Credem raggiunge i massimi dal gennaio 2008. Il pomeriggio del 12 febbraio il titolo della banca emiliana scambia a 9,02 euro, in rialzo del 3,8%. L’istituto di credito continua a sfruttare la spinta arrivata dai conti del 2023, chiusi con un utile netto consolidato di 562,1 milioni (+72,4%) grazie al rialzo dei tassi d’interesse. Il balzo dei profitti ha permesso a Credem di raddoppiare il dividendo a 65 centesimi per azione (rendimento del 7,6% e payout del 39%), sopra i 55 centesimi attesi dagli analisti. Secondo il direttore generale Angelo Campani, la cedola straordinaria potrebbe essere distribuita anche a valere sul bilancio 2024.
Per Equita il titolo Credem tratta su valutazioni attraenti con «un multiplo price/earning stimato per il 2026 inferiore a 7 volte, un business model diversificato (multi-specializzato e completo), un eccellente asset quality e un ottimo track record in termini di controllo rischi». Per la sim, inoltre, grazie al controllo delle fabbriche prodotto, l’utile proveniente dal wealth management e dal private banking ha rappresentato il 30% circa dei profitti complessivi di gruppo nel 2023, percentuale che si stima «aumenti oltre il 40% nel 2025-26».
Di conseguenza Equita mantiene il rating buy e il prezzo obiettivo di 11,5 euro. Barclays invece ha aumentato il target price della banca emiliana da 8,4 euro a 9,4 euro, confermando la raccomandazione equal weight. La nuova valutazione è dovuta a «un margine d’interesse più elevato, ma anche a commissioni più alte e ad accantonamenti per perdite su prestiti inferiori». (riproduzione riservata)