La Bce è pronta a varare le prime sanzioni alle banche sui rischi climatici. In particolare quattro istituti sarebbero finiti nel mirino della Vigilanza secondo Bloomberg. Le multe in questa prima fase dovrebbero essere di importo limitato. Il meccanismo è quello di sanzioni periodiche giornaliere che si accumulano fino a quando la banca si allinea alle aspettative dei supervisori sui rischi climatici.
La decisione finale in ogni caso è presa dal consiglio di Vigilanza della Bce che può considerare fattori specifici e anche annullare la sanzione accumulata nel tempo (per esempio se gli istituti sono intervenuti sulle lacune nel giro di pochi giorni). La volontà di procedere con le sanzioni è un segnale dell’attenzione della Bce per la materia, mentre negli Usa la Fed sta mantenendo un approccio meno severo.
Le banche europee stanno facendo progressi in tema di rischi climatici, ma «molto lavoro» resta da fare, secondo quanto evidenziato nei giorni scorsi da Frank Elderson, membro del comitato esecutivo Bce e vicepresidente della Vigilanza di Francoforte. «La maggior parte delle banche ha elaborato valutazioni di materialità in linea con le aspettative», ha rilevato Elderson. «È una buona notizia, ma è solo il primo passo».
I supervisori hanno chiesto agli istituti di adeguarsi alle aspettative Bce secondo una tabella di marcia. La prima scadenza era quella di marzo 2023, entro la quale le banche avrebbero dovuto definire «valutazioni di materialità» relative all’impatto del clima sui rischi prudenziali. La Bce aveva così preannunciato sanzioni giornaliere periodiche per 18 banche, in assenza di progressi sufficienti entro marzo 2024. Elderson ha detto l’8 maggio che gran parte degli istituti si sono adeguati, quindi ancora pochi gruppi (quattro, secondo le indiscrezioni) sono a rischio sanzioni.
Tutte le banche vigilate tuttavia devono ora guardare anche alle richieste Bce per le scadenze successive: entro fine 2023 gli istituti avrebbero dovuto includere i rischi climatici nella governance e nel risk management, mentre entro fine 2024 dovranno aderire a tutte le aspettative dei supervisori.
Il cammino per adeguarsi alle aspettative Bce è quindi lungo e non riguarda solo gli istituti che sono apparsi indietro sulle prime richieste. La Bce può imporre anche requisiti di capitale individuali (negli Srep) se necessario, per coprire i rischi non adeguatamente gestiti. Per indirizzare le banche sui rischi climatici, Francoforte ha pubblicato pratiche da seguire sulla base di quanto osservato nello stress test climatico e in un’analisi specifica sul tema.
I rischi climatici sono una materia nella quale la Bce sta sperimentando le sanzioni periodiche giornaliere, uno strumento che avrà un ruolo crescente nei prossimi anni, anche in altri ambiti di supervisione. Questa indicazione è stata confermata in un recente intervento della presidente della Vigilanza Bce, Claudia Buch, che ha annunciato nuove procedure di supervisione per le banche europee.
L’approccio generale sarà più focalizzato sulle priorità, con un maggior numero di requisiti qualitativi vincolanti e sanzioni periodiche se gli istituti non si adegueranno alle indicazioni Bce. Le lettere Srep dal prossimo anno saranno più brevi e arriveranno prima (a settembre-ottobre, non più a novembre-dicembre). Per alcune banche le decisioni potrebbero essere aggiornate ogni due anni. Inoltre dal 2026 sarà applicata una nuova metodologia (ora in fase di discussione) per definire i requisiti di capitale. Le variazioni comunicate da Buch seguono i lavori avviati dal predecessore Andrea Enria sulla base delle indicazioni di un gruppo indipendente di esperti. (riproduzione riservata)