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Maros Sefcovic, commissario al Commercio
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Dazi, accelerano i negoziati tra Ue e Usa: ecco le carte che ha l’Europa per battere Trump

04 giugno 2025, 13:25 Ultimo aggiornamento: 16:16

Il commissario Sefcovic incontra l’ambasciatore Usa, Jamieson Greer, a margine del vertice Ocse di Parigi: resto ottimista, un lieto fine è possibile. Il confronto arriva il giorno dopo la riunione tra tecnici a Washington

Accelerano i negoziati sui dazi tra Unione Europea e Stati Uniti. Il 4 giugno il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, ha incontrato a Parigi l’ambasciatore americano Jamieson Greer, che tratta per contro di Donald Trump, durante il meeting dell’Ocse. Il vertice politico arriva un giorno dopo quello tecnico di Washington, descritto come «molto costruttivo» dal portavoce della Commissione Olof Gill

«Ho avuto una discussione produttiva con l’ambasciatore Greer a margine della riunione dei ministri del Commercio Ocse», scrive su X Sefcovic. «Stiamo procedendo nella giusta direzione, a ritmo sostenuto, e restiamo in stretto contatto per mantenere lo slancio». 

Per il commissario «un risultato positivo è possibile. Ciò che mi rende ottimista è il progresso: so da dove siamo partiti, conosco le posizioni iniziali e vedo che oggi le discussioni sono molto concrete. Stiamo parlando di settori e aree specifici, e anche di una possibile zona di atterraggio dell’accordo. Questo mi fa restare ottimista».

I dettagli del colloquio Ue-Usa

«Gli Stati Uniti hanno pubblicato un rapporto economico a inizio 2025 in cui hanno analizzato le barriere commerciali percepite con tutti i partner, inclusa l’Ue. Ci sono capitoli specifici su dazi e accesso al mercato. Questa è la base della nostra prima discussione: chiarire e spiegare come funziona il sistema europeo, dove possiamo essere flessibili e dove no», dichiara Sefcovic in un punto stampa dopo l’incontro con Greer.

Un’altra parte dei negoziati riguarda invece «gli investimenti e le acquisizioni pubbliche, per capire come tutto questo influenzi il deficit commerciale Usa verso l’Ue». In generale, aggiunge il commissario, «ci sono questioni orizzontali su cui possiamo fare molto insieme, tra cui semiconduttori, AI, sicurezza energetica, approccio comune sui minerali critici, produzione di acciaio e automotive».

I dazi su acciaio e alluminio raddoppiano

L’incontro con gli Usa arriva nel giorno in cui scattano i dazi raddoppiati su acciaio e alluminio, passati dal 25% al 50%. «Ne abbiamo discusso con Greer e gli ho spiegato che siamo molto rammaricati perché questa decisione non aiuta i negoziati, soprattutto ora che stiamo facendo progressi», commenta Sefcovic.

«Questo 50% per noi è davvero una sorpresa perché fin dall’inizio era chiaro che l’Ue non rappresenta un problema reale per gli Usa nel settore. Esportiamo poco più di 4 milioni di tonnellate di acciaio altamente specializzato, necessario per l’industria americana per produzioni specifiche, e affrontiamo la stessa sfida globale della sovracapacità. Da sempre il mio appello è di non colpirci a vicenda, ma di lavorare insieme per affrontare questo problema globale».

Il riferimento è soprattutto alla Cina, che inonda i mercati globali con il suo acciaio a basso costo. Ecco perché Sefcovic ha sfruttato il vertice Ocse anche per incontrare il ministro cinese per il Commercio, Wang Wentao. I due politici si sono confrontato su come «riequilibrare gli scambi e gli investimenti e livellare le condizioni di concorrenza» in vista del vertice di luglio a Pechino.

Le giravolte di Trump

Nei giorni scorsi Trump aveva alzato anche le tariffe reciproche contro l’Ue, portandole dal 20 al 50%. La mossa è servita per fare pressione su Bruxelles e spingerla ad accelerare dei negoziati definiti «deludenti». Anche questa volta il presidente americano ha sospeso i rialzi fino al 9 luglio grazie a una telefonata con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, favorita dalla mediazione italiana. I due leader hanno concordato un cambio di passo, che sembra aver velocizzato le trattative.

Le richieste americane

Restano però una serie di nodi irrisolti. L’Ue continua a puntare sull’azzeramento delle tariffe su entrambe le sponde dell’Atlantico e ha offerto più acquisti di gas naturale liquefatto e prodotti agricoli americani (come la soia) per equilibrare gli scambi e ridurre il surplus commerciale a favore degli europei.

Ma gli Usa vorrebbero anche delle concessioni unilaterali. Trump considera l’Iva europea un dazio indiretto e chiede da tempo regole meno restrittive per le big tech. Altro punto controverso, le norme sanitarie che frenano l’ingresso di diversi prodotti americani in Europa. Su questi punti però l’Ue non sembra disposta a cedere perché si tratta di regole a tutela della concorrenza e della salute dei consumatori.

Un assist inatteso per l’Ue

Trovare un accordo non sarà semplice, quindi la Commissione porta avanti il lavoro sulla seconda lista di contro-dazi, pronti a scattare in caso di fallimento delle trattative. Per superare lo stallo l’Ue sembrava disposta ad accettare anche che i dazi statunitensi non venissero azzerati, ma restassero al 10%.

Poi la Corte del Commercio Internazionale degli Stati Uniti ha annullato le tariffe di Trump, che ha subito presentato ricorso. I giudici di secondo livello hanno sospeso la decisione di quelli di primo grado prima di scendere nel merito della causa. L’Ue attende con ansia l’esito della vicenda giudiziaria, che potrebbe trasformarsi in un assist inatteso nella guerra commerciale con gli Stati Uniti. (riproduzione riservata)



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