ChatGPT interrompe la sua crescita esponenziale verso lo status di sito internet più visitato al mondo con un brusco calo del 10% del traffico web. A segnalare il fatto è SimilarWeb: un’azienda inglese che si occupa di analisi quantitative nel mondo digitale (web analytics) che però osserva come le visite alla sezione per sviluppatori del sito, all’indirizzo platform.openai, siano comunque in aumento. Cosa si può dire pertanto sul futuro di OpenAI?
La crescita di ChatGPT, e in particolare il numero di visite all’url chat.openai.com, rimarrà per sempre nei libri di storia: secondo i dati similarweb tra novembre 2022 e gennaio 2023 il sito è passato da zero (o poco più) a ricevere ben oltre mezzo miliardo di click al mese. Nei primi 30 giorni del 2023 è stata abbattuta la barriera del miliardo di visite mensili e nel periodo da febbraio a marzo quella del miliardo e mezzo.
Tanto che Reuters il 2 febbraio 2023 titolava «ChatGPT stabilisce il record per il sito con la crescita più veloce», basandosi su un’analisi della banca Ubs. Nell’articolo si sanciva che la crescita del software era stata pari a 100 milioni di utenti mensilmente attivi nei 60 giorni successivi al lancio.
Nonostante questo, a giugno il traffico al sito è diminuito del 9,7% rispetto a maggio e del 10,3% se si fa riferimento ai soli Stati Uniti. La situazione è migliore se si considera la metrica dei visitatori unici: su questo versante la contrazione di utenti è pari al 5,7% ma la riduzione del tempo totale passato sulla piattaforma è in calo dell’8,5%. L’AI di OpenAI è comunque estremamente popolare: il modello di linguaggio (o large language model come sono definiti oltreoceano) batte, sempre in termini di visite, il motore di ricerca bing.com di Microsoft e character.ai, il secondo «bot» basato sull’intelligenza artificiale più popolare al mondo.
A partire dai dati di similiarweb si possono fare diverse considerazioni sulla strategia della startup guidata da Sam Altman: come affermato dalla stessa azienda inglese «il sito demo è fatto apposta per perdere soldi» (ossia è posizionato come un cosiddetto loss leader) e nel frattempo acquisire utenti aziendali. Sono le grandi aziende americane i veri clienti che Altman vuole acquisire e che poi useranno gli algoritmi di OpenAI allenandoli su dati interni. In secondo luogo, ricostruzioni indipendenti indicano che potrebbe costare fino a 700 mila dollari al giorno (21 milioni al mese, poco più di un quarto di miliardo all’anno) alimentare la potenza di calcolo dietro a ChatGPT.
Occorre anche tenere conto che il traffico all’url dedicato agli sviluppatori (platform.openai.com) è invece in crescita del 3,1% a giugno rispetto al mese precedente.
Il singolo valore di decrescita della popolarità di ChatGPT potrebbe non essere molto significativo sia per OpenAI, sia per il settore dell’Intelligenza Artificiale ed essere attribuibile al termine della stagione estiva e al minore uso da parte degli studenti. OpenAI ha ancora a disposizione diversi assi nella manica: solo gli utenti a pagamento possono infatti usare i plug-in che permettono al modello di imparare anche su informazioni più recenti del settembre 2021, data in cui si ferma la conoscenza della versione gratis. (riproduzione riservata)