Il Ftse Mib chiude la seduta di venerdì 23 febbraio a 32.700,92 punti, in rialzo dell’1,07%, mantenendosi sul livello più alto da gennaio 2008. A trainare il listino sono state soprattutto le banche: Banco Bpm ha chiuso con un rialzo del 5,4%, seguito da Mediobanca, che ha guadagnato il 5,2%, da Generali Assicurazioni (+3,3%) e Banca Generali (+2,7%). Il comparto bancario ha accelerato sull’onda delle indiscrezioni, rilanciate da un articolo su Il Foglio, su una possibile acquisizione di Mediobanca da parte di Unicredit (+1,8%).
Al contrario, sull’indice principale hanno chiuso in calo Campari (-2%), Stm (-1,7%), Finecobank (-0,8%) e Snam (-0,7%). Lo spread Btp/Bund alle 17:30 è in calo a quota 145 punti.
All’apertura di Wall Street, che inizia la seduta poco sopra la parità, il Ftse Mib viaggia a 32.623 punti, in rialzo dello 0,82%. Il listino milanese continua a essere trainato dai titoli delle banche, spinti dalle indiscrezioni sulle possibili nozze tra Mediobanca e Unicredit, con Mediobanca che segna una crescita del 4,35%, Banco Bpm che guadagna il 4,1% e Banca Generali il 3,1%. In calo, invece, Campari che cede l’1,4%, Snam (-1,3%) ed Erg (-1%) che ha annunciato oggi di aver completato la costruzione e avviato l’energizzazione del parco eolico di Roccapalumba, in provincia di Palermo in Sicilia.
Le borse europee procedono poco sopra la parità dopo i record della vigilia, non Milano. L’indice Ftse Mib di Piazza Affari si conferma, infatti, il migliore al giro di boa con un +0,90% a 32.646 punti, sempre sui livelli di gennaio 2008, grazie alla spinta della galassia Mediobanca/Generali/Banca Generali, in rally, rispettivamente, del 4,15%, del 3,5% e del 3,49% seguite da Banco Bpm (+3,94%). Tra le materie prime, oltre che sul petrolio, si registrano vendite anche sul gas, sceso sotto la soglia di 23 euro a 22,89 euro a MWh (-1,30%), livello di novembre 2021.
Lo spread Btp/Bund scende a 145,8 punti base dopo le parole della presidente della Bce, Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo informale a Gand, in Belgio. Alla Bce, prima di tagliare i tassi di interesse, «dobbiamo essere più fiduciosi che il processo di disinflazione che stiamo osservando sarà sostenuto e ci porterà al 2%, che è il nostro obiettivo di medio termine», ha ribadito la Lagarde. I dati sull’andamento dei salari nell’ultimo trimestre dello scorso anno «sono stati incoraggianti», ma «ci sono molti settori e comparti in cui il processo di contrattazione si completerà nel primo trimestre. Penso che questi numeri saranno molto importanti, specialmente se continueranno a essere incoraggianti, per raggiungere la fiducia di cui parlavo».
Restano in calo i mercati azionari europei, tranne Milano (Ftse Mib +0,61% a 32.553 punti alle 12:00 con Mediobanca su di giri, +4,5%: Il Foglio riporta che starebbero girando dossier presentati da investment bank internazionali su una possibile operazione da parte di Unicredit su Piazzetta Cuccia con un premio ipotizzato del 20% ovvero a circa 12 miliardi di euro). I futures di Wall Street sono contrastati. I rendimenti dei titoli di Stato salgono (al 3,94% quello del Btp 10 anni) dopo le dichiarazioni da falco del presidente della Bundesbank Joachim Nagel, il quale ha ribadito che l'inflazione nella zona euro resta persistentemente alta e che la Bce dovrebbe resistere a qualsiasi tentazione di tagliare i tassi di interesse in anticipo, soprattutto prima dei cruciali dati economici del secondo trimestre del 2024. Solo poche settimane fa gli investitori scommettevano su 150 punti base di tagli dei tassi di interesse nel 2024, ma le aspettative ora si sono ridotte a soli 88 punti base, con la prima mossa prevista a giugno. «Anche se potrebbe essere una tentazione, è troppo presto per tagliare i tassi di interesse», ha detto Nagel in un discorso. Mentre Isabel Schnabel, membro del consiglio direttivo della Bce, ha osservato che le imprese della zona euro stanno iniziando ad assorbire le elevate pressioni salariali attraverso gli utili e il rischio che le aspettative di inflazione si disancorino dall'obiettivo del 2% si è attenuato.
I prezzi del petrolio scendono (-1,18% a 82,69 dollari al barile il Brent e -1,31% a 77,58 dollari al barile il Wti) poiché il mercato ha assorbito l'impegno della Fed a prolungare il rialzo dei tassi di interesse, spiega Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. La sorprendente tenuta dell'economia statunitense, evidente negli ultimi dati Pmi pubblicati giovedì, offre alla Fed un maggior margine di manovra per sostenere la sua politica monetaria restrittiva per un periodo prolungato. «Questa dinamica limita la crescita economica e suggerisce una riduzione della domanda futura di petrolio, contribuendo al calo del prezzo», sottolinea Evangelista. Tuttavia, il ribasso del prezzo del barile rimane limitato dalle preoccupazioni sul lato dell'offerta derivanti dalle turbolenze geopolitiche in corso in Medio Oriente. «Questa instabilità mette in dubbio l'affidabilità del flusso di greggio proveniente dalla regione del Golfo e rimane presente nella mente degli operatori, offrendo sostegno ai prezzi del petrolio», conclude Evangelista.
Le piazze europee si indeboliscono (-0,04% il Dax, +0,11% il Cac40 e +0,04% il Ftse100), tranne Milano (Ftse Mib +0,67% a 32.573 punti alle 11:30 con Mps, Banco Bpm, Bper, Mediobanca e Generali sugli scudi) anche se il morale delle imprese tedesche è migliorato a febbraio, in linea con le aspettative degli economisti. L'istituto Ifo ha detto che l'indice del clima aziendale si è attestato a 85,5 questo mese, come previsto dal consenso. L’euro vira a ribasso sul dollaro, ora perde lo 0,01% a 1,081. Lo spread Btp/Bund resta fermo a 148,8 punti base. Il Tesoro renderà note in giornata le cedole minime garantite del nuovo Btp Valore che potranno, alla fine del collocamento, essere confermate o riviste al rialzo.
Ancora effetto Nvidia sulle borse europee, positive in avvio di seduta. Il Dax segna un +0,14%, il Cac40 un +0,14%, il Ftse100 un +0,22% e il Ftse Mib un +0,34% a 32.467 punti. Lo spread Btp/Bund staziona a quota 147,5 punti base mentre entra nel vivo il collocamento del nuovo Btp Valore dedicato alla clientela retail con il Tesoro impegnato ad aumentare la quota del debito italiano nelle mani dei piccoli risparmiatori. Via XX Settembre renderà note in giornata le cedole minime garantite che potranno, alla fine del collocamento, essere confermate o riviste al rialzo. L'emissione, con durata 6 anni, verrà offerta da lunedì a venerdì 1° marzo, salvo chiusura anticipata.
Ieri, 22 febbraio, il rendimento del Btp decennale ha rivisto la soglia del 4%, per poi scendere al 3,89% (3,90% stamani) poco prima della chiusura. I Btp si avviano a concludere la settimana con un contenuto rialzo dei tassi, mentre il mercato ha ridotto le aspettative sulla portata del ciclo di allentamento monetario. In questo senso un nuovo messaggio da falco è giunto dalle minute della Bce dell'ultimo meeting secondo le quali l'inflazione non è ancora rientrata all'obiettivo e, quindi, discutere di tagli dei tassi di interesse è prematuro. In asta vanno Btp Short e Btpei con un'offerta massima di 5,5 miliardi di euro. Il prossimo appuntamento sarà martedì con l'asta di Bot nell'ambito della quale verranno messi a disposizione degli investitori 5 miliardi di euro di due Bot a 12 mesi con vita residua, rispettivamente, sei e sette mesi. In serata l'annuncio del Tesoro su tipologia e quantitativi in vista dell'asta a medio lungo termine di mercoledì 28 febbraio.
Sul listino milanese spiccano Banco Bpm (+2,12% a 5,29 euro) e Mediobanca (+3,82% a 12,77 euro) con Angelini Investments uscita dall’azionariato di Piazzetta Cuccia ma anche di Unicredit (-0,74% a 30,23 euro). A proposito di quest’ultima le banche d’affari internazionali, come riporta Il Foglio, sono tornate a ragionare su un’operazione che sarebbe clamorosa: l’unione con Generali (+1,12% a 21,68 euro) via Mediobanca. Mentre Brembo, che porterà avanti il progetto di trasferire la propria sede legale in Olanda, come ha detto un portavoce, nonostante il governo italiano incoraggi le aziende a mantenere la propria sede legale nel Paese, segna un +1,39% a 11,65 euro. Bene, post conti 2023, anche Recordati (+0,89% a 52,14 euro) che punta a crescere attraverso l'M&A nel comparto malattie rare negli Stati Uniti che sono diventati il suo primo mercato per ricavi, senza tralasciare opportunità anche in Europa nello Specialty and primary care. Lo ha detto a Reuters il cfo, Luigi La Corte, dopo i risultati 2023 che hanno visto per la prima volta la società farmaceutica superare quota 2 miliardi di ricavi con obiettivi di ulteriore crescita per l'anno in corso e il 2025.
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Di segno opposto il gruppo doValue che ha chiuso il 2023 con un risultato netto, esclusi gli elementi non ricorrenti, di 2,7 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 30,8 milioni registrati nell'esercizio precedente. L’azione cade del 4,66% a 2,355 euro. Le voci non ricorrenti si riferiscono principalmente all'accantonamento per il ridimensionamento e agli interessi passivi per l'arbitrato con Apollo per un credito fiscale in Spagna. Inoltre, la società nella regione iberica ha registrato una rettifica dei valori di alcuni asset immobiliari e alcune imposte differite che hanno impatto per 39,2 milioni sul risultato netto consolidato.
Quanto a Tod’s (+0,05% a 43,02 euro) ieri, 22 febbraio, L Catterton ha acquistato 83.241 azioni della società fondata da Diego della Valle al prezzo medio di 43 euro. A seguito di questi acquisti, L Catterton risulta complessivamente titolare di 1.828.387 azioni di Tod's, rappresentative del 5,525% del capitale sociale. Infine, si segnala che Borsa Italiana ha vietato da oggi, 23 febbraio, fino a successiva comunicazione l'immissione di ordini senza limite di prezzo sul titolo Espe della società attiva nel settore delle energie rinnovabili che ha debuttato il 22 febbraio sull'Euronext Growth Milan chiudendo la seduta con un rialzo del 50%.
Il future sull’Eurostoxx50 si porta a ridosso della parità (+0,04%), anticipando un avvio poco mosso per le borse europee, dopo il dato sul pil della Germania. L'economia tedesca si è contratta dello 0,3% nel quarto trimestre del 2023 rispetto al trimestre precedente (-0,2% anno su anno), in linea con i dati preliminari. Nell'ultimo trimestre dello scorso anno, «il calo degli investimenti ha avuto un effetto frenante sull'attività economica, mentre i consumi sono aumentati leggermente», sottolinea Ruth Brand, presidente dell'Ufficio federale di statistica.
Per l’intero anno 2023 i calcoli più recenti hanno confermato un calo del pil su base annua dello 0,3%. Sempre lo scorso anno l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche tedesche è ammontato a 87,4 miliardi di euro. Il deficit, ha sottolineato l'istituto di statistica Destatis, è quindi rimasto elevato, ma è diminuito di 9,5 miliardi rispetto all'anno precedente perché l'aumento del 4,4% delle entrate delle amministrazioni pubbliche (a 1.901,8 miliardi di euro) ha superato l'aumento del 3,7% della spesa pubblica (a 1.989,2 miliardi di euro). Il rapporto debito/pil è risultato pari al 2,1% nel 2023. Ciò significa, ha spiegato Destatis, che «il valore di riferimento del 3% del patto europeo di stabilità e crescita, rimasto sospeso nel 2023, sarebbe stato rispettato».
Le borse europee sono attese ancora in rialzo in avvio di seduta (+0,10% il future sull’Eurostoxx50) in scia al nuovo record dell’S&P500 a Wall Street (futures in lieve calo) della vigilia, mentre il Nasdaq ha chiuso a un passo dal massimo storico grazie al boom di Nvidia (+16,3%) dopo i conti oltre le attese. «L’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e la forte crescita dei ricavi che stiamo vedendo tra le società di semiconduttori e software hanno portato ad alcuni aumenti di prezzo fuori misura e di conseguenza all’inflazione delle valutazioni», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim. «Questi titoli azionari, apparentemente con una duration più elevata, non reagiscono più ai tassi di interesse: se i tassi scendono, il complesso AI sale, e se i tassi salgono, il complesso AI continua a salire».
Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,345%, anche se diversi membri della Federal Reserve hanno parlato dei rischi di una ripartenza dell’inflazione, in caso di un taglio dei tassi di interesse affrettato. In agenda le riunioni informali di Ecofin ed Eurogruppo (partecipano la presidente della Bce, Christine Lagarde, e il membro del comitato esecutivo di Francoforte, Piero Cipollone). I lavori terminano domani, 24 febbraio. Mentre alle 10:20 parlerà un altro membro della Bce, Isabel Schnabel, seguita da Jochnick e Nagel.
Dal fronte macro a febbraio la fiducia dei consumatori britannici è scesa per la prima volta da quattro mesi e oltre le attese, con l'indice Gfk calato di due punti a -21 a fronte di un'attesa per un marginale incremento a -18. Dati macro importanti anche dalla Germania. Si comincia alle 8 con la seconda lettura del pil del quarto trimestre 2023 che non dovrebbe riservare sorprese rispetto al -0,3% della prima lettura (-0,1% nel terzo trimestre del 2023). Alle 10 è, invece, la volta dell’Ifo, un indicatore della fiducia delle imprese in Germania, di febbraio (stima 85,5 punti contro 85,2 di gennaio). «Se le stime fossero corrette, confermerebbero che la Germania è entrata ufficialmente in recessione: due trimestri consecutivi negativi, ma che probabilmente il peggio è alle spalle», spiega Tognoli.
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Nessuna sorpresa ieri, 22 febbraio, per la seconda lettura dell’inflazione dell’Italia anno su anno di gennaio, pari allo 0,8% (0,6% a dicembre). Così come per quella dell’Europa pari al 2,8% (2,9% a dicembre). Serie di Pmi dell’Europa di febbraio ancora contrastati con i servizi che raggiungono la soglia fatidica di 50 punti (48,8 le attese e 48,4 in gennaio), manifatturiero peggiore delle attese (46,1 punti contro 47 atteso e 46,6 di gennaio) e composito in miglioramento, ma ancora sotto 50 punti (48,9 punti contro 48,5 atteso e 47,9 di gennaio). Richieste di sussidi settimanali Usa di disoccupazione minori delle attese (201 mila contro 217 mila stimate e 213 mila della scorsa settimana). Dati contrastanti per i Pmi di febbraio, anche se si mantengono sopra la soglia di 50 punti: servizi 51,3 punti (52,4 atteso e 52,5 di gennaio) e manifatturiero 51,5 punti (50,5 atteso e 50,7 di gennaio), a conferma, conclude Tognoli, del fatto che l’economia americana è sicuramente forte, ma non può ancora dirsi totalmente al riparo da improvvise flessioni.
Poco mosso l’euro nei confronti del dollaro (+0,02% a 1,082). Vendite, invece, sia sull’oro (-0,09% a 2.028 dollari l’oncia) sia sul petrolio (Wti -0,62% a 78,12 dollari al barile e Brent -0,59% a 83,18 dollari al barile. Le scorte di greggio statunitensi, comprese quelle della Strategic Petroleum Reserve, sono aumentate di 4,3 milioni di barili nella settimana al 16 febbraio, dopo l'incremento di 12,8 milioni dei sette giorni precedenti. Escludendo le riserve della Spr, sono salite di 3,5 milioni di barili dopo l'aumento di 12 milioni della settimana precedente, al di sotto dell'incremento di 3,8 milioni atteso dagli economisti. Le riserve nell'Spr sono aumentate di 700.000 unità nella settimana, in linea con i 7 giorni precedenti.
Sul listino milanese attenzione a Mediobanca e Unicredit con Angelini Investments uscita dall’azionariato di entrambe le banche, a Brembo che porterà avanti il progetto di trasferire la propria sede legale in Olanda, come ha detto un portavoce, nonostante il governo italiano incoraggi le aziende a mantenere la propria sede legale nel Paese, e a Recordati che punta a crescere attraverso l'M&A nel comparto malattie rare negli Stati Uniti che sono diventati il suo primo mercato per ricavi, senza tralasciare opportunità anche in Europa nello Specialty and primary care. Lo ha detto a Reuters il cfo, Luigi La Corte, dopo i risultati 2023 che vedono per la prima volta la società farmaceutica superare quota 2 miliardi di ricavi con obiettivi di ulteriore crescita per l'anno in corso e il 2025.
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Mentre il gruppo doValue ha chiuso il 2023 con un risultato netto, esclusi gli elementi non ricorrenti, di 2,7 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 30,8 milioni registrati nell'esercizio precedente. Le voci non ricorrenti si riferiscono principalmente all'accantonamento per il ridimensionamento e agli interessi passivi per l'arbitrato con Apollo per un credito fiscale in Spagna. Inoltre, la società nella regione iberica ha registrato una rettifica dei valori di alcuni asset immobiliari e alcune imposte differite che hanno impatto per 39,2 milioni sul risultato netto consolidato.
Quanto a Tod’s ieri, 22 febbraio, L Catterton ha acquistato 83.241 azioni della società fondata da Diego della Valle al prezzo medio di 43 euro. A seguito di questi acquisti, L Catterton risulta complessivamente titolare di 1.828.387 azioni di Tod's, rappresentative del 5,525% del capitale sociale. Infine, si segnala che Borsa Italiana ha vietato da oggi, 23 febbraio, fino a successiva comunicazione l'immissione di ordini senza limite di prezzo sul titolo Espe della società attiva nel settore delle energie rinnovabili che ha debuttato il 22 febbraio sull'Euronext Growth Milan chiudendo la seduta con un rialzo del 50%.
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