Fibercop apre la fase due. Il board della società della ex rete Tim guidato dal presidente (e amministratore delegato ad interim) Massimo Sarmi ha esaminato i risultati pro-forma per il 2024, anno in cui la società si è staccata dall’ex incumbent, e ha approvato all’unanimità il budget per il 2025.
Durante l’anno in corso, ha spiegato una nota di Fibercop, l’obiettivo è connettere in Ftth più di 2 milioni di nuove unità immobiliari che «consentiranno il pieno raggiungimento degli obiettivi relativi al Pnrr», a cui si affiancheranno investimenti per l’aggiornamento tecnologico della rete backbone e il potenziamento di altri elementi della rete. Massimo riserbo sui capex che però, come ha anticipato MF-Milano Finanza ieri, sarebbero stati aumentati di circa 400 milioni, che si aggiungerebbero ai 2,5-3 miliardi inizialmente previsti dal consorzio di investitori guidato da Kkr e Mef.
I risultati integrali per il 2024, ha proseguito la società, saranno pubblicati prossimamente, solo dopo l’approvazione del cda di Fibercop. Nel frattempo, però, vengono date alcune indicazioni: i ricavi l’anno scorso sono stati di 3,9 miliardi di euro, su base normalizzata. Va sottolineato infatti che la società è passata di proprietà solo a luglio, dopo il closing dell’operazione di scorporo da Tim.
L’ebitda after lease è invece stato di 1,9 miliardi, escludendo alcune voci non ricorrenti e one-off. L’anno passato Fibercop ha messo a terra investimenti per 2,4 miliardi, compresi quelli relativi al «Piano Italia a 1 Giga» del Pnrr che vede il gruppo impegnato su sette lotti, che ha portato alla copertura di circa 2 milioni di unità immobiliari, in linea con i target aziendali.
«I risultati di oggi, in linea con il piano pluriennale, sono una chiara testimonianza della solidità e continuità del percorso che l’azienda ha intrapreso e intende perseguire», ha spiegato Sarmi. «La società sta accelerando la posa della fibra e la dismissione della rete in rame, con l’obiettivo di assicurarsi maggiori benefici in termini di innovazione, sostenibilità ambientale e sociale». L’obiettivo di Fibercop tramite gli investimenti è affermarsi «come campione digitale del Paese», ha concluso il presidente.
Nessun accenno per il momento al progetto rete unica, anche perché le due società non sarebbero ancora state coinvolte direttamente. Come rivelato da questo giornale ieri, infatti, il Mef ha avviato il dialogo con la Commissione Ue per capire le valutazioni sul progetto di matrimonio tra le due società della rete.
Tuttavia, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, le discussioni non avrebbero ancora coinvolto i due gruppi e non sarebbero ancora stati programmati tavoli di confronto sul tema con e tra i vertici delle società. Fibercop e Open Fiber, quindi, proseguono con i loro rispettivi piani di sviluppo e rimangono concentrate sull’esecuzione, tra le altre cose, dei progetti per rispettare le scadenze del Pnrr e non perdere così 3,4 miliardi di contributi per cablare le aree grigie. (riproduzione riservata)