Milano Hub, il Centro d’Innovazione della Banca d’Italia, lancia la terza Call for Proposals che avrà come tema i pagamenti istantanei. L’obiettivo è sostenere l’evoluzione digitale. Gli operatori di mercato sono invitati a presentare progetti innovativi. Le prime due Call for Proposals sono state dedicate a intelligenza artificiale e Distributed Ledger Technlogy (Dlt). Le candidature sui pagamenti potranno essere presentante dal 19 giugno al 24 luglio. Saranno poi selezionati i dieci progetti più promettenti che riceveranno il supporto di Milano Hub per sei mesi.
Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice generale della Banca d’Italia, ha sottolineato l’importanza della Call for Proposals come strumento per intercettare le innovazioni di mercato. Massimo Doria, responsabile di Milano Hub, ha sottolineato che i pagamenti sono un volano d’innovazione per l’intero settore finanziario.
Gli investimenti delle banche italiane in tecnologie innovative sono arrivati a 900 milioni nel biennio 2023-2024, quattro volte quelli del 2017-2018, ma sono «limitati», come ha detto il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nelle Considerazioni Finali. Gli investimenti «vanno incrementati: sarebbe un grave errore accumulare ritardi su questo fronte», ha aggiunto Panetta.
«In Italia c’è un ambiente meno favorevole per gli investimenti in start-up rispetto ad altri Paesi anche vicini come la Francia», dice Perrazzelli a MF-Milano Finanza a margine della presentazione della Call for Proposals. «L’Italia paga il limitato ricorso a finanziamenti diversi da quelli bancari. Per esempio sul venture capital siamo in ritardo».
Secondo la vicedirettrice generale di Bankitalia «l’evoluzione tecnologica offre opportunità straordinarie. È inesorabile e benvenuta. Ma può portare rischi rilevanti, come quelli per frodi, malversazioni, phishing. Le criptoattività sono diventate anche uno strumento per il malaffare. Ci sono rischi cyber e legati alla concentrazione dei fornitori di tecnologia, per esempio nel cloud, tali da causare potenzialmente dispersioni di dati e interruzione dei servizi».
In questo contesto «l’Europa sta cercando di regolare, e fa bene considerando la particolare attenzione per i consumatori», osserva Perrazzelli. «Ma nello stesso tempo bisogna guardare oltre e investire in tecnologia. L’Europa altrimenti rischia di restare indietro rispetto a Stati Uniti ed altre aree geografiche».
Nonostante l’aumento degli ultimi anni, in Italia gli investimenti in tecnologie innovative (come intelligenza artificiale, cloud, blockchain e big data) sono rimasti nel complesso ridotti, pari al 5% della spesa complessiva in tecnologie che facilitano l’elaborazione delle informazioni, e sono concentrati presso un numero contenuto di banche. Secondo Bankitalia il principale ostacolo agli investimenti è la scarsa interoperabilità tra progetti fintech e preesistenti sistemi informatici. (riproduzione riservata)