Nei prossimi decenni la popolazione in Italia sarà sempre di meno, più anziana e concentrata nel Nord del Paese. Questo emerge dall’aggiornamento delle previsioni dell’Istat sulla popolazione italiana.
Confermando l’andamento negativo registrato negli ultimi 10 anni, la popolazione residente in Italia è prevista in diminuzione a un tasso sempre crescente: fino al 2030 il ritmo sarà del -1,2% annuo, poi fino al 2050 la discesa sarà del 3,3% annuo e ancora del -5,4% entro il 2080. Così il calo complessivo rispetto al 2024 ammonterebbe a 13,1 milioni di residenti.
Il progressivo spopolamento si realizzerà, continua l’Istat, con alcune differenze a livello geografico. I residenti nel Nord Italia potrebbero ridursi di 2,8 milioni di abitanti entro il 2080 ma di appena 200 mila se si guarda al 2050. Ben diverso è il percorso evolutivo della popolazione nel Mezzogiorno, la quale nel 2080 potrebbe ridursi di 7,9 milioni di abitanti, 3,4 milioni dei quali già entro il 2050.
Sempre con lo sguardo al 2080, secondo l’Istituto si registrerebbero complessivamente 20,5 milioni di nascite, 43,7 milioni di decessi, 18 milioni di immigrazioni dall’estero e 8,2 milioni di emigrazioni per l’estero.
In particolare, con l'ipotesi di un aumento della fecondità da 1,18 figli per donna nel 2024 a 1,46 nel 2080, comunque il numero delle donne in età fertile non permette di ipotizzare un aumento della popolazione. E allo stesso tempo si prevede che le coppie con figli continueranno a diminuire.
Oggi sono 7,6 milioni e rappresentano meno di tre famiglie su 10 (28,6%), entro il 2050 potrebbero scendere a 5,7 milioni (-24%) arrivando così a poco più di due famiglie su 10 (21,4%). In lieve aumento, invece, saranno le coppie senza figli che si prevede saliranno da 5,4 milioni nel 2024 a 5,7 milioni nel 2050 (+6%), arrivando a rappresentare il 21,2% del totale delle famiglie. Neanche i futuri flussi migratori riescono a controbilanciare il segno negativo della dinamica naturale.
La trasformazione della popolazione non sarà solo quantitativa ma anche qualitativa. Andrà infatti, prevede l’Istat, ad aumentare il numero degli anziani che saranno sempre più longevi: entro il 2050 le persone di 65 anni e più potrebbero rappresentare il 34,6% del totale, rispetto all’attuale 24,3%. Inoltre, una significativa crescita è attesa anche per la popolazione di 85 anni e più, quella all’interno della quale si concentrerà una più importante quota di individui fragili, dal 3,9% nel 2024 al 7,2% nel 2050.
Questo si tradurrà in un calo di 7,7 milioni della popolazione in età attiva entro il 2050 nella fascia 15-64 anni: dagli attuali 37,4 milioni a 29,7 milioni. (riproduzione riservata)