I consumatori cominciano a riacquistare fiducia nelle imprese tedesche. Nella lettura preliminare di novembre, l'indice Zew si è attestato a -36,7 punti, sempre negativo ma ben lontano dalla stima del consenso degli economisti a -52,5 e dal -59,2 registrato a ottobre. Il vigore ritrovato è probabilmente legato "alla speranza che l'inflazione scenda presto", spiega il presidente dell'Istituto Zew, Achim Wambach. "In questo caso, i responsabili politici non sarebbero costretti a frenare la politica monetaria così tanto e/o così a lungo come si teme. Tuttavia, le prospettive per l'economia tedesca sono ancora chiaramente negative", avverte Wambach.
Sempre secondo l'istituto, l'indice riferito alle attuali condizioni economiche in Germania si è attestato a -64,5 punti dai -72,2 di ottobre. In scia al recupero dello Zew, l'euro si apprezza sul biglietto verde dell'1,06%, portando il cambio intorno a 1,0431 dollari. Sullo sfondo dell'attuale debolezza della valuta a stelle e strisce, "una solida ripresa dell'indice Zew potrebbe fornire ulteriore supporto al cambio con l'euro", commentano gli esperti di Commerzbank. Inoltre, secondo l'analista valutario Antje Praefcke, il miglioramento dell'indice potrebbe essere interpretato dai mercati come un segnale di "inversione del trend e sostenere l'ipotesi di un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea in modo così restrittivo come aveva segnalato in precedenza".
Nel terzo trimestre, il pil dell'Eurozona è cresciuto dello 0,2% trimestre su trimestre e del 2,1% su base annuale, perfettamente in linea con il dato preliminare e con il consenso degli economisti. Le esportazioni del Vecchio continente, invece, sono aumentate dell'1,6% a livello mensile, mentre le importazioni sono calate del 2%. (riproduzione riservata)