La Ferrari ha svelato la sua nuova coupé di gamma, la Ferrari Amalfi, erede della Roma, nel cuore della Costiera da cui prende il nome. Ma mentre la Casa di Maranello celebra il lancio di una vettura che punta a rafforzare il legame tra performance e design elegante, lo scenario internazionale — in particolare quello dei dazi Usa sulle auto europee — fa da sottofondo alle strategie commerciali e di posizionamento del Cavallino Rampante.
La Ferrari Amalfi si inserisce nel percorso iniziato con la Roma, che aveva rappresentato un'operazione di apertura a nuovi segmenti di clientela. Come ha spiegato Enrico Galliera, chief marketing and commercial officer di Ferrari, la Roma è stata «una Formula Uno in abito da sera», e la nuova Amalfi riprende questa impostazione «elegante ma pura» con l’obiettivo di attrarre nuovi clienti senza rinunciare al Dna Ferrari.
Il prezzo base in Italia sarà di 240 mila euro, con le prime consegne previste da gennaio 2026 in Europa. Negli Stati Uniti arriverà circa 3-4 mesi dopo, con un sovrapprezzo del 9-10%. Gli ordini sono ufficialmente aperti dalla sera del 1° luglio e, secondo Galliera, «l’interesse è molto alto», anche grazie alla possibilità per nuovi clienti di entrare nella famiglia Ferrari con tempi di attesa più brevi.
Dal punto di vista tecnico, la Ferrari Amalfi sarà spinta da un motore V8 da 640 cavalli, capace di scattare da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi. Non è prevista, almeno per ora, una versione ibrida. Secondo Gianmaria Fulgenzi, chief product development officer, la scelta è frutto di una filosofia progettuale precisa: «Ogni vettura nasce attorno a una sola motorizzazione pensata ad hoc».
«Il V8 è la soluzione ottimale per questo modello: offre equilibrio tra potenza, semplicità e versatilità», ha aggiunto Galliera, rispondendo con un diplomatico «no comment» alle voci su presunti ritardi nel piano di elettrificazione di Ferrari. La Casa ha comunque confermato la volontà di mantenere a listino tutte le principali motorizzazioni – V6, V8, V12, ibrido e termico – come vantaggio competitivo per la futura strategia di prodotto.
Nonostante l’entusiasmo per la nuova vettura, l’attenzione è rivolta anche agli Stati Uniti, uno dei mercati più strategici per Ferrari, dove però si registra un clima di attesa per via dell'incertezza legata alla politica commerciale americana del presidente Donald Trump. «C’è un po’ di attesa da parte dei clienti statunitensi per capire come si evolverà il tema dei dazi, ma l’interesse per Ferrari non è mai venuto meno», ha dichiarato Galliera, confermando che le prospettive restano positive, ma che il clima geopolitico condiziona in qualche modo le decisioni d’acquisto. (riproduzione riservata)