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Borse oggi in diretta | Ftse Mib tonico con i titoli oil e Generali +1%. Oro e argento stornano | IL VIDEO

31 agosto 2026, 08:25 Ultimo aggiornamento: 11:31

Il petrolio Brent balza sopra 91 dollari al barile a causa dei nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran. Julius Baer spiega perché il caso a favore dell’oro rimane più chiaro rispetto a quello dell’argento. Acquisti su Mps e Mediobanca

  • Ore 09:05 Ftse Mib in rialzo con i titoli oil, giù Fincantieri e Leonardo
  • Ore 08:25 Europa attesa in rosso, petrolio +5% con nuovi scontri Stati Uniti-Iran

Piazza Affari allunga il passo (+0,39% a 52.820 punti l’indice Ftse Mib), sostenuta dai titoli oil come Tenaris +2,67%, Saipem +1,95% ed Eni +2,15%, in rally con il petrolio (future sul Brent +5,7% a 91,07 dollari al barile) a causa dei nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran. In evidenza anche Generali +1,3%, Mediobanca +1% e Mps +1,4%.

Invece l’oro e l’argento stornano dello 0,92% e dello 0,10%, rispettivamente, dopo che il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha deluso le aspettative molto elevate del mercato dei metalli preziosi. «A nostro avviso, il quadro fondamentale per entrambi i metalli non è cambiato, pertanto manteniamo le nostre precedenti valutazioni. Restiamo costruttivi sull’oro e neutrali sull’argento. La volatilità è destinata a rimanere elevata», sottolinea Carsten Menke, Head Next Generation Research di Julius Baer la cui view sulla politica monetaria statunitense rimane invariata: «non ci aspettiamo che la Fed aumenti i tassi, poiché le pressioni inflazionistiche dovrebbero continuare ad attenuarsi.

Detto questo, «il caso a favore dell’oro rimane più chiaro rispetto a quello dell’argento. L’oro beneficia degli acquisti da parte delle banche centrali, che rappresentano una solida fonte strutturale di domanda e che non è condivisa dall’argento. Al contrario», spiega Carsten Menke, «l’argento risente ancora degli effetti successivi alla frenesia alimentata dalla speculazione, che potrebbe spingere gli investitori a rimanere ai margini dopo che molti di loro hanno subito perdite consistenti. Ci aspettiamo inoltre un indebolimento della domanda industriale di argento»

Ore 10:15 Ftse Mib in cauto rialzo, scatta Mps +1%. I rendimenti dei Treasury Usa restano elevati

Le borse europee restano miste. Mentre Londra è chiusa in occasione della Festa Nazionale, Francoforte cala dello 0,63%, Parigi regge sulla parità e Milano sale ma solo dello 0,18% a 52.708 punti grazie a Mps, Stellantis e i titoli oil Eni, Saipem, Tenaris, tutti in rialzo di oltre un punto percentuale.

Il prezzo del petrolio Wti ha superato gli 85 dollari al barile e quello del Brent i 90 dollari al barile, iniziando la settimana in rialzo dopo che l'esercito statunitense ha colpito alcuni lanciarazzi iraniani che si preparavano a posizionare mine nello Stretto di Hormuz, nel primo attacco di questo tipo da oltre un mese. Le forze statunitensi hanno inoltre dichiarato di monitorare attentamente la via navigabile e di essere pronte a garantire il libero flusso del commercio marittimo.

«Gli Stati Uniti avevano lanciato missili contro obiettivi iraniani per l'ultima volta alla fine di luglio, ma da allora hanno concentrato la propria attenzione sulle sanzioni economiche per spingere Teheran a tornare al tavolo dei negoziati», sottolinea Saverio Berlinzani, analista di ActivTrades. «Nel frattempo, alcune fonti indicano che tra i 6 e gli 8 milioni di barili di greggio continuano a transitare ogni giorno attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante l'assenza di un accordo di pace tra Washington e Teheran».

I rendimenti sulla parte lunga della curva restano un elemento di vulnerabilità, con rischi orientati verso nuove pressioni al rialzo piuttosto che a una rapida inversione di tendenza. Il rendimento dei Treasury Usa a 30 anni (in leggero aumento al 5,21% il 31 agosto) di recente hanno raggiunto i massimi degli ultimi 19 anni al 5,33%, ricorda Thomas Hempell, Head of Macro & Market Research di Generali Investments, spiegando che il movimento riflette una combinazione di fattori: i segnali contrastanti della Fed, la competizione per l'allocazione del capitale (tra elevati deficit fiscali e finanziamento degli investimenti nell'intelligenza artificiale), la resilienza dell'attività economica globale e i persistenti rischi inflazionistici.

«Al momento continuiamo a prevedere un rialzo dei tassi della Fed dopo le elezioni di metà mandato, ma il discorso di Warsh a Jackson Hole ha chiaramente aumentato il rischio di una stretta già a settembre. Un rialzo dei tassi da parte della Bce a settembre appare ormai quasi certo. Tuttavia, i mercati continuano a scontare una Bce eccessivamente aggressiva nelle fasi successive: un ulteriore intervento richiederebbe chiari effetti inflazionistici di secondo livello, che non riteniamo probabili. I rischi legati ai tassi appaiono pertanto contenuti sul tratto breve della curva, ma restano irrisolti su quello lungo», precisa Hempell che conserva solo un lieve sovrappeso azionario, considerando le valutazioni elevate, la forte concentrazione legata al tema dell'intelligenza artificiale e la debole stagionalità tipica di settembre. 

Ore 09:05 Ftse Mib in rialzo con i titoli oil, giù Fincantieri e Leonardo

Avvio contrastato per i mercati europei. Il Dax cede lo 0,44%, il Cac40 sale dello 0,21% come il Ftse Mib (+0,14% a 52.692 punti con lo spread Btp/Bund in calo a 81,9 punti base). A preoccupare i trader è il riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, la corsa del petrolio (+4,6% a 90,13 dollari al barile) e una possibile stretta monetaria della Fed dopo le dichiarazioni del presidente, Kevin Warsh, a Jackson Hole.

Focus sull’inflazione in Germania

In Europa l’attenzione si concentra sulla Germania, dove alle 14 sono attesi i dati preliminari di agosto sull’inflazione. Le stime indicano un aumento annuale dell’indice armonizzato al 3,10% rispetto al 2,80% precedente. Il dato rappresenta un passaggio importante in vista della pubblicazione dell’inflazione dell’Eurozona e della riunione della Bce del 10 settembre.

A Milano bene i titoli oil, Lottomatica e Gefran. Sotto pressione Fincantieri e Leonardo

Sul listino milanese con il rally del petrolio salgono Saipem (+1,8%), Tenaris (+1,96%) ed Eni (+2%) che sta collaborando con le autorità venezuelane per contribuire al rilancio del settore energetico del Paese, dopo che Trump ha annunciato un'iniziativa senza precedenti degli Stati Uniti per assumere il controllo di un quinto delle vaste riserve petrolifere della nazione sudamericana.

«Stiamo lavorando con le controparti venezuelane e con tutte le altre autorità coinvolte per sostenere la ripresa del settore energetico del Paese, a beneficio della sua popolazione e della sicurezza energetica internazionale. Forniremo ulteriori dettagli una volta definiti gli accordi», ha detto Eni in una nota.

Sabato 22 agosto la compagnia ha comunicato di aver firmato insieme a Miwen e alla compagnia petrolifera nazionale uruguaiana Ancap l'entrata ufficiale nel blocco esplorativo OFF-5 nell'offshore dell'Uruguay, dopo aver ottenuto l'approvazione delle autorità uruguaiane.


Invece, Qatarenergy ha notificato a Edison (stabile l’azione di risparmio, l’unica quotata, a 1,916 euro) di aver esteso la forza maggiore sulle consegne di gas naturale liquefatto fino ai primi di novembre. QatarEnergy ha detto che non sarà in grado di effettuare le consegne relative a ulteriori 5 carichi di gnl, previsti presso il terminale di ricezione Adriatic Lng in Italia.

Sul fronte della difesa resta monitorata l’evoluzione della spesa militare nei Paesi Nato. Secondo il Financial Times, il percorso del Regno Unito verso l’obiettivo del 3% del pil destinato alla difesa entro il 2030 potrebbe subire ritardi, mentre resta confermato l’impegno generale al rafforzamento delle spese militari nel lungo periodo. Il tema interessa Fincantieri (-1,20% a 12,37 euro) e soprattutto Leonardo (-1% a 52,3 euro) che realizza nel Regno Unito il 13% del proprio fatturato e del backlog.

Meglio nel settore del gioco Lottomatica con un +0,31% a 25,67 euro. La scadenza della delega parlamentare per la riforma del gioco fisico senza un’attuazione concreta rende improbabile l’avvio di nuove gare per le concessioni nel breve termine. Gli operatori del mercato attendono ora possibili proroghe delle concessioni esistenti nell’ambito della prossima legge di bilancio.

Infine, Gefran spunta un +2,89% a 12,45 euro dopo aver sottoscritto un accordo per l'acquisizione dell'intero capitale di Novuspar Participacoes Societárias sulla base di un enterprise value pari a 215 milioni di reais brasiliani (35,8 milioni di euro).

Ore 08:25 Europa attesa in rosso, petrolio +5% con nuovi scontri Stati Uniti-Iran

Borse europee attese in calo (-0,15% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta in seguito allo scoppio di nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran, che fanno salire i prezzi del petrolio, mentre i rendimenti dei titoli di Stato restano elevati (al 4,33% quello del Treasury Usa a 2 anni, il più sensibile ai tassi, al 5,21% quello del 30 anni e al 4,70% quello del 10 anni) con l’aumento delle probabilità di un rialzo dei tassi negli Stati Uniti. I futures Usa flettono (-0,17% quello sul Dow Jones e -0,16% quello sull’S&P500).

I prezzi del petrolio si infiammano
 

Il futures sul Brent balza del 5,16% a 90,55 dollari al barile dopo che le forze statunitensi hanno colpito due lanciamissili iraniani sull’isola di Larak domenica 30 agosto. Si tratta dei primi attacchi statunitensi noti contro l’Iran dalla fine di luglio. In risposta Teheran ha attaccato le forze statunitensi di stanza in Giordania. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha successivamente pubblicato un post in cui afferma che «ridurremo l’isola di Kharg», il principale terminale petrolifero iraniano, «in mille pezzi».

Sale la probabilità di un rialzo dei tassi Fed a settembre

Il rischio di inflazione che ne deriva tiene i mercati obbligazionari con il fiato sospeso dopo che il 28 agosto il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha sottolineato che la banca centrale americana ha del lavoro da fare per tenere sotto controllo l’inflazione. Di conseguenza i trader hanno aumentato al 57% la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre, spingendo bruscamente al rialzo i rendimenti dei titoli del Tesoro a breve termine.

Nuove sanzioni secondarie all’Iran

A sostenere i prezzi del greggio è anche l’annuncio da parte del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti di nuove sanzioni secondarie ogni settimana per aumentare la pressione economica sull’Iran, concentrandosi inizialmente sulle banche, come ha precisato il 30 agosto in un’intervista a Reuters il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. Il prossimo passo potrebbe essere quello di escludere completamente un istituto dal sistema finanziario basato sul dollaro.

I negoziati per porre fine al conflitto sono in una fase di stallo, mentre i mediatori lavorano per riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale, prima dell’inizio della guerra alla fine di febbraio, transitava un quinto del petrolio mondiale. «In precedenza speravamo di veder tornare ai negoziati Stati Uniti e Iran entro la fine del terzo trimestre, ma ora questa prospettiva appare sempre meno probabile. Pertanto, ci aspettiamo che i prezzi del petrolio rimangano in una fascia compresa tra 85 e 95 dollari al barile, a meno che non emergano maggiori certezze sulla situazione nello Stretto di Hormuz».

I dati sul traffico marittimo hanno mostrato che nel fine settimana il numero di navi mercantili che hanno attraversato lo Stretto è sceso a cinque al giorno con le compagnie preoccupate per il rischio di attacchi alle imbarcazioni. La United Kingdom Maritime Trade Operations ha riferito che una petroliera è stata colpita da un proiettile mentre transitava in direzione dell’ingresso dello Stretto il 22 agosto. Nel frattempo Trump ha dichiarato che il petrolio proveniente dall’accordo recente raggiunto con il Venezuela sarà utilizzato per ricostituire le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti, scese vicino al minimo degli ultimi 44 anni.

Il dollaro sale nei confronti dello yen, mentre storna rispetto all’euro (la moneta unica vale 1,1589, +0,28%) in attesa dei pochi dati macro della giornata: alle 14 l’inflazione preliminare ad agosto della Germania e alle 15:45 l’indice Pmi Chicago di agosto degli Stati Uniti.

A Milano occhio a Eni, Edison, Leonardo, Fincantieri, Lottomatica e Gefran

Sul listino milanese attenzione a Eni che sta collaborando con le autorità venezuelane per contribuire al rilancio del settore energetico del Paese, dopo che Trump ha annunciato un'iniziativa senza precedenti degli Stati Uniti per assumere il controllo di un quinto delle vaste riserve petrolifere della nazione sudamericana.

«Stiamo lavorando con le controparti venezuelane e con tutte le altre autorità coinvolte per sostenere la ripresa del settore energetico del Paese, a beneficio della sua popolazione e della sicurezza energetica internazionale. Forniremo ulteriori dettagli una volta definiti gli accordi», ha detto Eni in una nota.

Sabato 22 agosto la compagnia ha comunicato di aver firmato insieme a Miwen e alla compagnia petrolifera nazionale uruguaiana Ancap l'entrata ufficiale nel blocco esplorativo OFF-5 nell'offshore dell'Uruguay, dopo aver ottenuto l'approvazione delle autorità uruguaiane.


Invece, Qatarenergy ha notificato a Edison di aver esteso la forza maggiore sulle consegne di gas naturale liquefatto fino ai primi di novembre. QatarEnergy ha detto che non sarà in grado di effettuare le consegne relative a ulteriori 5 carichi di gnl, previsti presso il terminale di ricezione Adriatic Lng in Italia.

Sul fronte della difesa resta monitorata l’evoluzione della spesa militare nei Paesi Nato. Secondo il Financial Times, il percorso del Regno Unito verso l’obiettivo del 3% del pil destinato alla difesa entro il 2030 potrebbe subire ritardi, mentre resta confermato l’impegno generale al rafforzamento delle spese militari nel lungo periodo. Il tema interessa Fincantieri e soprattutto Leonardo che realizza nel Regno Unito il 13% del proprio fatturato e del backlog.

Riflettori anche sul settore del gioco, quindi Lottomatica. La scadenza della delega parlamentare per la riforma del gioco fisico senza un’attuazione concreta rende improbabile l’avvio di nuove gare per le concessioni nel breve termine. Gli operatori del mercato attendono ora possibili proroghe delle concessioni esistenti nell’ambito della prossima legge di bilancio.

Infine, Gefran ha sottoscritto un accordo per l'acquisizione dell'intero capitale di Novuspar Participacoes Societárias sulla base di un enterprise value pari a 215 milioni di reais brasiliani (35,8 milioni di euro).

(riproduzione riservata)



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