Nel giorno in cui il governo cinese pubblica il dato sul Pil annuale 2024 al 5%, secondo quanto previsto, le borse prendono fiato e l’Hang Seng sale dello 0,3% circa alle ore 7:30 italiane, Shanghai dello 0,33%. Il Nikkei resta indietro (-0,3%) appesantito dalla chiusura in rosso del tech a Wall Street. I futures sul Nasdaq sono tornati intanto positivi (+0,22%).
L'economia cinese è cresciuta del 5% lo scorso anno, raggiungendo l'obiettivo ufficiale del governo grazie a forti esportazioni e diverse misure di stimolo sull’economia a partire da settembre, che sono riusciti a compensare in gran parte una debole domanda interna. Il risultato è stato leggermente migliore delle previsioni degli analisti interpellati da Reuters, ma più debole della crescita nel 2023, quando l'economia era cresciuta del 5,2%.
Il Pil è aumentato del 5,4% anno su anno nel quarto trimestre. Gli analisti si aspettano ora che Pechino fissi l’obiettivo di crescita per il 2025 a circa il 5% per il terzo anno consecutivo, anche se l’export sarà messo sotto pressione dai nuovi dazi annunciati da Donald Trump in campagna elettorale.
Il miglioramento della crescita economica della Cina lo scorso anno è stato probabilmente «transitorio», hanno scritto gli analisti di Morgan Stanley in una nota venerdì, indicando una ripresa trainata dalle esportazioni che ora sarà a rischio se i dazi saliranno nel 2025.
«Continuiamo a vedere una crescita in calo di nuovo dal secondo trimestre 2025 tra esportazioni più lente, la continua debolezza del settore immobiliare e una deflazione in atto», hanno scritto.
Gli analisti hanno stimato che circa il 60% della ripresa del Pil reale nel quarto trimestre arriva dai consumi e dagli investimenti sulla produzione grazie agli stimoli del governo. Il resto potrebbe giungere dalle imprese esportatrici che hanno accelerato le consegne all’estero prima che si insedi Trump il 20 gennaio alla Casa Bianca.
Logan Wright, partner di Rhodium Group, ha stimato che l'economia cinese è cresciuta a un tasso molto più lento del 2,4-2,8% lo scorso anno. L’esperto ritiene che le cifre di venerdì siano poco coerenti con gli «ampi» stimoli di Pechino.
«Il Politburo che chiede misure “straordinarie” per sostenere l'economia appare incoerente con i dati che indicano una crescita del Pil nominale che… non mette in evidenza praticamente alcun rallentamento rispetto alla crescita dell'anno scorso», la spiegazione. Wright sottolinea il rallentamento nelle erogazioni, con gli asset bancari in crescita al minimo storico del 6,3% l'anno.
Le vendite al dettaglio, poi, sono cresciute della metà rispetto al 2023, segnalando consumi persistentemente fiacchi «in linea con la debolezza dei redditi delle famiglie e dell'occupazione».
Gli analisti ritengono che la Cina non riuscirà a raggiungere una crescita del Pil del 5% quest'anno a causa di problemi macroeconomici interni e per l’impatto dei dazi. «Il freno alla crescita dovuto ai probabili dazi Usa in arrivo potrebbe più che compensare le misure di allentamento economico a causa di una crisi immobiliare persistente e al sentiment dei consumatori ancora debole», avvertono gli analisti di Goldman Sachs.
Gli esperti si aspettano ancora l’uso dello «stimolo monetario per stabilizzare la situazione, ma la vera domanda nel 2025 è cosa ha prodotto la ripresa», interviene Eric Robertsen, responsabile della ricerca globale di Standard Chartered. «Vorrei vedere segnali che l'inflazione si sta stabilizzando prima di essere ottimista sulla crescita».
La popolazione cinese è diminuita di 1,4 milioni nel 2024, a causa dei bassi tassi di natalità e di una forza lavoro che invecchia. I due elementi combinati alzano i rischi sulla crescita della produttività futura.
E’ il terzo anno consecutivo di calo della popolazione in Cina, dove il governo sta implementando progetti di automazione e robotica per mantenere alti i livelli di produttività.
La Cina ha registrato 9,54 milioni di nascite nel 2024 e 10,93 milioni di decessi. Il dato è tuttavia in aumento rispetto ai 9 milioni di nascite dell'anno scorso, dato che le famiglie cinesi hanno celebrato l'anno del drago, ritenuto un segno zodiacale di buon auspicio. (riproduzione riservata)