Daimler Truck, leader mondiale nella produzione di camion e controllata quotata del gruppo tedesco Mercedes-Benz, rilancia la propria strategia nel settore della difesa. In un contesto europeo segnato da nuove priorità militari e crescente instabilità geopolitica, l’azienda ha annunciato un ambizioso piano di espansione che punta a raddoppiare i ricavi derivanti dalle commesse militari entro il 2030.
Il primo passo concreto è la recente firma di un accordo strategico con la francese Arquus, specializzata in veicoli blindati leggeri, nata dalla fusione di Renault Trucks Defense, Acmat e Panhard, e oggi controllata dal gruppo belga John Cockerill. Obiettivo: unire le competenze e le risorse industriali dei due gruppi in Francia e Germania per sviluppare veicoli su misura per le forze armate, a partire dalla futura modernizzazione della flotta logistica dell’esercito francese.
«Questa collaborazione rafforzerà la nostra capacità di innovazione, creerà sinergie industriali e migliorerà i servizi ai clienti militari», ha dichiarato Emmanuel Levacher, ceo di Arquus. Daimler Truck impiega attualmente oltre 3 mila persone in Francia, mentre Arquus ne conta circa 1.200.
Daimler Truck, attraverso la sua divisione Mercedes-Benz Trucks guidata da Achim Puchert, ha già intensificato la propria presenza nei mercati militari. Il modello Zetros, destinato alla logistica militare pesante, è stato fornito in oltre 700 unità all’Ucraina, mentre la Bundeswehr ha assegnato una recente gara all’azienda. Un nuovo ordine da circa 1.500 camion è arrivato anche dal Canada.
«Negli ultimi anni abbiamo mantenuto un profilo basso nelle gare pubbliche, ma ora è il momento di essere protagonisti», ha affermato Puchert, sottolineando che il gruppo ha una lunga tradizione nel settore militare. Da circa un decennio, l’azienda produce in media 1.000 veicoli militari l’anno (tra i modelli Arocs e Zetros).
Anche con l’obiettivo di sostenere questa trasformazione, Daimler Truck ha presentato un importante piano di razionalizzazione dei costi: oltre 1 miliardo di euro in meno in Europa entro il 2030. Il piano prevede il taglio di 5 mila posti di lavoro in Germania, dove il gruppo impiega attualmente 35.500 dipendenti su un totale globale di 103 mila.
L’operazione rientra in una più ampia strategia di riposizionamento industriale volta a migliorare la redditività: il target è un margine operativo del 12% entro fine decennio. Alla guida del gruppo c’è Karin Radstrom, manager svedese proveniente da Scania.
L’espansione nel comparto difesa non è un caso isolato nel panorama industriale tedesco. Altri gruppi come Schaeffler (e non si esclude nemmeno Volkswagen) stanno valutando ingressi o ritorni nella produzione militare, spinti dal nuovo contesto strategico europeo, delineato anche dalla politica del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che punta a trasformare la Bundeswehr nella forza convenzionale più potente d’Europa.
Oltre all’accordo con Arquus, Daimler Truck ha stretto collaborazioni con General Dynamics Land Systems in Canada e con Arx Robotics, start-up tedesca attiva nella robotica autonoma per applicazioni militari. (riproduzione riservata)