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Paolo Gallo, ceo di Italgas
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Italgas: più utili, dividendi e acquisizioni. Per Citi è uno strong buy

17 luglio 2025, 10:08 Ultimo aggiornamento: 17:42

Il mercato ignora il potenziale del consolidamento nel settore delle utilities. Citi avvia la copertura dell’azione con un target price a 7,8 euro. Possibile un rendimento del dividendo a due cifre

Il mercato ignora il vero potenziale del consolidamento nel settore italiano delle utilities. Così Ella Walker-Hunt, analista di Citi, che ha avviato la copertura dell’azione Italgas con una raccomandazione buy e un target price a 7,8 euro. «La nostra analisi delle dinamiche di consolidamento nella distribuzione del gas in Italia ci porta a ritenere che Italgas sia ben posizionata rispetto ai competitor e, combinando questo con la sua comprovata capacità di migliorare l’efficienza operativa, riteniamo che possa generare valore e superare le aspettative del consenso a livello di utile», spiega Ella Walker-Hunt. Non solo. C’è margine nel bilancio dell’utility guidata da Paolo Gallo per permetterle di accelerare gli investimenti (capex) o aumentare i dividendi, offrendo così un potenziale ulteriore upside rispetto al target price a 7,8 euro che implica già un +11% rispetto alla quotazione attuale in borsa a 7,075 euro (+2,54% in chiusura, complice il rinnovo dell’accordo con la britannica Cadent per rafforzare la collaborazione nei settori dell’innovazione tecnologica, della digitalizzazione e della sostenibilità delle reti di distribuzione del gas).

Opportunità di crescita con altre acquisizioni

Le prospettive di crescita organica nella distribuzione del gas in Italia sono limitate, ma gli operatori stanno crescendo attraverso il consolidamento nel settore, spinti dalla pressione normativa e dal voler migliorare l’efficienza. Il mercato è ancora fortemente frammentato e l’esperta di Citi ritiene che Italgas, in quanto operatore dominante, sia ben posizionata per beneficiare di ulteriori acquisizioni. E anche se sono più costose, tutte le transazioni finora osservate mostrano premi inferiori al 20% sulla Rab. In particolare, «stimiamo che gli operatori più piccoli possano mettere sul mercato asset per una Rab (Regulatory asset base, un valore del capitale investito, ndr) potenziale di 3-4 miliardi di euro», analizza Ella Walker-Hunt.

Non solo più grande, ma migliore

Per Italgas, la crescita tramite acquisizioni non è solo una questione di scala, ma di incremento dei rendimenti. L’utility ha una comprovata esperienza nell’ottenere efficienze operative: «includiamo sinergie annuali per 120 milioni di euro derivanti dalla fusione con 2i Rete Gas (secondo operatore in Italia, acquisito per 5,3 miliardi con un premio del 4% sulla Rab 2025, ndr) entro il 2030, pari a un valore aggiunto annuo di 60 punti base».

Al contempo, la combinazione del consolidamento del settore e degli investimenti organici dovrebbero portare a un tasso medio annuo di crescita pro-forma della Rab del 4% tra il 2025 e il 2030. Insieme alle sinergie derivanti dalla fusione con 2i, «ci aspettiamo un cagr dell’ebitda e dell’utile per azione del 6%, contro il 3% di Snam e il 2% di Terna». Inoltre, Italgas ha effettuato acquisizioni con una valutazione ev/Rab inferiore a 1,12 volte. «Pensiamo che questi aspetti non siano ancora riflessi nel consenso tanto che abbiamo stime più alte sugli utili dal 2025 al 2030», aggiunge l’esperta di Citi che per fine 2025 si attende un utile netto a 671,2 milioni di euro dai 506,6 milioni del 2024 e per il 2026 a 807,8 milioni.

Margine di manovra finanziaria

Crescita e investimenti fino a 500 milioni all’anno dal 2026 sono anche compatibili con un percorso di riduzione dell’indebitamento, con il rapporto debito netto/ebitda visto scendere dalle 6,1 volte del 2025 a 4,7 nel 2030. Di conseguenza, continua Ella Walker-Hunt, Italgas ha margine per accelerare gli investimenti, con un tasso di crescita medio annuo dell’utile per azione del +2%, oppure sostenere un payout del dividendo al 90%, con un dividend yield medio del 12%», stima l’esperta che a valere sul bilancio 2025 si attende un dividendo in aumento rispetto al 2024 a 0,43 euro per azione (rendimento del 6,2%). Nel 2026 è stimato a 0,52 euro per azione (7,5%) e nel 2027 a 0,54 euro per azione (7,8%).

Rischio di asset obsoleti ridotto

Escludendo operazioni straordinarie (M&A), l’analista ha previsto una crescita reale della Rab inferiore all’1% annuo, il che riduce il rischio legato a cambiamenti nella domanda di lungo termine e sostiene una base di asset più resiliente. Altri rischi includono quelli normativi, antitrust e macroeconomici.

La valutazione di Italgas

Attualmente il titolo Italgas scambia con un premio del 18% rispetto alla Rab 2025 (15 miliardi) contro il premio del 24%-26% delle rivali Snam e Terna. «A nostro avviso, ciò non riflette il total shareholder return molto interessante del 14% annuo con un tasso medio annuo di crescita dell’eps del 6% e un rendimento medio del dividendo dell’8%, rispetto ai 7%-9% dei competitor. Il nostro target price a 7,8 euro per azione implica un premio del 23% sulla Rab e riflette un total return atteso del 20%», conclude Ella Walker-Hunt. (riproduzione riservata)



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