Nonostante una sovraperformance del 15% rispetto al mercato, Deutsche Bank mantiene una visione positiva sulle utility europee. Certo ammette che il rally ha riportato il settore su livelli più normali rispetto alle medie storiche di lungo periodo e rispetto al mercato. Tuttavia, «ci sentiamo abbastanza fiduciosi sulle stime del consenso sugli utili del settore, mentre vediamo potenziali rischi al ribasso per il mercato in generale. Questo ci porta a mantenere una visione positiva in termini relativi sul comparto tanto da promuovere Terna e Pennon a buy», si legge nel report di Deutsche Bank.
Il multiplo p/e del settore delle utilities è salito dalle 11,5 di inizio anno alle attuali 13,3 volte. Anche se si tratta di un aumento significativo, è comunque inferiore alla media dell’ultimo decennio di 13,9 e quasi in linea con la media di questo secolo pari a 13,2. Rispetto al mercato, il settore tende a scambiare in linea. Mentre attualmente tratta con un modesto sconto del 2% rispetto al mercato, secondo le aspettative del consenso. «Ma con i rischi economici elevati, le utilities europee ci sembrano ancora interessanti», precisa il broker.
In effetti, con i driver tematici principali che spingono gli investimenti nelle reti elettriche e idriche, anche un’utility regolamentata a basso rischio oggi mostra una crescita media della Rab (Regulated asset base, il valore del capitale investito netto) del 7-9% annuo.
Nel caso, poi, di Terna, gli investitori stanno trascurando la possibilità di miglioramenti nei meccanismi di incentivazione, che potrebbero generare un upgrade delle stime del consenso. «Abbiamo detenuto Terna per un po’ di tempo, principalmente per motivi di valutazione. Ci è sempre piaciuta la sua storia, ma abbiamo abbassato il rating da buy a hold nell’aprile del 2022 quando scambiava con un premio di circa il 30% sulla Rab. All’epoca ci sembrava correttamente valutata. Da allora, il titolo ha avuto un andamento piuttosto piatto per due anni e mezzo, anche se ha registrato un rally quest’anno, sebbene inferiore al settore», osserva Deutsche Bank.
Ora il regolatore, Arera, intende spostarsi verso un framework totex simile a quello del Regno Unito, dove le aziende possono trattenere una parte delle efficienze realizzate. Per una società ben gestita come Terna, con un ampio programma di investimenti, ciò potrebbe rappresentare un’opportunità significativa, anche se non è ancora stata fissata una data di introduzione. Il documento prevede, inoltre, la possibilità per Terna e Snam di proporre uno schema di incentivazione aggiuntivo, specifico per ciascuna azienda, che potrebbe essere introdotto già nel 2026. Anche questa sarebbe un’opportunità rilevante, aggiunge Deutsche Bank.
«Crediamo che il quadro per Terna e Snam diventerà più attraente man mano che il regolatore implementerà le nuove proposte. Per Terna vediamo ora la possibilità che gli incentivi totali tornino verso i 350 milioni di euro, o più, visti negli anni recenti, permettendo all’azienda di mantenere un ritorno sul capitale proprio attorno al 13%», prevede la banca di investimento tedesca. «Questo è un livello da leader di settore e, secondo alcune metriche, il più alto tra le società regolamentate».
Sebbene Terna sembri cara in termini di p/e Ifrs, guardando al p/e economico, il titolo appare molto più interessante, scambiando sotto le 13 volte sulle stime 2026, con uno sconto di un punto rispetto al settore regolamentato. Al 2030 il multiplo scenderebbe a 11,5. «Questo suggerisce che, con la crescita della base patrimoniale, Terna dovrebbe risultare più interessante in termini di multipli e quindi, pur non essendo un titolo molto sottovalutato, lo consideriamo un'opportunità di crescita a prezzi interessanti», prevede Deutsche Bank.
Invece, dopo una forte sottoperformance, il titolo Pennon si distingue per una valutazione interessante, essendo l’unico che scambia vicino al valore della Rab. Sebbene il rally abbia reso alcune utility più costose, la maggior parte di quelle di cui Deutsche Bank raccomanda l’acquisto scambia ancora su multipli p/e nell’intervallo 10-13, con una crescita strutturale.
Tra le società integrate «manteniamo un rating buy su Rwe grazie alle opportunità in Germania per il gas, su E.On, su Edp in vista del Capital Market Day, su Sse che tratta a un p/e di 10, quasi come Engie (10,5) che offre un rendimento del 7%», suggerisce Deutsche Bank.
Tra le società regolamentate alla banca tedesca piacciono anche Snam (p/e economico di 10), National Grid e United Utilities (con la riduzione della valutazione vicina alla Rab). «Abbiamo anche un rating buy su Veolia (p/e di 12) ed Edpr che può beneficiare dei sussidi Usa», conclude Deutsche Bank. (riproduzione riservata)