Come attrarre i consumatori di oggi? Secondo il senior analysit di Union Bancaire Privée, Cédric Le Berre, le aziende si rivolgono a quattro tipi di interlocutori diversi per età e preferenze: i consumatori globali, i Millennials, quelli più attenti alla sostenibilità e quelli digitali. Con una domanda più variegata rispetto al passato, l'esperto consiglia alle società di adottare un approccio ambio e diversificato nei loro piani di investimento.
Per Le Berre, ciò che accomuna i consumatori di oggi è la maggior accortezza nella scelta dei prodotti. Attraverso internet e i social media, anche le aziende più piccole possono farsi conoscere con una certa facilità, aumentando l'offerta e mettendosi in competizione a tutti gli effetti con i grandi gruppi. Infatti, secondo l'analista questi nuovi canali di distribuzione hanno tolto gran parte del potere ai rivenditori: "Il prestigio del marchio non è più un elemento sufficiente", ha commentato. L'occhio del consumatore è ormai esperto e, più del brand, si concentra sulla qualità del prodotto, senza la quale le aziende rischiano di restare indietro.
Un altro tema che sta a cuore alla maggior parte dei consumatori è la sostenibilità. Le persone sono diventate sempre più consapevoli dell'impatto sociale e ambientale di ciò acquistano e, secondo Le Berre, "i rivenditori devono offrire queste opzioni ai propri clienti, pena la possibilità di perderli del tutto".
Entro il 2050, circa un quinto della popolazione mondiale supererà i sessant'anni. Per restare sul mercato gli agenti dovranno conoscere le necessità di questa specifica fascia di consumatori. Ma allo stesso tempo, le aziende non devono trascurare sulle preferenze della Generazione Z, ovvero i nati tra il 1997 e il 2012, che nel 2020 costituiva il 40% dei consumi globali. Come ha sottolineato l'esperto, più di qualsiasi altra generazione precedente, la Z "è orientata all'accesso ai servizi piuttosto che al possesso di prodotti". Ne sono un esempio la crescita esponenziale del ride-sharing e dei servizi di streaming.
Per quanto riguarda i Millennials, coloro che sono nati tra il 1981 e il 1996, ci sono delle differenze fondamentali tra i consumatori dei mercati sviluppati e quelli emergenti. Mentre i primi sono più colpiti dagli alti costi degli alloggi, dal debito studentesco, dall'instabilità del lavoro e tendono a essere più poveri dei loro genitori, i secondi posso contare su portafogli più gonfi e maggiori opportunità rispetto ai loro predecessori. Con una diversa disponibilità economica, cambia anche la propensione al consumo e, anche in questo caso, le differenze non possono essere ignorate. (riproduzione riservata)