«È tempo che la Bce prenda coraggio e tagli il costo del denaro in maniera drastica, non bastano 0,25 punti ogni volta. Visto anche il rischio recessione in Germania». Questa l’opinione espressa dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dal meeting di Rimini. Certo la Banca centrale europea «è libera di fare ciò che ritiene ma anche un politico è libero di dare idee e suggerimenti sull’argomento».
Il titolare del Maeci ha poi definito «l’Ue politicamente debole» in quanto «non è uno stato federale ma un insieme di stati che spesso agiscono per conto proprio senza cercare di mettere a sistema le loro forze e le loro potenzialità». Laddove è «necessaria un'Europa più coesa che sappia prendere scelte coraggiose».
C’è poi una sfida tutta italiana da vincere: «Sconfiggere il debito pubblico con una strategia a lungo termine, riduzione della burocrazia e delle spese, nonché dell’evasione». Allo stesso tempo però «dobbiamo pensare a come la prossima manovra possa contribuire a ridurre la pressione fiscale, continuando col taglio del cuneo e il supporto ai giovani». Vanno selezionate al meglio le priorità della prossima manovra ma non si può parlare «di lacrime e sangue, anzi è molto meno negativa di quanto potesse apparire». (riproduzione riservata)