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Fincantieri, l'Ad Folgiero: aumenteremo gli investimenti nella difesa

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Fincantieri punta su George Moutafis per guidare l’espansione Usa. Gli analisti vedono grandi opportunità | IL VIDEO

02 luglio 2025, 20:00 Ultimo aggiornamento: 20:24

La società si appresta a nominare Moutafis (10 anni nel gruppo) a capo della sua divisione statunitense. Previste centinaia di assunzioni per aumentare la produzione di navi rompighiaccio, tanto volute da Trump per espandere le attività nell’Artico. La Germania non è più disposta ad acquistare una quota in Tkms, Fincantieri in campo?

Fincantieri sceglie George Moutafis per guidare il piano di espansione del gruppo negli Stati Uniti. Secondo Bloomberg, che ha citato persone ben informate dei fatti, la società di cantieristica navale, guidata dal ceo Pierroberto Folgiero, si appresta a nominare Moutafis a capo della sua divisione statunitense.

Chi è George Moutafis

In qualità di amministratore delegato di Fincantieri Marine Group, Moutafis supervisionerà un’espansione che prevede l’assunzione di centinaia di nuovi dipendenti, hanno aggiunto le stesse fonti. Attualmente è general manager di Beretta Us, ma per dieci anni ha ricoperto diversi ruoli di responsabilità nella divisione statunitense del gruppo italiano. Un ritorno, dunque.

Previste centinaia di assunzioni

Fincantieri impiega oltre 3.000 persone negli Stati Uniti, dove possiede quattro cantieri navali, ha contratti con la Marina americana e ha investito 800 milioni di dollari nelle attività statunitensi dal 2009; metà di questa somma è stata destinata allo stabilimento Marinette Marine nel Wisconsin. A quanto pare l’azienda prevede di assumere centinaia di persone proprio in questo sito, dove costruisce una varietà di navi militari, tra cui fregate, navi da combattimento costiero e rimorchiatori.

Più navi rompighiaccio

Inoltre, la società ha in programma di riprendere la costruzione di rompighiaccio a Marinette, allineando i propri interessi con i piani dell’amministrazione Trump per una maggior presenza nell’Artico e per contrastare l’influenza russa. La regione sta attirando sempre più attenzione man mano che lo scioglimento dei ghiacci apre nuove rotte commerciali e possibilità di esplorazione di risorse energetiche e minerarie.

Tanto che il presidente americano ha chiesto l’aggiunta di dozzine di rompighiaccio alla flotta americana. E Fincantieri non vuole perdere l’occasione di trarre vantaggio da questo rinnovato interesse. Mentre in Italia l’azienda ha pianificato di destinare più capacità produttiva alla realizzazione di navi da guerra, spostando parte della produzione civile in altri siti, come ha riportato sempre Bloomberg questa settimana.

Gli analisti vedono grandi opportunità in Usa

Equita ritiene che lo sviluppo del business Usa di Fincantieri sia tra le priorità strategiche del management e che i piani del gruppo verranno dettagliati con la presentazione del nuovo business plan, ragionevolmente verso la fine del 2025. «Fincantieri vuole, infatti, far leva sul proprio know-how, portafoglio prodotti e rapporto consolidato con la Usa Navy per beneficiare dell’attesa fase di rilancio dell’industria navale americana annunciata dal presidente Trump con l’espansione e ammodernamento della flotta militare», sottolinea la Sim.

Anche Banca Akros apprezza il fatto che Fincantieri punti a trarre vantaggio dall’iniziativa del presidente Trump a favore della sicurezza marittima e della manifattura americana, facendo leva sui suoi tre cantieri navali presenti negli Stati Uniti. E ricorda che la società sta sviluppando la nuova classe di fregate Constellation per la Marina Usa e ha già ottenuto contratti per le prime sei unità, con l’opzione per estendere l’ordine fino a dieci navi.

Senza contare che Trump ha proposto, il 26 giugno, il bilancio della difesa nazionale degli Stati Uniti per l’anno fiscale 2026. Il budget prevede 292 miliardi di dollari destinati alla Marina militare, di cui 47,2 miliardi specificamente dedicati alla costruzione navale. «Ci aspettiamo che Fincantieri sia ben posizionata per beneficiare del possibile rilancio statunitense nel settore della sicurezza marittima», conclude Banca Akros.

Lo stesso ad Folgiero è ottimista: «Ci troviamo in un ciclo geopolitico che costruirà slancio nei mesi e negli anni a venire», ha affermato in un'intervista a Cnbc, riconoscendo che «ci troviamo di fronte a un ciclo di investimenti nella difesa e questo sarà progressivamente visibile non solo in termini di portafoglio ordini ma anche di ricavi e margini medi».

La Germania non è più disposta ad acquistare una quota in Tkms, Fincantieri in campo?

Separatamente, il quotidiano Handelsblatt ha riportato che il governo tedesco non intende più acquisire una partecipazione in Thyssenkrupp Marine Systems (Tkms), citando fonti governative. A quanto pare il governo desidera stipulare un accordo di sicurezza con l’azienda per garantire che la difesa nazionale e i posti di lavoro non siano a rischio; si svolgerebbero regolari tavoli di consultazione tra Tkms e il governo; la società sarebbe obbligata a condividere con il governo informazioni sull’andamento dell’attività.

L’accordo darebbe, inoltre, al governo un diritto di prelazione nel caso in cui un investitore strategico intendesse acquisire una partecipazione in Tkms. Juergen Kerner, vicepresidente del sindacato IG Metall e membro del consiglio di sorveglianza di Thyssenkrupp, ha dichiarato: «il nostro obiettivo rimane quello che lo Stato acquisisca una partecipazione in questa azienda». Il consiglio di amministrazione di Thyssenkrupp ha approvato lo spin-off del 49% di Tkms un paio di settimane fa.

L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ricorda che Fincantieri ha sempre mostrato interesse ad approfondire la storica collaborazione industriale con Tkms. «Stimiamo che Tkms abbia un portafoglio ordini di 13 miliardi di euro, con ricavi previsti per il 2025 di circa 2,2 miliardi, un ebitda di circa 200 milioni e un ebit di circa 125 milion; Fincantieri è valutata a circa 10 volte l’ebitda atteso per il 2025, mentre Bae Systems, un altro importante attore nel settore della difesa/cantieristica navale, è valutato a circa 15 volte», precisa l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo.

Infine, si segnala che Fincantieri, nell'ambito del piano di open innovation, ha annunciato l'apertura della propria innovation Antenna in Corea del Sud con il supporto operativo di Mind the Bridge, destinata a facilitare le connessioni dirette con l'ecosistema locale, coinvolgendo startup, centri di ricerca e attori industriali. L'annuncio è stato ufficializzato oggi, 2 luglio, in occasione dello Scaleup Summit Seoul 2025, alla presenza dell'ambasciatrice d'Italia in Corea del Sud, Emilia Gatto, e del top management del gruppo.

Il titolo in borsa

A Piazza Affari il titolo Fincantieri è più che raddoppiato quest’anno, in un contesto di forte crescita del settore della difesa in Europa. Il 2 luglio è salito in chiusura dell’1,8% a 15,70 euro. Equita ha confermato il rating hold e il target price a 14,40 euro con l’azione che tratta a 29-23 volte il multiplo prezzo/utile adjusted 2026-2027 e 10-9 volte l’ev/ebitda 2026-2027, invece Banca Akros il giudizio accumulate con un target price a 15,80 euro e l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo buy con un target price a 15,8 euro. Attualmente il consenso Bloomberg vede 4 rating buy, 5 hold e 0 sell con un prezzo obiettivo medio a 14,99 euro, sotto il prezzo attuale. (riproduzione riservata)



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