Elica sale al 100% della controlla cinese. La società che produce elettrodomestici ha acquisito la quota residua dello 0,56% del capitale sociale di Elica Home Appliances (Zhejiang, Putian) da Fuji Industrial Co., già suo partner nella joint venture giapponese Ariafina.
Il prezzo concordato con Fuji corrisponde all'importo originariamente versato dalla controparte al momento del suo ingresso nel 2012, pari a 1,9 milioni di euro, coerente con gli accordi iniziali e con il percorso della joint venture, gestita in autonomia da Elica, anche attraverso operazioni di ricapitalizzazione.
L'importo, ha sottolineato la società italiana nella nota, «rappresenta una soluzione equilibrata rispetto al ruolo svolto dalle parti e alle intese alla base della collaborazione». Il pagamento, interamente finanziato con mezzi propri, sarà effettuato in due tranche: una prima quota di 1 milione di euro entro la fine di luglio, mentre la parte residua sarà saldata a gennaio del 2026.
L’operazione rientra nel progetto di trasformazione della società cinese in un hub di sourcing strategico e di produzione per le sole società del gruppo, a servizio della strategia di sviluppo del business Cooking nell’area Emea e dell’espansione nel mercato nordamericano, le aree prioritarie di investimento nel triennio 2025–2027.
«Con quest’operazione completiamo un percorso iniziato nel 2021 con il turnaround della nostra presenza in Cina, che ha consentito di riportare Putian alla soglia del break-even dopo anni di risultati negativi. La decisione di acquisire il 100% del capitale e di ridefinirne il ruolo in chiave strategica ci permette ora di valorizzare al massimo l’infrastruttura industriale locale, trasformandola in un hub di sourcing funzionale alle esigenze del gruppo», ha spiegato il ceo di Elica, Giulio Cocci.
Putian, ha aggiunto Luca Barboni, managing director della divisione Cooking di Elica, «sarà dedicata all’approvvigionamento di componenti a supporto delle nostre gamme per l’Europa e il Nord America. Si tratta di una scelta che migliora l’efficienza operativa, libera risorse e rafforza ulteriormente il focus sugli asset chiave per la nostra crescita».
La controllata cinese, oggetto di un turnaround efficace tra il 2021 e il 2022, ha raggiunto negli ultimi anni la soglia del break-even. Alla luce, però, delle dinamiche competitive locali, dello scenario geopolitico complesso, degli altissimi costi di servizio del mercato cinese e del focus strategico su altre dimensioni geografiche, Elica ha deciso di ridefinire il ruolo di Putian, trasformandola in un hub di sourcing specializzato.
Nello specifico, il progetto include l’interruzione delle attività commerciali a marchio Putian ed Elica nel mercato cinese e la conseguente riorganizzazione aziendale; l’approvvigionamento di componenti e prodotti finiti per completare l’offerta in Europa e Nord America; il mantenimento di una produzione locale limitata a famiglie prodotto o specifiche a completamento della gamma per i mercati Emea. Una trasformazione che genererà un contributo positivo di circa 1 milione di euro l’anno.
Il perfezionamento dell’operazione è subordinato all’approvazione delle autorità cinesi. Intanto in borsa il titolo Elica è sceso in chiusura dello 0,35% a 1,44 euro. Per l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, che a maggio ha alzato il rating a buy, l‘azione vale il 25,8% in più: 1,80 euro.
«Il ritorno alla crescita dei ricavi di Elica nel primo trimestre del 2025 riflette, a nostro avviso, l’efficacia delle azioni intraprese per trasformarla in una società focalizzata sulla cottura. Pur non vedendo un catalizzatore specifico nel breve termine, riteniamo comunque che il rischio di una revisione al ribasso delle nostre stime sia limitato e che ci sia un’opportunità una volta che il mercato si riprenderà», si legge nella nota di Intesa Sanpaolo.
In un settore piatto nel 2025, con una ripresa della domanda attesa solo verso la fine dell’anno, il management di Elica ha confermato la guidance 2025 con ricavi e margini previsti in linea con il 2024, mentre l’indebitamento netto dovrebbe diminuire. L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo si aspetta a fine anno ricavi pressoché stabili anno su anno a 453 milioni di euro, un ebitda in miglioramento a 32,16 milioni (dai 27,98 milioni del 2024), un utile netto in contrazione a 1 milione (da 7,94 milioni) e un indebitamento finanziario netto a 54 milioni, in calo dai 56,9 milioni dell’esercizio precedente. (riproduzione riservata)