Piazza Affari chiude in netto rialzo (+1%) a 32.018 punti dopo aver toccato quota 32.037 nell’intraday, ai massimi da giugno 2008. A spingere il listino principale è la corsa del comparto bancario (+4,3% Mps, +4,18% Mediobanca, +3,87% Bper, +1,75% Unicredit) che ha toccato i livelli record dal 2016 a 15.642 punti.
Fanno bene anche le altre borse europee, con il Dax e il Cac 40 che segnano rispettivamente +0,3% e +0,2%, mentre resta in calo il Ftse 100 (-0,74%). L’euro è agganciato a quota 1,08 sul dollaro. Lo spread tra Btp e Bund chiude in leggero rialzo a 150 punti con il rendimento del Btp decennale che è tornato al 3,94%.
Sull’altra sponda dell’Atlantico, Wall Street prosegue in calo (-0,13% il Dow Jones, -0,15% l’S&P, -0,5% il Nasdaq) in attesa di avere indicazioni dalle minute della Federal Reserve. Sul fronte macroeconomico, i tassi d'interesse ipotecari sono saliti al livello più alto da inizio dicembre, colpendo duramente la domanda di mutui, con l’indice che misura il volume delle richieste complessive negli Stati Uniti che nella settimana al 16 febbraio è crollato del 10,6%. Lo rende noto la Mortgage Bankers Association (Mba), aggiungendo che nello stesso periodo l’indice di rifinanziamento è sceso del 11,4%, mentre quello di acquisto è calato del 10,1%, sui minimi da novembre 2023. Nel frattempo, il tasso di interesse medio contrattuale per i mutui a tasso fisso a 30 anni è salito al 7,06% dal 6,87%.
Piazza Affari prosegue in rialzo dello 0,9%, facendo meglio anche di Francoforte (+0,33%) e di Parigi (+0,2%) mentre Londra scivola dello 0,7%. Apertura debole per Wall Street dove il Dow Jones e l’S&P scivolano dello 0,3% mentre il Nasdaq segna un -0,6% in attesa dei conti di Nvidia. Gli investitori aspettano anche i verbali della Federal Reserve da cui vorrebbero avere maggiori indicazioni in merito a quando potrebbe avvenire il primo taglio dei tassi di interesse. «I dati sull’inflazione Usa di gennaio, che hanno segnato un aumento dei prezzi al consumo e all’ingrosso più rapido del previsto, complicano le prossime decisioni sui tassi di interesse della Fed», ha detto il presidente della Fed di Richmond, Thomas Barkin. I dati di gennaio pubblicati la scorsa settimana «sottolineano le difficoltà che abbiamo avuto recentemente», con un rallentamento dell'inflazione che dipende dal calo dei prezzi dei beni, mentre l'inflazione dei servizi e dei beni rifugio è rimasta costante, ha detto Barkin in un’intervista a Sirius Xm. Il banchiere centrale ha detto di non voler comunque dare «troppo peso» ai dati di gennaio, in particolare a causa di problemi di misurazione stagionale: «Sicuramente non ha reso le cose più facili, ma più difficili».
Con i futures di Wall Street negativi (-0,16% quello sul Dow Jones e -0,21% quello sull’S&P500), appesantiti da Nvidia (-1,8% al pre-market) in attesa dei conti, le borse europee si allontanano dai massimi di giornata. Non Piazza affari con l’indice Ftse Mib in rialzo dello 0,77% a 31.945 punti alle 15:00, grazie alla spinta delle banche, Mps (+4,81%) in primis, e di Iveco (+4,94%) promossa da BofA a buy. Lo spread Btp/Bund si conferma a 148,95 punti base dopo che i Paesi Ue hanno approvato il tredicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia in risposta all'invasione dell'Ucraina, mettendo al bando circa 200 entità e individui accusati di aver aiutato Mosca a procurarsi armi o di essere coinvolti nel rapimento di bambini ucraini. Tra le materie prime hanno virato al ribasso sia i prezzi del petrolio (Brent -0,18% a 82,19 dollari al barile), in quanto le crescenti aspettative che il taglio dei tassi di interesse da parte della Fed possa richiedere più tempo del previsto pesano più delle preoccupazioni per gli attacchi nel Mar Rosso, sia quello dell’oro (+0,06% a 2.041 dollari l’oncia).
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L’indice Ftse Mib di Piazza Affari resta a ridosso dei massimi da giugno 2008 (32.002,44 punti il top intraday) a due anni dall’inizio della guerra in Ucraina. Ora scambia a quota 31.955 punti e sale dello 0,80% alle 12:45, sovraperformando gli altri indici europei: Cac40 (+0,07%), Ftse100 (-0,89%) e Dax (+0,41%). Sul listino milanese Mps si conferma la migliore con un +4,84%, complice anche il giudizio positivo di Deutsche Bank (5,1 euro il nuovo target price sul titolo) e la convinzione del mercato che il rischio overhang (eccesso di carta sul mercato) in caso di ulteriori vendite di quote da parte del Tesoro sia facilmente gestibile. Lo spread Btp/Bund scambia a 148 punti base e il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,854%. Gli strategist di Unicredit Research notano che i Btp si sono mostrati resilienti, nonostante il netto ridimensionamento delle aspettative di un allentamento monetario da parte della Bce che, secondo l'istituto, inizierà a giugno, perchè offrono rendimenti ancora molto attraenti.
L'indice Ftse Mib di Piazza Affari raggiunge quota 32.002, top da giugno 2008, grazie alle banche e a Iveco (+5,22%), promossa a buy da BofA, e con lo spread Btp/Bund in calo, rispetto all’apertura, a 147,88 punti base. L’indice delle banche italiane sale per il quarto giorno consecutivo e si spinge su livelli che non vedeva dal 2016, nonostante il forte calo di Hsbc (-7%) a Londra dopo la delusione per i conti trimestrali sotto le attese. In rally Mps (+4,17%) perché, come riporta Mf-Milano Finanza, per il Mef scadono i 90 giorni di lock up sulla partecipazione nella banca senese. La cessione di una tranche del 10% potrebbe arrivare a breve, anche prima dello stacco della cedola Lo Stato scenderebbe così sotto il 30% del capitale del Monte, onorando gli impegni con Bruxelles. L’alternativa è un’integrazione con un’altra banca. E guarda caso Bper Banca segna un +2,39% a 3,516 euro.
«A differenza degli anni passati, crediamo che il Mef non abbia fretta di vendere. Sulla partecipazione, il Mef sta maturando una plusvalenza potenziale del +75%, calcolata semplicemente rispetto ai 2 euro per azione sborsati per ricapitalizzare la banca senese per 2,5 miliardi di euro nell'ottobre 2022», sottolinea un analista che prefersice mantenere l’anonimato. Inoltre, nelle sue valutazioni, il Mef dovrà considerare il ritorno al dividendo della banca, che per la sua quota solo quest'anno vale circa 123,5 milioni».
Apertura contrastata per le borse europee. Il Dax segna un +0,17%, il Cac40 a un +0,15%, il Ftse100, invece, scende dello 0,49%, meglio il Ftse Mib con un +0,33% a 31.806 punti in attesa delle minute dell'ultimo meeting della Fed che non dovrebbero rivelare aspetti rilevanti sul futuro dei tassi di interesse negli Usa. «Le piazze finanziarie non trovano spunti per continuare il rally e nella seduta di ieri, 20 febbraio, si sono mosse intorno alla parità. Unica eccezione il Nasdaq, in rosso per la flessione di Nvidia in vista della diffusione dei risultati che saranno riportati oggi a mercati chiusi», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim.
Stando al movimento delle opzioni il titolo potrebbe vivere una giornata di forte volatilità, al rialzo o al ribasso. «Non dimentichiamo che nel 2023 Nvidia ha triplicato il proprio valore e da inizio anno è già salita del 50%. I target price vanno da un minimo di 450 a un massimo di 1.200 dollari, a dimostrazione che anche gli analisti non hanno le idee convergenti sul valore del titolo basato sui fondamentali», aggiunge Barini. A livello macro, invece, continuano i segnali che fanno presumere un rallentamento dell’economia: il petrolio ha perso quasi il 2% tornando a 77 dollari, il gas naturale e il future Ttf restano sui minimi da maggio 2021.
Se i prezzi dell’energia scendono non altrettanto accade per i salari che in Europa rischiano di riaccendere l’inflazione. La crescita salariale negoziata nell’area euro, diffusa il 20 febbraio dalla Bce, «ha mostrato infatti una aumento al di sopra dell’inflazione target del primo semestre 2024. In particolare l’indice dei salari negoziati nell’area dell’euro della Bce è aumentato su base annua del 4,5% nel quarto trimestre 2023», precisa Barini. «Un dato in calo rispetto al 4,7% del terzo trimestre 2023, che tuttavia, non tiene conto dei dati dalla Germania». Dati che mettono in salita la strada per un’inversione di tendenza della politica monetaria della Bce, con la conseguenza che il primo taglio dei tassi venga rinviato a giugno se non oltre. Per Goldman Sachs le cose non cambiano: primo taglio in Europa nel mese di aprile. L’effetto di questo flusso di notizie è il rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro, sopra la soglia di 1,08.
Mentre il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,879% con lo spread con il Bund a 148,9 punti base. Vivace l'attività sul primario con le aste di Germania (offre 4,5 miliardi di Bund febbraio 2034), Grecia (625 milioni di titoli di Stato a 26 settimane), Portogallo (1,25-1,5 miliardi di titoli di Stato a sette e 11 mesi) e Commissione Europea (titoli di Stato a breve termine). In vista dell'asta del Tesoro di venerdì, il 20 febbraio Via XX Settembre ha fatto sapere che offrirà fino a 5,5 miliardi di euro del nuovo Btp short 28 gennaio 2026 e dei Btpei maggio 2029.
Sul listino milanese sale dell’1,59% a 3,505 euro Mps perché, come riporta Mf-Milano Finanza, per il Mef scadono i 90 giorni di lock up sulla partecipazione nella banca senese. La cessione di una tranche del 10% potrebbe arrivare a breve, anche prima dello stacco della cedola Lo Stato scenderebbe così sotto il 30% del capitale del Monte, onorando gli impegni con Bruxelles. L’alternativa è un’integrazione con un’altra banca.
Tra le altre banche, Bper sale dell’1,57% a 3,488 euro, Unicredit dell’1%a 30,25 euro e Mediobanca dell’1,90% a 12,075 euro dopo che Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, ha ceduto lo 0,12% tra il 9 e il 14 febbraio. In evidenza, ma tra gli industriali, anche Iveco, in crescita del 4,51% a 11,01 euro. Invece, Stellantis, che potrebbe produrre veicoli elettrici basati sulla tecnologia della cinese Leapmotor in Europa, Nord America o altri mercati, come ha confermato l'ad, Carlos Tavares, dopo le indiscrezioni su una possibile produzione a Mirafiori riprese da milanofinanza.it, passa di mano a quota 23,42 euro e segna un +0,11%. Il gruppo automobilistico ha anche annunciato che continuerà a produrre la 500 elettrica a Torino, incluse le sue prossime versioni, e ha detto anche di puntare a un aumento di vendite delle Maserati prodotte a Mirafiori.
E se A2A (-0,73% a 1,689 euro) ha chiuso il 2023 con un ebitda vicino a 2 miliardi (+32%) e investimenti in aumento a 1,38 miliardi, Enel (-0,27% a 5,88 euro) ha lanciato un bond ibrido perpetuo di size benchmark da 900 milioni di euro con una domanda di oltre 3,6 miliardi e una cedola del 3,5%. Anche Banca Ifis (+2% a 16,78 euro) ha collocato con successo un'emissione obbligazionaria senior preferred unsecured da 400 milioni di euro, durata quinquennale con un rendimento a scadenza del 5,65% e cedola annua del 5,5%. Infine, Maire balza del 2,89% a 4,978 euro dopo aver ottenuto un contratto da Eni. La controllata Kinetics Technology si è aggiudicata un contratto Epc (ingegneria, procurement e costruzione) da parte di Eni per la realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno nella raffineria di Livorno del colosso guidato da Claudio Descalzi. Il valore complessivo del contratto è pari a 123 milioni di euro e il completamento del progetto è previsto nel 2026.
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Borse europee attese in leggero rialzo in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 segna un +0,17%. Pressoché stabili i futures di Wall Street (-0,04% quello sul Dow Jones e -0,04% quello sull’S&P500) dopo che ieri, 20 febbraio, il Nasdaq ha guidato le perdite (-0,92%) con il chipmaker Nvidia in forte ribasso (-4,35%) in vista dei conti che verranno pubblicati oggi, 21 febbraio, dopo la chiusura dei mercati. Gli investitori temono che i risultati trimestrali di Nvidia giustifichino la sua elevata valutazione e danneggino l'ottimismo nei confronti dell'AI. Le scommesse sull'intelligenza artificiale hanno, infatti, aiutato Nvidia a diventare la terza società statunitense di maggior valore e a sostituire Tesla come titolo più scambiato a Wall Street.
Pochi i dati macro e non rilevanti. Alle 13:00 l’indice settimanale richieste mutui degli Stati Uniti, alle 14:55 l’indice settimanale Redbook e alle 16:00 l’indice sulla fiducia dei consumatori a febbraio preliminare dell’Eurozona (precedente: -16,1 punti; consenso: -15,7 punti). Da seguire alle 11 il discorso del presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, e alle 11:25 quello di Fernadez-Bollo, membro del consiglio di vigilanza della Bce. Mentre alle 20 verranno rilasciati i verbali dell’ultimo meeting del Fomc a fine gennaio. Importanti per capire la possibile traiettoria dei tassi di interesse statunitensi. La Fed aveva mantenuto stabili i tassi durante la riunione di fine gennaio, ma aveva minimizzato le aspettative di tagli anticipati. I mercati monetari sono così passati dai sei tagli dei tassi previsti a inizio anno per il 2024 a tre. Secondo un sondaggio Reuters tra gli economisti, la Fed dovrebbe tagliare i tassi a giugno.
Tra le materie prime, si segnala il prezzo dell'oro in rialzo dello 0,04% a 2.040 dollari l’oncia, mentre il biglietto verde scende nei confronti dell’euro, che vale 1,080 (+0,03%), in attesa, appunto, dei verbali dell’ultima riunione della Fed. Nonostante questo rimbalzo il metallo giallo rimane all'interno dello stretto trading range tra 2.000 e 2.050 dollari l'oncia dell'ultimo mese, poiché le prospettive per il metallo giallo sono state offuscate dalla prospettiva di tassi di interesse statunitensi più alti più a lungo. Salgono anche i prezzi del petrolio: Wti +0,26% a 77,24 dollari al barile e Brent +0,27% a 82,56 dollari al barile. Previsto alle 16:30 il dato sulle scorte settimanali di petrolio Api.
Sul listino milanese attenzione a Mps perché, come riporta Mf-Milano Finanza, per il Mef scadono i 90 giorni di lock up sulla partecipazione nella banca senese. La cessione di una tranche del 10% potrebbe arrivare a breve, anche prima dello stacco della cedola Lo Stato scenderebbe così sotto il 30% del capitale del Monte, onorando gli impegni con Bruxelles. L’alternativa è un’integrazione con un’altra banca.
Da monitorare anche Mediobanca dopo che Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, ha ceduto lo 0,12% tra il 9 e il 14 febbraio, e Stellantis che potrebbe produrre veicoli elettrici basati sulla tecnologia della cinese Leapmotor in Europa, Nord America o altri mercati, come ha confermato l'ad, Carlos Tavares, dopo le indiscrezioni su una possibile produzione a Mirafiori riprese da milanofinanza.it. Il gruppo automobilistico ha anche annunciato che continuerà a produrre la 500 elettrica a Torino, incluse le sue prossime versioni, e ha detto anche di puntare a un aumento di vendite delle Maserati prodotte a Mirafiori.
E se A2A ha chiuso il 2023 con un ebitda vicino a 2 miliardi (+32%) e investimenti in aumento a 1,38 miliardi, Enel ha lanciato un bond ibrido perpetuo di size benchmark da 900 milioni di euro con una domanda di oltre 3,6 miliardi e una cedola del 3,5%. Anche Banca Ifis ha collocato con successo un'emissione obbligazionaria senior preferred unsecured da 400 milioni di euro, durata quinquennale con un rendimento a scadenza del 5,65% e cedola annua del 5,5%.
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