doValue entra nel business buy now pay later ed e-commerce. Il provider europeo di servizi finanziari ha sottoscritto un accordo vincolante con Claimservco Holding, società affiliata a fondi gestiti da Waterland Private Equity, e con altri azionisti di minoranza (Tom Haverkamp e il management di coeo), per l’acquisizione del 100% del capitale sociale della tedesca coeo Group, una delle piattaforme digitali di gestione del credito più avanzate in Europa.
Opera in otto Paesi e vanta una solida presenza nelle regioni Dach (Germania, Austria e Svizzera), Regno Unito, Benelux e nei Paesi nordici. L’azienda è specializzata nel recupero digitale di crediti non finanziari, in particolare all’interno di segmenti di mercato a elevato potenziale di crescita come il buy now pay later, e-commerce, mobilità e utilities.
Gestendo ogni anno oltre 7 milioni di posizioni, tra il 2022 e il 2024 ha registrato una crescita del 26% e del 34%, rispettivamente, dei ricavi e dell’ebitda ricorrente. Solo nel 2024 ha generato 75 milioni di ebitda. A seguito dell’acquisizione, coeo contribuirà oltre il 35% ai ricavi 2024 e la Germania diventerà il terzo mercato più rilevante per doValue, contribuendo per il 20% ai ricavi aggregati 2024. Inoltre i ricavi non-npl raggiungeranno il 55% di quelli del gruppo nel 2026.
Il prezzo? Include un corrispettivo per cassa per 350 milioni di euro e una componente earn-out pari a 40 milioni, da corrispondere nel 2028 sulla base del raggiungimento di determinati obiettivi finanziari.
doValue ha anche raggiunto un accordo con un investitore affinché acquisisca il book di portafogli di coeo e potenzialmente i crediti futuri con lo scopo di mantenere un modello di business di puro servicing asset light.
Per finanziare l’operazione, il provider ha siglato un accordo per un importo pari a 325 milioni con un gruppo di banche internazionali sotto forma di finanziamento tramite una linea bridge-to-bond. In più conta di emettere nuove note senior secured al momento del closing, previsto entro gennaio 2026, o successivamente, al fine di finanziare l’operazione o rifinanziare il bridge-to-bond.
Quest’acquisizione amplia in modo significativo il portafoglio clienti di doValue, grazie alle consolidate relazioni di coeo con clienti blue-chip in diversi settori come l’e-commerce, il buy now pay later, pagamenti, telecomunicazioni, gestione dei parcheggi ed energia.
Con una presenza già consolidata in otto mercati, tra cui Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Belgio e Paesi Bassi, la società è ben posizionata per entrare in nuove aree geografiche ad alto potenziale anche per lo sviluppo del proprio business tradizionale. Al contempo può accelerare l’espansione di coeo nei mercati del Sud Europa, dove doValue possiede una forte posizione strategica, visto l’interesse dei principali clienti di coeo a espandersi in questi mercati.
Infine, accelererà l’attuazione della propria strategia di diversificazione delineata nel piano industriale 2024-2026, superando gli obiettivi prefissati in termini di diversificazione dei ricavi. doValue punta anche a far leva sull’ecosistema di intelligenza artificiale cAI, brand di cAI Technology GmbH, controllata da coeo, che ha creato un potente set di strumenti per l’automazione dei processi aziendali basata sull’AI. In futuro, cAI può diventare il centro di eccellenza del gruppo per lo sviluppo di soluzioni AI, a supporto sia delle attività di servicing di doValue sia del business digitale di recupero crediti di coeo.
«Insieme, diamo vita alla principale piattaforma europea per la gestione del credito, basata sulla tecnologia, alimentata dall’intelligenza artificiale e con un focus costante sull’esperienza del cliente», hanno spiegato Sebastian Ludwig ed Elias Reitter, i ceo di coeo, aggiungendo che «la nostra decisione di reinvestire come azionisti rappresenta un chiaro segnale del nostro impegno di lungo periodo e della fiducia condivisa nel valore e nella visione di questo nuovo capitolo».
Per Manuela Franchi, ceo di doValue, l’acquisizione segna un passo fondamentale nell’evoluzione strategica di doValue, «rafforzando la leadership del nostro gruppo come piattaforma pan-europea per la gestione del credito basata sulla tecnologia e sull’intelligenza artificiale». Con coeo, infatti, «entriamo in segmenti di mercato ad alta crescita come il buy now pay later e l’e-commerce, ampliamo la nostra presenza nell’Europa continentale e settentrionale, e diversifichiamo la base clienti con nomi di multinazionali blue-chip attive in settori in rapida espansione. Quest’operazione rafforza la nostra resilienza e ci consente di generare ricavi più stabili e ricorrenti lungo tutti i cicli economici».
Parallelamente, l’integrazione della piattaforma avanzata di intelligenza artificiale cAI accelererà la trasformazione digitale della società, permettendole di gestire volumi maggiori con efficienza e scalabilità superiori. «Supportati da una solida struttura del capitale, una forte generazione di cassa e un chiaro percorso di riduzione della leva finanziaria, siamo nuovamente ben posizionati per creare un valore superiore per nostri azionisti e fissare nuovi standard nel settore della gestione del credito», ha continuato Manuela Franchi, precisando che coeo diventerà il brand del gruppo «su tutti i nostri mercati per una nuova business unit dedicata al recupero digitale e ai crediti di origine non finanziaria».
Gli obiettivi finanziari di dividendo e di leva finanziaria di doValue per il 2026 sono stati confermati, mentre quello sui ricavi è stato migliorato. Il nuovo gruppo, infatti, dovrebbe registrare nel 2026 ricavi consolidati su base aggregata per 800 milioni (dai 605-625 milioni precedenti) e un ebitda attorno a 300 milioni (dai 240-255 milioni precedenti; Equita stima 225 milioni).
La leva finanziaria netta è stimata a 2,5 nel 2025 con una riduzione a 2,2 nel 2026 e a 1,7 nel 2027, prima dei pagamenti di dividendi. «Per l’esercizio 2026, grazie all’integrazione di coeo aumentiamo la nostra guidance sui ricavi del 30% e l’ebitda del 20% partendo dal punto medio dell’intervallo di guidance», si legge nella nota di doValue.
L’operazione avrà anche un effetto accrescitivo sull’utile per azione (escludendo eventuali sinergie) già a partire dal 2026, con un effetto migliorativo atteso oltre il 15% e oltre il 30% nel 2027.
Il tutto senza sacrificare i dividendi, anzi. La struttura finanziaria solida consentirà, infatti, a doValue di sostenere l’attuale politica di distribuzione «con la possibilità di aumentare il dividendo per azione grazie alla natura accrescitiva dell’operazione», ha precisato il gruppo che si attende ulteriori benefici derivanti da sinergie di ricavo nel medio termine, non attualmente incluse nella guidance del 2026.
Benefici che potranno derivare da: opportunità di cross-selling tra mercati e segmenti di clienti complementari; espansione del modello digitale di recupero di coeo nel perimetro dell’Europa meridionale di doValue; capacità di servire clienti globali su una gamma più ampia di crediti e giurisdizioni; integrazione della piattaforma AI proprietaria di coeo, che permetterà al gruppo di offrire soluzioni di servicing digitale ancora più avanzate a clienti attuali e futuri.
Il mercato applaude. Il titolo doValue è balzato in chiusura del 3,35% a 2,22 euro. «Consideriamo l'acquisizione positiva dal punto di vista strategico e finanziario. Confermiamo il rating buy e il target price a 2,50 euro sull’azione. Aggiorneremo le stime sul gruppo la prossima settimana, includendo l'impatto dell'acquisizione», ha commentato Banca Akros.
Sebbene l’espansione in Europa Continentale fosse una possibilità ampiamente annunciata, Equita si è detta sorpresa dalle tempistiche dell’annuncio. «Ci aspettavamo, infatti, che doValue tornasse a guardare a iniziative di crescita inorganica dopo una fase di deleverage e il ritorno al pagamento del dividendo», ha sottolineato.
La Sim ritiene, comunque, che l’operazione presenti una logica industriale condivisibile in quanto migliora la diversificazione geografica del business, riducendo la dipendenza dai mercati del Sud Europa. «Pensiamo che in questi mercati permangono venti contrari strutturali dati dalla dinamica di crescita degli ultimi anni, caratterizzata da una fase di de-risking molto concentrata da parte delle banche», ha precisato Equita.
Senza contare che doValue aumenta l’esposizione al segmento degli small ticket unsecured, coerentemente con le direttrici di sviluppo individuate nel piano industriale. Questo segmento per la Sim è più interessante rispetto alle tradizionali esposizioni real estate e corporate in quanto caratterizzato da una generazione più stabile e prevedibile.
L’attività di recupero degli small-ticket unsecured massiva si presta a innovazioni di automatizzazione dei processi, con conseguente risparmio di costi. Su questo fronte, coeo sembra essere ben posizionata. «Sulla base delle nostre stime preliminari, stimiamo una creazione di valore high-single digit. La visibilità sulla traiettoria di deleverage rimane, a nostro avviso, un elemento prioritario per l’equity story su cui manteniamo il rating hold e il target price a 2,30 euro», ha concluso Equita.
Anche Mediobanca Research ha ribadito un rating cauto (neutral e target price a 2,45 euro), osservando che, pur migliorando il profilo di diversificazione e crescita, l'acquisizione di coeo aggiunge una certa complessità al gruppo con l'apertura di nuove aree geografiche.
Goldman Sachs Bank Europe SE, succursale Italia, ha agito in qualità di advisor finanziario di doValue per l’operazione, mentre l’assistenza legale è stata fornita dallo studio White & Case. Kpmg ha supportato l’operazione con attività di due diligence finanziaria, fiscale e su aspetti legati a IT e Operations. Unicredit e Citi sono coinvolti in qualità di Global Coordinator del finanziamento. (riproduzione riservata)