L’euro digitale «consentirebbe ai cittadini dell'area euro di accedere a un mezzo di pagamento digitale pubblico da utilizzare in tutti i Paesi della nostra area monetaria, proteggendo al contempo la loro privacy nella misura più ampia possibile». Lo ha dichiarato il presidente della Banca Centrale tedesca, la Bundesbank, Joachim Nagel, durante il consueto evento annuale organizzato da Villa Vigoni (il centro italo-tedesco per il dialogo europeo) e promossa dall’Ambasciata tedesca a Roma, quest’anno a tema «L’euro digitale – affidabile e unificante».
L’edizione 2024 dell’annuale appuntamento «è molto significativa perché coincide con una fase di interrogativi e di speranze sul futuro del progetto europeo, cruciale per due grandi Paesi fondatori come Italia e Germania», ha sottolineato il presidente di Villa Vigoni, l’Ambasciatore Michele Valensise.
Il successo per la creazione di un euro digitale richiederà «gioco di squadra» tra banchieri centrali, banchieri, commercianti, assieme a esperti di sistemi di pagamento e di tecnologie digitali, ha sottolineato Nagel, aprendo poi una metafora con il gioco del calcio «tanto amato da italiani e tedeschi». Come nel calcio «ogni partita ha regole chiare e arbitri che le fanno rispettare, allo stesso modo l'euro digitale richiede un solido quadro legislativo e regolamentare. Questo è qualcosa a cui i legislatori europei stanno già lavorando».
Un aspetto «importante su cui non sappiamo ancora la risposta è dove si giocherà questa partita» continua il numero uno della Banca centrale tedesca: «l'infrastruttura per rendere possibile l'euro digitale richiede server, reti e una piattaforma di comunicazioni. E qui siamo ancora nella fase di pianificazione».
Quando sarà stato approntato sono certo che l'euro digitale si diffonderà tra i consumatori «con la stessa fluidità con cui un pallone viene passato tra gli azzurri o gli Dfb-Elf (i giocatori della Germania) quando sono al massimo della forma». Ma soprattutto «è mia fervente convinzione che il pubblico sarà contento dell'euro digitale come lo sarebbe di una finale agli europei di calcio tra Italia e Germania».
Allo stesso tempo, ha concluso Nagel, sono «profondamente convinto che il progetto dell'euro digitale sarà un successo economico, che intensificherà cooperazione e amicizia tra Italia e Germania e che collegherà i popoli europei ancora di più».
Sulla stessa linea di pensiero, l’euro digitale è «uno di quei progetti europei molto importanti per il futuro della nostra Unione, solo che questo è figlio del nostro tempo, dell'era digitale» ha dichiarato Hans-Dieter Lucas, Ambasciatore di Germania in Italia. Ma bisogna spiegare bene questo strumento per riuscire a farlo accettare e usare senza timore, in quanto «i cittadini vogliono che il loro denaro sia sicuro, che la tecnologia sia sicura, che il sistema sia stabile, che i mezzi di pagamento siano inclusivi e rispettino l'alto livello di privacy dell'Ue». (riproduzione riservata)