Attesi risultati semestrali solidi da Enel. Tanto che per Hsbc il colosso energetico guidato da Flavio Cattaneo è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi dell’intero 2025. Gli ultimi aggiornamenti sulle concessioni nella distribuzione in Italia aumentano la visibilità sui conti e dopo un inizio d’anno difficile la regolamentazione della rete in Spagna dovrebbe migliorare.
In vista del cda di Enel del prossimo 31 luglio sui conti, Hsbc ha confermato la raccomandazione buy sul titolo (-0,34% a 7,959 euro in chiusura in borsa), aspettandosi un ebitda di 5,4 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2025, in leggero calo dai 5,974 miliardi del primo trimestre di quest’anno. «Solo in Italia, dopo un solido primo trimestre a 3 miliardi, stimiamo un ebitda di 2,7 miliardi a trimestre per il periodo secondo-quarto trimestre del 2025, in linea con le indicazioni della società. Ci attendiamo poi un ebitda di 1,25 miliardi in America Latina nel secondo trimestre, trainato dall’effetto perimetro in Perù, e un ebitda di 1,26 miliardi per la spagnola Endesa, penalizzato da una produzione eolica debole. Così nel primo semestre l’ebitda complessivo è stimato a 11,36 miliardi dagli 11,681 miliardi dello stesso periodo del precedente esercizio e l’utile netto a 3,55 miliardi da 3,95 miliardi», precisa Hsbc.
Enel è sulla buona strada per centrare la guidance 2025: ebitda ordinario compreso tra 22,9 e 23,1 miliardi e utile netto ordinario tra 6,7 e 6,9 miliardi, «dato che le nostre stime di ebitda e utile netto del primo semestre rappresentano, rispettivamente, il 50% e il 52% delle previsioni per l’intero anno», afferma la banca di investimento, precisando, però, che ci sono alcuni aggiornamenti da monitorare: entro fine luglio quelli sull’estensione delle concessioni per la distribuzione in Italia: ci aspettiamo oneri legati alla Rab nell’ordine di pochi miliardi di euro.
Inoltre, le recenti bozze di regolamentazione della rete spagnola sono state deludenti e le utility difficilmente aumenteranno gli investimenti con un Wacc del 6,5% e un forte focus sui costi. Hsbc si attende miglioramenti significativi sui limiti agli investimenti: il capex nella trasmissione è in aumento e in passato la regolamentazione spagnola ha avuto esiti ragionevoli dopo inizi non promettenti.
Hsbc ha anche previsto riacquisti di azioni proprie per 1 miliardo di euro all’anno nel periodo 2025-2030 e stimato un payout ratio dell’80% nel 2027, superiore alla guidance di Enel, che implica un dividendo di 0,58 euro nel 2027 e un rendimento molto interessante del 5-8% nei prossimi tre anni. «Prevediamo una lieve crescita dell’utile netto, in linea con le previsioni del management di Enel. Le reti dovrebbero crescere su base normalizzata grazie agli investimenti e alle revisioni tariffarie, mentre l’ebitda integrato dovrebbe restare stabile: la crescita della capacità eolica e solare compenserà prezzi e margini in graduale normalizzazione», stima Hsbc.
Detto ciò, «crediamo che l’idroelettrico e il retail abbiano margini resilienti e strutturalmente più alti rispetto a tre anni fa, grazie alla maggior volatilità per l’idroelettrico, ai servizi a valore aggiunto e ai benefici dell’integrazione per il segmento retail. Con buyback e payout più alti, stimiamo un tasso di crescita annuale composto del 4% per l’utile per azione e dell’11% per il dividendo nel periodo 2025-2027», aggiunge Hsbc, mantenendo un target price invariato a 8,80 euro sull’azione, che implica un potenziale upside del 9,8%, apprezzando la crescita green di Enel, il solido bilancio e il modello di business integrato a basso rischio. (riproduzione riservata)