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Inchiesta urbanistica, gli interrogatori a Milano: Catella si difende per due ore e riduce le deleghe in Coima
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Inchiesta urbanistica, gli interrogatori a Milano: Catella si difende per due ore e riduce le deleghe in Coima

23 luglio 2025, 09:57 Ultimo aggiornamento: 23:17

Il numero uno della sgr non sarà più l’interlocutore della pubblica amministrazione e dei suoi rappresentanti. Tre ore di interrogatorio per Bezziccheri di Bluestone. Tancredi difende Sala: ho sempre agito nell’interesse del Comune | Inchiesta urbanistica, rinviati a giudizio i 6 indagati per i grattacieli Park Towers di Milano

Giornata campale al settimo piano del Tribunale di Milano per il gip Mattia Fiorentini, dove mercoledì 23 gli interrogatori preventivi degli indagati dell’ultimo filone di inchiesta sull’urbanistica milanese si sono susseguiti per tutto il giorno. Nell’ultima parte dell’inchiesta condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano e coordinata dall’aggiunta Tiziana Siciliano e dai pm Petruzzella, Filippini e Clerici sono sei i soggetti per cui sono state richieste le misure cautelari, con i domiciliari chiesti per il ceo di Coima, Manfredi Catella, e l’ormai ex assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano, Giancarlo Tancredi e la custodia cautelare in carcere per l’ex presidente della Commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni, l’ex membro della Commissione Alessandro Scandurra, l’architetto e founder di J+S Federico Pella; l’imprenditore del gruppo Bluestone Andrea Bezziccheri.

La decisione del gip attesa per la prossima settimana

La decisione non dovrebbe arrivare nelle prossime ore. In un comunicato firmato dal presidente del Tribunale Fabio Roia, è stato reso noto che, in base agli elementi presentati dalle parti e agli interrogatori, una decisione arriverà «in un tempo congruo rispetto alla complessità del procedimento e alle valutazioni giuridiche ad esso sottese». Secondo indiscrezioni la decisione del gip potrebbe arrivare settimana prossima. Ad aggiungere materiale da analizzare ci hanno pensato i lunghi interrogatori, durati almeno un’ora e mezza per gli indagati che hanno scelto di rispondere alle domande.

L’avvocato di Marinoni: non c’era un sistema

Il primo in calendario è stato l’ex presidente della Commissione per il Paesaggio, Giuseppe Marinoni: «Se si dovesse risolvere tutto, e sappiamo che ci impiegheremo anni, vi voglio qui», ha detto entrando in Tribunale ai cronisti, «non solamente quando c’è da rimestare il pentolone. La stampa deve essere interessata anche quando le acque si sono calmate e tutto si sarà chiarito. Quanto durerà? Cinque anni? Fate voi, indagano già da tre anni», ha detto l’ex numero uno della Commissione Paesaggio. «Sono sereno», ha poi aggiunto, «confido nella giustizia italiana. Per la procura c’è» conflitto di interessi, «sarà mio compito dimostrare che non è così».

Marinoni comunque si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre il suo avvocato Eugenio Bono dello studio legale associato Casella-Brambilla Pisoni-Borasi ha fatto sapere di aver presentato solo una breve memoria per dimostrare che non sussistono i presupposti per le misure cautelare e che la difesa nel merito verrà «meglio articolata in fase dibattimentale. Non c’è stato alcun sistema corruttivo, è diverso da come è stato delineato dalla procura». All’interno della memoria difensiva l’avvocato Bono ha sottolineato che la procura ha riportato negli atti «giudizi morali» più che «elementi concreti» e la «sproporzionata ampiezza dell’indagine» è stata «impostata come un processo alla speculazione edilizia nei confronti dell’intera città di Milano».

La difesa contesta, in particolare, le esigenze cautelari dei pericoli di inquinamento probatorio, fuga e reiterazione del reato per cui i pm hanno chiesto il carcere. Nella memoria, nel caso in cui il gip voglia adottare una misura cautelare di natura coercitiva, la richieste del legale di Marinoni è di optare per gli arresti domiciliari.

Tancredi difende Sala: agito nell’interesse del Comune

L’ex assessore alla Rigenerazione Urbana, Giancarlo Tancredi, ha invece risposto a tutte le domande poste dal gip in un interrogatorio durato circa un’ora e mezza, dopo aver depositato alcuni documenti. L’ex assessore, dopo le dimissioni, ha richiesto la sospensiva anche dall’incarico dirigenziale al Comune sempre in ambito urbanistico da cui aveva preso un’aspettativa per l’incarico politico. Se questo potrà far venire meno le condizioni per le misure cautelari sarà una valutazione del gip.

Secondo quanto è filtrato, Tancredi non avrebbe difeso solo sé stesso ma avrebbe anche protetto il sindaco Beppe Sala, su cui non avrebbe scaricato responsabilità. Durante l’interrogatorio, inoltre, la linea difensiva tenuta da Tancredi sarebbe stata quella di aver «sempre agito nell’interesse del Comune», di non aver mai voluto favorire intenzionalmente Marinoni, di non aver mai lavorato per i propri interessi e di non aver mai preso denaro né percepito «utilità».

Pella rigetta le accuse

Non è stato da meno, come lunghezza, anche l’interrogatorio di Federico Pella, l’architetto che si è dimesso lunedì dalla J+S di cui è fondatore. Pella, nella ricostruzione della procura, avrebbe ricoperto un ruolo cruciale nel disegno del «Pgt Ombra» insieme con Marinoni. Anche Pella ha rigettato ogni accusa e ha risposto a tutte le domande del gip Fiorentini. Inoltre, attraverso il suo legale, ha depositato una memoria difensiva.

Catella risponde per due ore e riduce le deleghe in Coima

Il ceo di Coima, Manfredi Catella è entrato in aula intorno alle 15 per uscirne verso le 17. «Ho risposto a tutte le domande e il giudice mi ha dato l’opportunità di spiegare, ho risposto come volevo, tutto quello che potevo dire l'ho detto», ha dichiarato Catella all’uscita dal tribunale. Poi ha inviato una nota agli stakeholder di Coima per spiegare la sua posizione:

«L’interrogatorio mi ha consentito di fornire tutte le risposte e tutti i chiarimenti fondamentali per una corretta ricostruzione dei fatti», ha scritto il ceo di Coima, che aggiunge di aver depositato una memoria al gip «corredata di tutte le evidenze documentali fattuali a supporto dell’insussistenza dei presupposti dei capi di imputazione promossi dalla procura».

Catella ha anche annunciato una temporanea riduzione delle cariche a lui affidate all’interno di Coima. «Il 22 luglio ho proposto al cda di Coima sgr di rimodulare le deleghe assegnatemi in qualità di amministratore delegato, escludendo tutte le attività esecutive aventi ad oggetto rapporti con la pubblica amministrazione», comprendendo anche «professionisti che rivestano anche ruoli nell’ambito della Pa». Il cda ha «deliberato positivamente in tal senso». Catella ha concluso ringraziando per i «migliaia di messaggi di solidarietà e stima ricevuti da tutto il mondo».

Tre ore di interrogatorio per Bezziccheri

Penultimo tra gli indagati a essere ascoltato, l’imprenditore Bezziccheri, a capo di Bluestone, ha respinto ogni accusa durante un interrogatorio durato oltre tre ore. L’imprenditore, rinviato a giudizio mercoledì dal gup in merito a un’altra indagine dello stesso filone d’inchiesta, si è difeso sottolineando che non c’è stata corruzione e che le consulenze pagate erano regolari. La sua difesa ha depositato una memoria per opporsi alla richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dai pm.

Si sono conclusi alle 22:00, infine, gli interrogatori con l’uscita di Scandurra dopo un interrogatorio di circa due ore, durante il quale ha dichiarato di aver sempre agito correttamente, senza mai danneggiare l’interesse pubblico. Ha inoltre affermato di aver seguito le indicazioni ricevute sui conflitti di interesse. Il gip Mattia Fiorentini dovrà ora decidere sulle sei misura cautelati nell’ambito di quest’ultima parte di indagini sull’urbanistica. (riproduzione riservata)



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