Il Ftse Mib chiude a 40.528 punti, in calo dello 0,7% al termine di una seduta debole. Pesano i ribassi di Iveco (-6,1%) e dei titoli bancari con Banco Bpm (-2,9%), Unicredit (-2,9%) e Mps (-2,5%) in calo. Vanno controcorrente i titoli industriali con Stm, la migliore, che guadagna il 4,3%, seguita da Stellantis (+3,4%) e Campari (+3,2%). Lo spread sale a 92 punti.
Le altre borse europee chiudono in ordine sparso e anche Wall Street viaggia contrastata dopo due ore di scambi.
Il Ftse Mib accentua le perdite e viaggia a 40.640 punti, in calo dello 0,4%, alle 15:30. Bene i titoli industriali come Stm (+2,5%), Buzzi (+2,2%) e Stellantis (+1,7%), mentre chiudono il paniere delle blue chip Iveco (-3%), Unicredit (-1,9%) e Tenaris (-1,8%). Spread a 91 punti.
Avvio fiacco anche a Wall Street dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato ufficialmente su Truth Social l'introduzione di un dazio del 50% sulle importazioni di rame, con entrata in vigore prevista per il 1° agosto. Il Dow Jones scende dello 0,18%, l’S&P 500 dello 0,05% e il Nasdaq Composite è poco mosso, con il faro che resta quindi sulle dinamiche commerciali. Sul fronte macroeconomico le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 227.000 unità, in calo di 5.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente.
Fuori dal Ftse Mib scatta Lu-Ve, quotata sul segmento Star, che registra un rialzo di oltre il 6% dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2025. Il gruppo, che produce scambiatori di calore e sistemi di refrigerazione, ha registrato un fatturato di 157,1 milioni (+3,7%) tra aprile e giugno, con un portafoglio ordini pari a 225 milioni al 30 giugno 2025, in aumento del 31,7% rispetto al 30 giugno 2024 e del 29,2% rispetto al 31 dicembre. Il titolo, che ha appena festeggiato i 10 anni dall’ipo a Piazza Affari, scambia a 32,5 euro per azione e nell’ultimo anno ha guadagnato quasi il 25%. La capitalizzazione di mercato di Lu-Ve arriva così a 722,6 milioni di euro, un valore più che triplicato dall'ipo nel 2015.
Il Ftse Mib vira al ribasso in attesa dell’avvio di Wall Street e dopo un dato deludente sulla produzione industriale italiana, in calo a maggio.Il listino milanese viaggia a 40.680 punti (-0,35%).
I future sui listini azionari statunitensi trattano deboli dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato ufficialmente su Truth Social l'introduzione di un dazio del 50% sulle importazioni di rame, con entrata in vigore prevista per il 1° agosto. Il future sul Dow Jones scende dello 0,2% e quello sull’S&P 500 dello 0,15% con il faro che resta quindi sulle dinamiche commerciali. «Sembra quasi che i dazi che Trump sta annunciando, ultimo quelli del 50% verso il Brasile, vengano visti come un’arma negoziale per giungere ad un accordo, piuttosto che un rischio effettivo. Oggi dovrebbe giungere la lettera all’Ue, stando a quanto dichiarato da Trump nei giorni scorsi, e vedremo se l'ammontare dei dazi sarà inferiore o maggiore al 20% che era stato annunciato ad inizio aprile. Guardando all'atteggiamento dei mercati europei, si può dedurre che gli operatori sembrino puntare ad un qualcosa di più soft», affermano gli strategist di Mps.
Lato politica monetaria, puntualizzano gli esperti, «ieri sono stati pubblicati i verbali dell’ultima riunione Fed, dalla quale è emersa una spaccatura sulla visione dell’impatto dei dazi sull’inflazione. Mentre alcuni partecipanti hanno osservato che i dazi porterebbero ad un aumento una tantum dei prezzi, la maggior parte dei partecipanti vede il rischio che i dazi possano avere effetti più persistenti. Tutto ciò conferma l’idea che la Fed aspetterà i dati in arrivo in estate, per decidere se ridurre eventualmente i tassi a settembre».
Alle ore 11, dopo la pubblicazione dei dati sulla produzione industriale italiana a maggio, ben sotto le stime il Ftse Mib resta debole (-0,3% a 40.712 punti). Salgono StM, Stellantis e Buzzi (+1,2%). In calo Iveco (-3,2%), Unicredit, Leonardo, Banco Bpm (-1,2%).
La produzione industriale italiana ha registrato a maggio un calo dello 0,7% rispetto al mese precedente, secondo i dati diffusi giovedì, segnando una nuova diminuzione anche su base annua dopo un segnale di ripresa ad aprile per il settore manifatturiero.
Un sondaggio Reuters condotto tra 14 analisti aveva previsto una variazione mensile nulla. L’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha rivisto al ribasso i dati di aprile, portando la crescita mensile dallo 1,0% precedentemente comunicato allo 0,9%. Corretto per i giorni lavorativi, su base annua la produzione industriale è diminuita dello 0,9% a maggio, contro una previsione di aumento dello 0,2%, dopo il +0,1% registrato ad aprile.
Il tema dei nuovi dazi di agosto, al 50% su rame e Brasile, inizia a innervosire i mercati e il Ftse Mib alle ore 10 perde lo 0,35% a 40.684 punti con Iveco (-3,5%), Mps e Unicredit (-1,5% circa), Leonardo (.-1%). Salgono StM e Campari (+1,6%), Amplifon e Nexi (+0,8%).
Intanto, il rappresentante Ue per il commercio, Sefcovic, ha detto che sono stati compiuti buoni progressi su un accordo quadro commerciale con gli Usa e che l’intesa può essere raggiunta entro pochi giorni.
Piazza Affari apre sopra la parità, giovedì 10 luglio, con il Ftse Mib che sale dello 0,2% a 49.916 punti grazie a Campari, Saipem, Brunello Cucinelli e Stellantis (+0,9% circa). In calo Iveco (-1,9%), Interpump (-0,6%), Unicredit e Pirelli (-0,3%).
I futures sullo Eurostoxx 60 si muovono al rialzo dello 0,25% alle ore 8:20 di giovedì 10 luglio dopo un’Asia ad andamento misto: Giappone in rosso, a causa dei nuovi dazi al 25%, Cina in salita.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha inviato mercoledì nuove lettere a sette Paesi, notificando l’introduzione di nuove tariffe commerciali sulle importazioni verso gli Stati Uniti. L’iniziativa segue l’invio, all’inizio della settimana, di comunicazioni simili a 14 altre nazioni, con dazi punitivi già annunciati.
In tarda serata, Trump ha inoltre ufficializzato un dazio del 50% sulle importazioni dal Brasile, motivandolo in parte come risposta alla gestione del processo in corso contro l’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro, accusato di aver tentato di sovvertire l’esito delle elezioni del 2022.
Le tensioni commerciali si sono intensificate con l’annuncio di un dazio del 50% sulle importazioni di rame, che entrerà in vigore il 1° agosto. Trump ha definito il metallo strategico per la difesa nazionale, sottolineandone il ruolo in settori critici come semiconduttori, aerospazio, data center e armi ipersoniche.
Oltre al rame, il presidente ha minacciato anche l’introduzione di dazi fino al 200% sulle esportazioni farmaceutiche verso gli Stati Uniti. Tuttavia, ha chiarito che in questo caso l’implementazione non sarà immediata: «Daremo tempo circa un anno, un anno e mezzo», ha affermato Trump, lasciando intendere che l’industria farmaceutica avrà modo di adattarsi.
Le nuove misure annunciate fanno parte di una più ampia strategia pensata per rivedere in senso protezionistico le relazioni economiche internazionali, in particolare con i partner che secondo la Casa Bianca non garantiscono condizioni di reciprocità. Gli osservatori temono che la nuova ondata di dazi possa innescare ritorsioni da parte dei governi stranieri, alimentando l’incertezza sui mercati globali.
Nel frattempo, i settori dell’industria metallurgica, farmaceutica e manifatturiera stanno valutando l’impatto potenziale di queste misure, in attesa dei prossimi dettagli da parte dell’amministrazione americana.
Europa, Bce: Cipollone, Villeroy
10:00 Italia, produzione industriale maggio
14:30 USA, sussidi di disoccupazione di luglio
14:30 USA, richieste continue giugno
Fed: Musalem (votante), Daly (non votante)
19:00 USA, asta Treasury 30 anni (22 miliardi di dollari)
C'è attesa per la possibile pubblicazione della decisione del Tar del Lazio sul ricorso presentato da Unicredit contro l'applicazione del golden power da parte del governo in riferimento alla sua offerta per Banco Bpm.
L'offerta di scambio di Bper su Popolare di Sondrio ha raccolto il 26,8% di adesioni alla data di ieri. Il periodo di offerta termina domani.
Il cda dl Credem ha nominato Stefano Morellini come nuovo direttore generale della banca. Subentra ad Angelo Campani, scomparso prematuramente nei giorni scorsi.
New Princess ha sottoscritto un accordo vincolante, con un enterprise value di 120 milioni di euro, per acquisire da Heinz Italia il 100% di una newco in cui verranno conferite le attività relative ai prodotti alimentari per l’infanzia e alimenti a fini medici speciali e nutrizione specialistica e che include lo storico stabilimento Plasmon di Latina e i marchi Plasmon, Nipiol, BiAglut, Aproten e Dieterba.
Quanto a Innovatec, Borsa Italiana ha comunicato ieri che da oggi e fino a successiva comunicazione sulle azioni ordinarie non sarà consentita l'immissione di ordini senza limite di prezzo.
Brunello Cucinelli, cda preliminari 1° semestre; segue conference call (18,00). (riproduzione riservata)