Le trattative per la cessione dell’ex Ilva si sono complicate ma l’obiettivo resta sempre lo stesso: vendere gli asset entro la fine del mese di marzo. Ma a chi? All’imprenditore Michael Flacks, alla famiglia indiana Jindal Steel o una cordata di investitori? La scelta, secondo quanto emerso durante il vertice a Palazzo Chigi con le parti sociali, ricadrà probabilmente sul fondo statunitense Flacks Group.
Anche perché «la priorità deve essere il futuro dell’Ilva, non la natura del soggetto acquirente. È giusto prestare attenzione al fatto che si tratti di un family office, ma ricordiamo che l’ultima volta l’Ilva è stata ceduta al più grande produttore di acciaio in Europa (ArcerloMittal, ndr) e il risultato sono stati 7 miliardi di danni».
Durante il tavolo, durato all’incirca tre ore, i commissari hanno annunciato l’invio di una «lettera ultimativa» a Flacks Group per ottenere «tutte le garanzie necessarie» sul fronte degli investimenti e dell’occupazione. «Non sarà mai portato a Palazzo Chigi un piano che non garantisca tutto», ha rassicurato Giovanni Fiori, commissario straordinario di Acciaierie d’Italia.
«Stiamo analizzando con estrema attenzione il piano presentato da Flacks, che su alcuni punti non è ancora del tutto soddisfacente», ha spiegato Fiori alle parti sociali. Ma il fondo con sede a Miami «è l’unico soggetto ad aver presentato una proposta senza particolari condizioni di sostegno finanziario a carico del governo e con l’impegno a mettere in campo fin da subito 250 milioni di euro di equity iniziali».
In apertura del vertice, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha espresso a nome del governo cordoglio e vicinanza ai familiari di Loris Costantino, l’operaio di 36 anni deceduto lo scorso 2 marzo a seguito di un incidente avvenuto all'interno dello stabilimento. Anche a fronte del secondo incidente mortale nell’ex Ilva da inizio anno, il commissario Giancarlo Quaranta ha annunciato che venerdì 13 ci sarà una riunione a Taranto sulla sicurezza dello stabilimento con i commissari straordinari e i sindacati.
Parallelamente, è stata accettata la proposta dei sindacati di un percorso di condivisione e confronto anche al ministero del Lavoro: un percorso che sarà anche propedeutico alla richiesta di Cassa integrazione e alla valutazione dei contratti in essere nelle ditte degli appalti per allinearli al contratto dei metalmeccanici.
La Cigs attualmente riguarda 4.450 dipendenti di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria e le scorse settimane i commissari ne avevano chiesto il prolungamento oltre il 28 febbraio (data prevista per la scadenza). In occasione dell’incontro per la proroga, su richiesta dei commissari, c’è stata una sospensione per valutare le mutate condizioni alla luce del decreto del Tribunale di Milano che ha imposto una revisione dell’Autorizzazione integrale ambientale 2025 per lo stabilimento di Taranto. (riproduzione riservata)
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