Italia e Francia hanno fatto da apripista e ora Bruxelles si prepara a introdurre da luglio un dazio di 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro.

Sullo sfondo pesa l’incertezza geopolitica. Urso ha ammesso la preoccupazione per un possibile aumento dei costi dell’energia, più che per l’approvvigionamento in sé. «I tempi del conflitto avranno conseguenze sul sistema energetico e produttivo», ha detto, annunciando la necessità di un confronto a breve tra governo e sistema produttivo per valutare misure di supporto.

Materie prime, chip e sicurezza industriale

Roma e Parigi chiedono inoltre all’Ue di rafforzare le catene del valore delle materie prime critiche, indispensabili per semiconduttori, batterie, tecnologie digitali e difesa, anche attraverso una revisione dell’European Chips Act. Centrale anche il coordinamento sugli Ipcei e il futuro Fondo europeo per la competitività, chiamato a sostenere pmi, startup e nuove tecnologie. La cooperazione industriale, hanno sottolineato i ministri, è già una realtà in settori chiave come spazio e difesa, fino al nucleare di nuova generazione.

La giornata si concluderà con la visita alla Smart Factory di Thales Alenia Space al Tecnopolo Tiburtino, simbolo concreto della cooperazione industriale franco-italiana. Un segnale non solo tecnologico, ma politico: l’Europa industriale può ancora giocare d’attacco, a patto di abbandonare ingenuità e ritardi.

Ex Ilva, Urso conferma MF: Jindal entra nel radar

A margine del Forum, Urso ha risposto ad alcune domande su uno dei dossier industriali più sensibili: l’ex Ilva. Il ministro ha confermato le indiscrezioni di MF-Milano Finanza sull’incontro a Nuova Delhi con Jindal Steel, su richiesta del gruppo indiano, durante un recente viaggio in India.

«Ho dato loro le informazioni che chiedevano sulla procedura di gara europea», ha spiegato Urso, confermando l’interesse del colosso siderurgico per il sito di Taranto. Giovedì 5 marzo, intanto, il governo incontrerà i sindacati a Palazzo Chigi per presentare le prospettive di prosecuzione dell’attività produttiva, anche alla luce della recente sentenza del Tribunale di Milano. (riproduzione riservata) 



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