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Deloitte Private: forte accelerazione nel mercato del private equity
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Deloitte Private: forte accelerazione nel mercato del private equity

di Alessandro Benedetti
14 luglio 2021, 14:42 Ultimo aggiornamento: 15:07

Nel report pubblicato dal centro studi della società emerge che il numero delle operazioni (79) del primo semestre 2021 supera quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno (48). Manufacturing, food & wine e it sono i settori che si prevede andranno per la maggiore

Il quadro che emerge dal report semestrale di Deloitte Private, elaborato con il supporto di Aifi vede, nel primo semestre 2021, il settore del private equity tornato ai livelli pre-Covid. Il numero delle operazioni (79) supera quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno (48) e addirittura quelle realizzate nello stesso periodo del 2019 (78), mentre quasi 9 operatori su 10 si attendono una forte ripresa, con il Deloitte private equity confidence index, costruito sulla base dei dati raccolti nelle Pe survey condotte dalla prima edizione ad oggi, che ha raggiunto il valore più alto (134) dal 2011.

"Negli ultimi mesi, gli operatori di private equity e venture capital si sono confermati un motore fondamentale della ripresa, permettendo a molte aziende italiane di reperire i capitali e l'expertise necessari per affrontare il periodo di crisi e, in molti casi, cogliere importanti occasioni di espansione anche in ambito internazionale. Inoltre, la quasi totalità (95,5%) dei rispondenti al nostro sondaggio dichiara che effettuerà nuovi investimenti nel corso dei prossimi mesi anche grazie alle attività di fundraising già avviate", afferma il centro studi di Deloitte Private. Come rilevato da Deloitte Private e Aifi, il numero di operazioni di Pe aumenta grazie all’impegno degli operatori nel cogliere le opportunità in un contesto di mercato senza precedenti. In questa edizione del report, la percentuale di intervistati che si aspetta un aumento nel numero delle operazioni nel secondo semestre sale all'86,7% (contro 63,0% nella scorsa edizione). A trainare la crescita è anche il rilancio delle attività di disinvestimento, previste in aumento dal 53,3% dei rispondenti e che sono state già pianificate per il secondo semestre 2021 dal 66,7% degli operatori.

"Secondo la maggioranza degli operatori, il mercato del private equity e del venture capital sarà influenzato soprattutto da variabili come l'accelerazione delle campagne vaccinali, lo sviluppo di settori come telemedicina e health technology, il rilancio dell'agenda green, l'impatto globale dello smart working e la crescita dell'e-commerce", ha commentato Elio Milantoni, partner di Deloitte Financial Advisory e m&a leader. "In particolare, gli operatori concentreranno le loro risorse sulla gestione dei flussi di cassa delle partecipate, sul risk assessment e sulla supply chain". 

Secondo la survey di Deloitte Private, aumenta l'interesse per le operazioni di expansion capital (33,3% del totale), mentre si riduce la quota di chi predilige operazioni di lbo/replacement (dal 53,7% al 35,6%). I settori su cui gli operatori prevedono di focalizzarsi maggiormente nei prossimi sei mesi sono manufacturing, food & wine e it, ma emerge una crescente attenzione anche verso life sciences & healthcare e industrial products.

Con il fine di ridurre l'ncertezza legata agli scenari futuri ed il rischio che il business subisca impatti più gravi di quanto stimato, la maggior parte degli operatori ha introdotto più frequentemente nella struttura delle operazioni meccanismi di deferred consideration. Un altro strumento ricorrente è stato quello del preferred equity. Confermato infine il ruolo centrale delle banche commerciali nel financing a supporto delle operazioni d'investimento, con circa l’80% degli operatori di Pe che indicano il senior debt da queste erogato come lo strumento di debito maggiormente utilizzato sia nel semestre in corso sia nel prossimo. (riproduzione riservata)



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