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Gefran, titolo ai massimi da ottobre 2025 dopo l’acquisizione della brasiliana Novus per 35,8 milioni
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Gefran, titolo ai massimi da ottobre 2025 dopo l’acquisizione della brasiliana Novus per 35,8 milioni

31 agosto 2026, 10:05 Ultimo aggiornamento: 10:34

L’operazione porta in dote 16,4 milioni di euro di ricavi e rafforza la presenza di Gefran in America Latina e l’offerta nelle tecnologie per l’automazione industriale. Intermonte vede correre ancora l’azione

La nuova acquisizione in Brasile fa balzare il titolo Gefran sul massimo dal 31 ottobre 2025 a Piazza Affari. L’azione sale del 4,13% a 12,60 euro il 31 agosto dopo aver toccato nell’intrady un top a 12,80 euro in scia alla notizia, comunicata sabato 29 agosto, secondo cui il gruppo bresciano ha comprato il 100% della brasiliana Novuspar Participações Societárias per 215 milioni di reais brasiliani, pari a 35,8 milioni di euro. Intermonte, l’unico broker a coprire l’azione, la vede correre ancora fino a un target price a 14,30 euro (+13,5% di potenziale upside). Per questo mantiene un rating outperform.

Gefran accelera sull’Industrial IoT

L’operazione porta in dote 16,4 milioni di euro di ricavi e rafforza la presenza di Gefran in America Latina e l’offerta nelle tecnologie per l’automazione industriale. Il closing è previsto entro 180 giorni dalla firma 828 agosto), una volta soddisfatte le consuete condizioni sospensive. L’acquisizione sarà perfezionata attraverso Gefran Brasil, controllata già attiva sul mercato locale, e finanziata con risorse disponibili del gruppo, integrate da nuove linee di credito bancarie.

Novus, 3,4 milioni di euro di ebitda nel 2025

Con sede nello Stato del Rio Grande do Sul, Novus è attiva nello sviluppo e nella produzione di soluzioni per l’automazione industriale. Il portafoglio comprende controllori di processo, sensori, trasmettitori, data logger, sistemi di acquisizione dati e soluzioni per l’Industrial IoT.

La società, che conta circa 230 dipendenti, opera in diversi settori: alimentare, farmaceutico, energia, infrastrutture e manifatturiero, con una presenza consolidata in Brasile e sui principali mercati internazionali.

I numeri del 2025 fotografano una realtà con 98,6 milioni di reais di ricavi, circa 16,4 milioni di euro, e 20,4 milioni di reais di ebitda (margine al 20,7%), pari a 3,4 milioni di euro. La posizione finanziaria netta era positiva per 7,2 milioni di reais (1,2 milioni di euro). L'ev implicito dell’operazione corrisponde quindi a 2,2x l’ev/vednite e a 10,5x l’ev/ebitda sul 2025; secondo la società, considerando le sinergie attese a regime, il multiplo implicito è inferiore al multiplo d'ingresso e sostanzialmente allineato ai livelli di valorizzazione del gruppo.

Per Gefran, che ha chiuso il primo semestre del 2026 con utile netto di 6,74 milioni di euro, in crescita dell’1,7%, e ricavi in aumento del 2,3% a 73,82 milioni, il valore dell’operazione non risiede soltanto nell’espansione geografica. L’acquisizione permette di integrare tecnologie e competenze complementari: ai sensori e alle soluzioni di automazione del gruppo italiano si aggiungono i controllori, i registratori, i sistemi di acquisizione dati, i trasmettitori e le piattaforme software e cloud di Novus.

L’obiettivo è costruire un’offerta più completa per la digitalizzazione dei processi industriali, dalla raccolta e misurazione del dato fino alla sua gestione attraverso applicazioni connesse e Industrial IoT. «Rafforziamo la nostra presenza in un mercato estremamente dinamico», ha commentato il ceo di Gefran, Marcello Perini, sottolineando come l’acquisizione permetta al gruppo di integrare «una piattaforma tecnologica che amplia in modo significativo il potenziale di crescita di Gefran».

Dal Brasile al mondo

Il Brasile rappresenta il primo tassello della logica industriale dell’operazione, ma non l’unico. Gefran è già presente direttamente nel Paese attraverso la propria controllata e considera l’America Latina un’area con significative opportunità di sviluppo per l’automazione industriale.

Novus, inoltre, potrà essere valorizzata attraverso la rete commerciale internazionale di Gefran. «Novus rappresenta non solo una crescita in Brasile, ma un acceleratore della crescita globale di Gefran», ha spiegato Perini, indicando in particolare opportunità di sviluppo in Europa, Nord America, India e Asia.

L’integrazione dovrebbe generare sinergie attraverso attività di cross-selling, ottimizzazione industriale, integrazione delle strutture locali e razionalizzazione delle attività di ricerca e sviluppo. Secondo Gefran, considerando le sinergie a regime, il multiplo implicito dell’operazione risulterà inferiore a quello di ingresso e sostanzialmente in linea con i livelli di valorizzazione del gruppo.

Per il management, dunque, l’acquisizione rientra in una strategia di crescita di lungo periodo. «Abbiamo perseguito questa acquisizione con una visione industriale di lungo periodo», ha detto Perini, evidenziando la possibilità di combinare «eccellenza industriale, innovazione e presenza internazionale».

Soddisfazione anche da parte della presidente, Maria Chiara Franceschetti, che ha definito l’operazione «un nuovo e significativo passo nel percorso di sviluppo internazionale di Gefran». Un’operazione importante, ha concluso, «coerente con la nostra strategia e con la visione di lungo termine».

Gli analisti

Per Intermonte l’operazione è pienamente coerente con la strategia di m&a selettiva «che apprezziamo nella nostra copertura sul titolo e che si affianca ai driver strutturali del comparto: Industry 4.0, efficienza energetica, digitalizzazione industriale».

Inoltre, «i benefici industriali e strategici del deal ci sembrano solidi. La marginalità di Novus con un ebitda margin del 21% è superiore alla media di gruppo Gefran, al 16% nel secondo triemstre del 2026, e il deal appare quindi accretive sul mix di redditività», aggiunge la sim.

Infine, per Intermonte le dimensioni del deal con ricavi pari al 12% di quelli di Gefran nel 2025 e il finanziamento con cassa disponibile e debito bancario «lasciano ampio spazio patrimoniale, coerentemente con la solida posizione finanziaria del gruppo. Confermiamo il giudizio outperform e il target price a 14,3 euro». (riproduzione riservata)



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