I nuovi soci si tirano indietro e Giglio Group (-8,6% a Piazza Affari il 30 giugno) è costretta a optare per la composizione negoziata della crisi. Il gruppo che offre servizi digitali per settori come fashion, design e lifestyle rinvia anche l’approvazione del bilancio 2024 al 25 luglio e si affida a un esperto di crisi aziendali come Francesco Marotta, avvocato che ha gestito tra gli altri il concordato di Atac, la società dei trasporti di Roma.
A far emergere la crisi dell’azienda della famiglia Giglio è stato il passo indietro di Avon e Sky srl, società sammarinesi che a marzo 2025 si erano impegnate a sottoscrivere tre aumenti di capitale.
Le operazioni prevedevano il conferimento - da parte di Avon e Sky - delle azioni detenute in Publinova, azienda sammarinese di digital marketing, che a sua volta possiede il 70% di Gdl, impresa torinese che vende articoli per la casa e altri oggetti. Le due società sammarinesi avevano accettato un «impegno vincolante», secondo una nota di Giglio Group, e avrebbero dovuto completare la ricapitalizzazione entro metà giugno.
Tuttavia questo non è avvenuto. La coppia Avon-Sky si è sfilata dal deal con motivazioni che a Giglio risultano «prive di fondamento». Di conseguenza il gruppo italiano si è trovato un avvocato e ha avviato il procedimento di composizione della crisi.
Gli ultimi dati di bilancio di Giglio, reduce da una fase di profonda ristrutturazione aziendale, sono relativi al primo semestre 2024, quando il gruppo ha registrato ricavi per quasi 9,9 milioni e una perdita di 1,2 milioni dopo il deconsolidamento di due controllate. Nell’esercizio 2023 i ricavi erano stati pari a 21,3 milioni con una perdita di 3,9 milioni.
Tuttavia questi numeri sono stati giudicati non conformi agli standard dalla Consob, che qualche settimana fa ha chiesto informazioni supplementari da diffondere assieme al bilancio 2024. L’azienda però ha fatto sapere di non condividere i rilievi dell’authority che controlla i mercati e di valutare un ricorso al Tar del Lazio. Al 30 aprile 2025 il gruppo aveva debiti per 8,5 milioni di euro.
Il naufragio dell’operazione con Avon e Sky rappresenta il secondo tentativo di aggregazione fallito per Giglio in meno di un anno. A settembre 2024 il gruppo aveva tentato la via dell’integrazione con Urban Vision, che avrebbe dovuto acquistare una quota di maggioranza, pari al 57%, di Giglio. Tuttavia l’accordo non è mai stato raggiunto. (riproduzione riservata)
In data 1 agosto 2025, le società Avon e Sky hanno inviato a MF-Milano Finanza una richiesta di rettifica: «Si rende necessario precisare che quanto sopra riferito nell’articolo e indicato nella riferita “nota” di Giglio Group non corrisponde al vero: infatti tra le scriventi e Giglio Group non è mai stato sottoscritto l’accordo vincolante in merito al quale esistevano delle trattative infine naufragate certamente per responsabilità non ascrivibile alle scriventi che, invece, dal mancato buon esito delle trattative hanno subito solo un danno».
La replica di MF-Milano Finanza: prendiamo atto della precisazione delle società. L’articolo riporta correttamente la nota ufficiale di Giglio Group (qui il documento integrale) relativa alla cessazione delle trattative, diffusa al mercato.