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Fondi attivisti più forti in Italia: è il secondo Paese in Europa per campagne lanciate
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Fondi attivisti più forti in Italia: è il secondo Paese in Europa per campagne lanciate

09 luglio 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 09:52

Le campagne sulla Penisola raddoppiano rispetto alla media storica e valgono il 17% del totale europeo. Industria, tecnologia e sanità sono i settori che offrono le maggiori occasioni. In Usa si lotta nel tech sull’uso dell’AI

L’Italia si prende la scena delle campagne attiviste europee. Nel primo semestre del 2026 la Penisola ha rappresentato il 17% delle campagne delle campagne lanciate nel Continente, più del doppio della media storica dell’8%, diventando per la prima volta in assoluto il secondo mercato più bersagliato dopo il Regno Unito. Londra, dal canto suo, ha concentrato il 57% dell'attività, ben oltre la media quinquennale del 39%, confermandosi l'epicentro indiscusso dell'attivismo continentale. A rivelarlo è il «H1 2026 Review of Shareholder Activism» realizzato da Lazard, che MF-Milano Finanza ha potuto visionare in anteprima, in cui si sottolinea però come il quadro europeo resti in frenata: 23 nuove campagne contro una media storica di 33 nel semestre, con un calo del 23% anno su anno.

La distribuzione geografica e il vuoto della piazza francese

L’attività si è distribuita in modo equilibrato tra primo e secondo trimestre, segnale di un contesto stabile più che in deterioramento. La concentrazione geografica è però senza precedenti: dopo Uk e Italia, la Germania si ferma al 13% (in linea con il 15% storico), mentre Francia, Paesi Bassi e Irlanda non hanno registrato alcuna campagna, in netto contrasto con le rispettive medie storiche, rispettivamente dell’11%, 6% e 5%. Un vuoto significativo, soprattutto per la piazza francese, tradizionalmente tra le più dinamiche.

I settori più colpiti e il dominio degli hedge fund

Sul fronte settoriale, in Europa tre comparti – industria, tecnologia e sanità – pesano per circa l’80% dell'attività, un livello di concentrazione superiore agli anni recenti. L’Industria guida con il 39% delle campagne, oltre il doppio della media storica del 18% e ben sopra il 14% dell’intero 2025, mentre la Tecnologia sale al 22% (dal 10% storico e dall’8% del 2025). Restano invece a secco Retail, Media, Utility, Telco ed Energia. A dominare sono gli hedge fund, saliti all’83% dell’attività (dal 69% storico), con Elliott Management (3 campagne) e Palliser Capital (2) protagonisti più prolifici.

Mentre gli investitori long-only sono crollati dal 16% al 4%. Resta inoltre marginale il fenomeno dello swarming, cioè una sola società finita nel mirino di più attivisti. Tra gli obiettivi, le operazioni di m&a si confermano il principale terreno di scontro (57% delle campagne), mentre la capital allocation sale al 30% (dal 18% della media storica), trainata dalle richieste di buyback e di una maggiore remunerazione degli azionisti.

Il record globale delle campagne attiviste nel 2026

A livello globale il semestre segna un record: 184 nuove campagne, il miglior primo semestre mai registrato, in crescita del 20% su base annua e del 38% rispetto alla media quinquennale. La spinta arriva da Usa (+24%) e Asia-Pacifico (+55%). Gli attivisti sono meno (97 contro i 108 di un anno fa) ma più aggressivi: il 30% ha lanciato più di una campagna, mentre otto fondi ne hanno avviate almeno quattro. Gli hedge fund hanno promosso l’89% delle iniziative globali, ben oltre la media storica dell’80%.

Focus sul Giappone e l'impatto dell'intelligenza artificiale

L’Industria si conferma il settore più colpito nel mondo (39%), trainata soprattutto dall’Asia-Pacifico (63% delle campagne del comparto). Le richieste di capital allocation salgono al 39% delle campagne globali, spinte soprattutto dal Giappone dove le iniziative su buyback e uso del capitale raggiungono quota 29. M&a (40%) e rinnovo dei cda (35%) restano gli obiettivi principali degli attivisti, ma cresce anche il peso delle campagne sulla strategia aziendale (23%). In particolare, nel settore tecnologico quasi una campagna su due (46%) riguarda l’adozione e la valorizzazione dell’AI, nuovo fronte di confronto tra investitori e management.

Negli Usa la tecnologia resta il settore più bersagliato (19%), seguita dalle istituzioni finanziarie (16%). In generale, l’attivismo continua a produrre effetti sul mercato: nei 5 giorni successivi all’annuncio di una campagna, i titoli interessati registrano una sovraperformance mediana del 2,3% sui benchmark. (riproduzione riservata)



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