Non si è ancora a un punto di rottura sul fronte commerciale tra Stati Uniti e Unione europea. Ma l’Europa è finita nuovamente nel caos dei dazi. Sebbene la decisione della Corte Suprema americana sembri non aver avuto alcun effetto sulle tariffe imposte da Trump, l’illegittimità potrebbe cambiare l’attitudine dell’Ue nei confronti di Washington. E dopo la scelta di Donald Trump di aumentare dal 10% al 15% i dazi globali imposti unilateralmente, le ritorsioni potrebbero essere dietro l’angolo.
La prima reazione dell’Europa è stata diplomatica. I Ventisette hanno chiesto innanzitutto chiarezza. Ma nella lunga dichiarazione ufficiale, espressione dell’intero collegio della Commissione europea, Bruxelles è andata oltre: di fatto ha accusato il presidente americano di non rispettare gli accordi. Per capire modalità e tempistica, lunedì 23 si è svolta a Bruxelles la riunione del Consiglio Affari Esteri.
Per l’Italia è presente il vicepremier, Antonio Tajani, che a chiusura del Consiglio presiederà una nuova riunione della «Task Force dazi», che vedrà il coinvolgimento di 40 imprese italiane e circa 80 associazioni di categoria, riunite per esaminare le recenti e controverse decisioni dell’Amministrazione americana in merito alla revisione temporanea dei dazi doganali e alle conseguenti ripercussioni sul sistema produttivo nazionale.
Sulla vicenda dazi «alla riunione del G7 sul commercio internazionale ascolteremo quello che diranno gli americani. Abbiamo bisogno di chiarezza, di sapere esattamente qual è la proposta, cosa intendono fare anche con l’accordo raggiunto. Anche la sentenza della Corte Suprema non è chiara per esempio per quanto riguarda la questione eventuale dei risarcimenti», ha detto Tajani a Bruxelles, ribadendo che «le guerre commerciali non servono a nessuno».
«Lavoreremo uniti, la linea dell’Italia è quella di lavorare insieme all’Europa e ai nostri partner per far sì che si mantengano gli impegni e soprattutto la nostra preoccupazione è quella di rassicurare tutte le imprese italiane che esportano», ha evidenziato. L’Italia, secondo quanto riferito dal ministro Tommaso Foti, chiederà di costruire una posizione europea unitaria e ragionevole. (riproduzione riservata)