Dopo un primo trimestre del 2025 in cui doValue ha superato le aspettative grazie a un'esecuzione più rapida di alcuni progetti e a condizioni di mercato favorevoli, nel secondo trimestre del 2025 gli analisti di Equita e Mediobanca Research si aspettano una normalizzazione del percorso di crescita della società. La guidance 2025 (ebitda adjusted a 210-220 milioni di euro) non è a rischio, ma il titolo è caduta dell’8,9% a 2,084 euro (minimo intraday a 2,072 euro, livello dello scorso 19 maggio) a Piazza Affari.
La società, che si occupa della gestione e del recupero di crediti deteriorati, riporterà i risultati trimestrali il prossimo 6 agosto. Equita si attende nel secondo trimestre ricavi lordi a 138 milioni di euro (-3% trimestre su trimestre/+17% anno su anno), un ebitda escluse le voci non-ricorrenti a 42 milioni (-17% trimestre su trimestre/piatto anno su anno; a 94 milioni nel primo semestre, +39% anno su anno), l’utile netto escluse le voci non-ricorrenti a -5 milioni e un gross book value a 140,5 miliardi (piatto trimestre su trimestre/+19% anno su anno).
Nel primo semestre Mediobanca Reaserch ha stimato una crescita annua dei ricavi e dell’ebitda, rispettivamente, del 31% e del 35% a 280 milioni e a 91 milioni, sostanzialmente in linea con l’obiettivo della società di un incremento intorno al 30% per l’intero anno, con un ebitda nel secondo trimestre in calo di circa il 7% rispetto all’anno precedente. Per il solo secondo trimestre la banca d’affari ha previsto ricavi totali pari a 139 milioni e un ebitda di 40 milioni.
Grazie al consolidamento di Gardant, l’Italia dovrebbe raggiungere ricavi per 69 milioni (43 milioni nel secondo trimestre del 2024) e un ebitda di 12 milioni (da 10 milioni nel secondo trimestre del 2024). «Prevediamo, infatti, una riduzione del margine ebitda dal 37% del primo trimestre 2025 al 17,5% nel secondo poiché questo trimestre rifletterà una normalizzazione dei costi operativi dopo un primo trimestre particolarmente favorevole. Nella regione ellenica, in seguito a un primo trimestre solido che ha beneficiato della vendita di alcuni portafogli, prevediamo un calo dell’ebitda superiore al 10%. Infine, stimiamo un ebitda a breakeven in Spagna. Le nostre stime indicano un utile netto di 6,3 milioni nel secondo trimestre e un utile netto rettificato di 15,3 milioni nel primo semestre», continua Mediobanca.
In particolare, puntualizza Equita, «stimiamo una stagionalità favorevole per l’attività di servicing, sebbene meno accentuata degli scorsi anni per la presenza di vendite secondarie in Grecia nel primo trimestre del 2025. Anche sul fronte dei value-added services (vas), ci aspettiamo una normalizzazione dopo la forte performance negli ultimi due trimestri in Grecia e in Italia, in linea con quanto anticipato dal management nella call sui risultati dei primi tre mesi dell’anno».
Lato costi operativi, la Sim si aspetta una crescita sequenziale mid-single digit per riflettere le attività di integrazione di Gardant, attese continuare anche nel secondo semestre del 2025. «Queste considerazioni ci portano a stimare per il secondo trimestre un ebitda rettificato sostanzialmente stabile su base annua a 42 milioni, scontando l’effetto timing sui ricavi del primo. Inoltre, sotto la linea operativa, includiamo l’impatto di alcuni accantonamenti per la razionalizzazione del personale, circa -5 milioni, e oneri finanziari normalizzati dopo l’impatto straordinario dell’emissione del bond a febbraio, circa -11 milioni contro i -20 milioni del primo trimestre», aggiunge Equita.
Oltre agli accantonamenti, Banca Akros si aspetta svalutazioni consistenti su immobilizzazioni materiali e immateriali che dovrebbero portare a un ebit nel secondo trimestre di 13,2 milioni, -22% su base annua. «La nostra stima di perdita netta rettificata per il trimestre è pari a 2,8 milioni, mentre voci non ricorrenti portano la perdita reported a 7,8 milioni», precisa Banca Akros.
Per quanto riguarda, poi, la generazione di cassa, è previsto un miglioramento dell’indebitamento finanziario netto a -493 milioni (491 milioni la stima di Mediobanca, 489 quella di Banca Akros) dai -504 milioni del primo trimestre di quest’anno sulla base anche di un capex in leggero aumento a livello sequenziale e dell’impatto limitato della voce change in other assets & liabilities (-5 milioni). Nel trimestre, tra l’altro, è previsto il rimborso della prima rata del prestito bancario legato all’acquisizione di Gardant (26 milioni).
Nonostante un secondo trimestre atteso in decelerazione rispetto al primo, Equita ha confermato le stime, coerenti con la guidance sul 2025 (ebitda adjusted a 218 milioni contro la guidance di 210-220 milioni), mentre è più cauta rispetto alle indicazioni del piano di doValue sul 2026 (225 milioni contro 240-255 milioni).
La Sim ha ribadito il rating hold e il target price a 2,30 euro sul titolo doValue, lo stesso giudizio (neutral) di Mediobanca Research (target price a 2,45 euro). Invece, Banca Akros ha un rating buy con un target price a 2,5 euro. (riproduzione riservata)