L’intelligenza artificiale utilizzata dal governo americano non dovrà riflettere ideologia e programmi della cosiddetta «cultura woke». Lo ha stabilito un ordine esecutivo, firmato il 23 luglio 2025 dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La palla passa ora al Direttore dell’Ufficio di gestione e bilancio che dovrà emanare, entro 120 giorni, delle linee guida da inviare alle agenzie federali.
Il provvedimento chiede esplicitamente che i sistemi in uso dalla pubblica amministrazione garantiscano affidabilità e veridicità delle risposte generate dall’AI, che devono essere neutre. Senza «pregiudizi ideologici o agende sociali» che «possono distorcere la qualità e l’accuratezza dei risultati».
Nessuna tolleranza, dunque, per ideologie che, secondo la Casa Bianca, alterano i fatti storici o si rifiutano di riprodurre determinati contenuti per rispettare principi di «diversità, equità e inclusione». Ad esempio, «un importante modello di AI ha modificato la razza o il sesso di personaggi storici, tra cui il Papa, i Padri Fondatori e i Vichinghi, quando gli sono state richieste immagini, poiché era stato addestrato a dare priorità ai requisiti Dei a scapito dell’accuratezza», si legge nel testo dell’ordine esecutivo. «Un altro modello si è rifiutato di produrre immagini che celebravano i successi dei bianchi, pur soddisfacendo la stessa richiesta per persone di altre razze».
Trump fissa, dunque, i requisiti che devono rispettare i sistemi di AI adottati dalle agenzie federali: affidabilità, veridicità, neutralità ideologica. Tuttavia, il presidente puntualizza che l’area di intervento è quella pubblica, non le iniziative private.
«Sebbene il governo federale debba essere cauto nel regolamentare la funzionalità dei modelli di AI nel mercato privato, nel contesto degli appalti federali ha l'obbligo di non acquistare modelli che sacrificano la veridicità e l'accuratezza a favore di programmi ideologici», conclude Trump. (riproduzione riservata)