Oklo si fonderà con la spac AltC Acquisition Corp con l’obiettivo di raccogliere 500 milioni di dollari. Le entrate nette serviranno ad «accelerare il business plan e finanziare il primo sito di produzione energetica del progetto centrale Aurora». La business combination, come viene chiamata la fusione in questo contesto, comporta una valutazione pre–fatturato di 850 milioni di dollari e vede Altman nel ruolo di presidente di Oklo e di amministratore delegato di AltC.
Oklo è una start up con la missione di «fornire energia pulita ed economica su scala globale» e per farlo intende disegnare la prossima generazione di reattori nucleari veloci. Per reattore «veloce» si intende una macchina che non ha bisogno di materiale che rallenti gli elettroni, compito svolto dall’acqua in quelli cosiddetti lenti. Si tratta di un beneficio molto significativo in quanto possono usare dei metalli fusi – ossia allo stato liquido – come fluido di raffreddamento. Questi hanno un punto di ebollizione più elevato dell’acqua e pertanto non è necessario avere pressioni nel reattore così elevate (la pressione serve per mantenere il liquido di raffreddamento per l’appunto liquido) e quindi il sistema è più sicuro. I reattori veloci, tra gli altri, anche vantaggi termodinamici, dato che la temperatura nel nucleo può essere mantenuta più elevata, e questo migliora il rendimento di primo principio.
L’annuncio della fusione è stato dato nella notte tra martedì 11 e mercoledì 12 luglio. La relazione tra Altman e Oklo è iniziata nel 2013, riporta Cnbc, quando il ceo di OpenAI ha reclutato i fondatori della start up a far parte del Y combinator: l’incubatore di start up di cui Altman era presidente e uno dei più noti all’interno della Silicon Valley insieme a Sequoia Capital. Altman ha successivamente aperto il seed round di Oklo e ne è diventato presidente nel 2015. L’uomo dietro a ChatGpt ha, tuttavia, anche rapporti con la spac impegnata nella quotazione: la società di comodo AltC è stata fondata da Altman e Michael Klein, ex-Citigroup e molto attivo in questo tipo di operazioni.
Si tratta di una situazione inusuale, persino nel west delle quotazioni americane. Per ovviare ad ogni tipo di conflitto di interessi, Altman si è «distanziato da ogni negoziazione tra le parti e da tutte le discussioni e decisioni dei board di AltC e di Oklo» stando alle dichiarazioni che il Financial Times ha ricevuto da un portavoce di AltC.
Al fine di allineare gli interessi del management e degli investitori pre-esistenti di Oklo con quelli degli azionisti che si aggiungeranno in seguito alla quotazione, i direttori di Oklo e AltC hanno accettato restrizioni sulla cessione delle loro quote. Nella nota stampa, che annuncia la fusione, si legge: «Nessun azionista esistente di Oklo riceverà cash in seguito alla transazione, dato che tutti gli azionisti convertiranno le proprie azioni in quelle della nuova società».
Anche sul fronte AltC sono state predisposte misure in questo senso. Sempre nella nota stampa si legge «Lo sponsor di AltC -ossia creatori della società di comodo ndr- ha subordinato la vendita delle proprie quote al superamento di traguardi futuri». (riproduzione riservata)