Lo scudo penale torna a essere un «presupposto essenziale» per acquisire Acciaierie d’Italia. E questa volta a chiederlo è Flacks Group, il fondo americano con cui il governo americano sta trattando da mesi la vendita dell’azienda siderurgica. Dopo l’ultimatum del Tribunale di Milano, il fondo ha inviato una lettera ai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia chiedendo una protezione legale per potare avanti il piano industriale, senza esporsi a responsabilità penali legate ai rischi ambientali.
Secondo la sentenza del Tribunale entro il prossimo 24 agosto per gestire e tenere accesa Acciaierie d’Italia sarà necessaria una riscrittura dell’Autorizzazione integrale ambientale, specificando modalità attuative e tempi di realizzazione.
Nella missiva, visionata da MF-MIlano Finanza, si legge che il gruppo Flacks ritiene «opportuno chiarire che l’introduzione di un’adeguata forma di tutela sul piano penale costituisce, dal nostro punto di vista, un presupposto essenziale per poter procedere e rappresenta un elemento determinante per consentire a Flacks Group e ai suoi rappresentanti di operare con il necessario livello di affidabilità e visibilità prospettica ai fini del raggiungimento degli obiettivi del piano industriale».
Flacks riconosce che l’introduzione di uno scudo penale non rientra nelle competenze dei commissari straordinari. Allo stesso tempo, però, chiarisce che «riteniamo essenziale che la questione sia affrontata nelle sedi istituzionali competenti quale parte integrante del complessivo flusso di lavoro dell'operazione».
Flacks si sofferma anche sugli effetti della sentenza del Tribunale meneghino, precisando che «eventuali ulteriori iniziative e impegni connessi alla medesima, rimangono subordinati, tra l’altro, a una approfondita valutazione delle implicazioni derivanti dal decreto emesso dal Tribunale di Milano relativo all’Aia 2025 e alla cosiddetta “area a caldo” dello stabilimento di Taranto».
In particolare «le misure cautelari ivi contemplate sono suscettibili di produrre impatti significativi sulla continuità operativa e, in ultima analisi, sulla complessiva sostenibilità dell’attività aziendale, nonché sulle assunzioni poste a fondamento del piano industriale aggiornato e sulla struttura, la tempistica e l’allocazione dei rischi dell’operazione». (riproduzione riservata)