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Chiusura delle borse europee - 19 febbraio 2024

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude la seduta in calo dello 0,2%. Vola Tim (+5,5%). Iveco e Stm le peggiori

19 febbraio 2024, 07:50 Ultimo aggiornamento: 18:06

Eccetto Londra e Madrid, le altre piazze europee restano in rosso in assenza di Wall Street, chiusa per festività. Lo spread sale a 149 punti. Gli investitori si preparano a una settimana ricca di dati macro, dai pmi dell’Eurozona ai dati finali sull’inflazione. Attesa anche per i verbali di Fed e Bce | IL VIDEO | Ftse Mib future: spunti operativi per lunedì 19 febbraio | Sta per scoppiare una bolla sui mercati azionari europei? Come investire secondo BofA

  • Ore 15:45 Il Ftse Mib resta in calo con Stm e Pirelli. Tim ancora in testa. Oro vicino a 2.030 dollari l’oncia
  • Ore 14:40 Il Ftse Mib resta in calo con Stm ed Erg. Oro a un passo da 2.030 dollari l’oncia
  • Ore 13:10 L’indice Dax il peggiore in Ue dopo l’allarme della Bundesbak: è probabile che la Germania sia in recessione
  • Ore 11:00 Ftse Mib appesantito da Unipol, Campari e Pirelli. Spread a 147
  • Ore 09:05 Ftse Mib in calo senza la bussola di Wall Street. Leonardo e Tim salgono contro corrente
  • Ore 08:15 Europa attesa in calo. Wall Street chiusa per il Washington Birthday

Piazza Affari chiude la prima seduta della settimana a 31.676 punti, in calo dello 0,18%. Ma senza il faro di Wall Street, ferma per il Presidents’ Day, quasi tutte le principali borse europee hanno affrontato una giornata di scambi debole. Il Dax ha terminato la seduta in rosso dello 0,15%, mentre il Cac 40 ha chiuso piatto e il Ftse 100 è salito dello 0,24%. Maglia rosa all’Ibex 35, riuscito a mettere a segno un +0,56%. 

Al Ftse Mib non è bastato Tim, che dopo la promozione a buy di Bofa ha chiuso in rialzo del 5,9%. Dopo la società guidata dal ceo Pietro Labriola si è piazzata Leonardo (+2,24%), che ha avviato il primo progetto di space cloud con una costellazione di satelliti in orbita capace di immagazzinare fino a 100 terabyte di dati. Seguono Terna (+1,39%), A2a (+1,21%) e Saipem (+1,13%), a cui Barclays ha assegnato il giudizio overweight con prezzo obiettivo di 2,5 euro vedendo un 2024 in crescita.

Le peggiori di giornata sono invece Iveco (-2,24%), Stm (-1,96%), Pirelli (-1,85%) e Campari (-1,52%). La società della Bicocca paga il giudizio negativo di Hsbc, che ha ridotto il rating sul titolo a hold perché si aspetta una crescita più contenuta delle attese del mercato europeo degli pneumatici. In ribasso anche Mps (-1,11%), alla vigilia della scadenza del lock up di 90 giorni del governo, e soprattutto Newlat (-9,78%) dopo l’interruzione delle trattative per Princes Limited.

Lo spread è salito invece a 149 punti con il rendimento del Btp decennale salito al 3,9% (+0,26%) e quello del Bund di pari durata rimasto fermo al 2,4%. Gli investitori si preparano ora a una settimana ricca di dati macro, dai pmi dell’Eurozona ai dati finali sull’inflazione. Sui mercati c’è grande attesa anche per i verbali di Fed e Bce, oltre che per la trimestrale del colosso dei semiconduttori Nvidia.

 Il Ftse Mib resta in calo con Stm e Pirelli. Tim ancora in testa. Oro vicino a 2.030 dollari l’oncia

Con Wall Street chiusa per il Presidents’ Day, Piazza Affari continua la seduta in rosso. Alle 15:45 il Ftse Mib cede lo 0,2%. Anche il Dax (-0,3%) e il Cac 40 (-0,1%) proseguono gli scambi in rosso, mentre l’Ibex 35 (+0,4%) e il Ftse 100 restano sopra la parità. Sulla borsa italiana prosegue il rally di Tim, che guadagna il 5% dopo che Bank of America ha alzato il rating a buy. Dopo la tlc si piazzano Leonardo (+1,5%), Saipem (+1%) e A2A (+0,85). I titoli più in difficoltà sono invece Pirelli (-1,8%), Stm (-1,75%), Nexi (-1,5%) e Iveco (-1,4%).

Lo spread resta sotto i 150 punti, a quota 149, con il rendimento del Btp a 10 anni che sale al 3,89% (+0,26%) e quello del Bund tedesco che arriva al 2,4% (+0,35%). Il cambio euro-dollaro resta poco mosso e scende a quota 1,0764 (-0,09%). Stabile anche il petrolio: il prezzo del Brent e del Wti diminuisce dello 0,2%. Gli investitori si preparano a una settimana ricca di dati macro, dai pmi dell’Eurozona ai dati finali sull’inflazione. Sui mercati c’è grande attesa anche per i verbali di Fed e Bce, oltre che per la trimestrale del colosso dei semiconduttori Nvidia.

Ore 14:40. Il Ftse Mib resta in calo con Stm ed Erg. Oro a un passo da 2.030 dollari l’oncia

Eccetto Londra (+0,17%), le altre piazze europee restano in rosso, anche Milano (-0,14% a 31.688 punti alle 14:40 con Stm, Erg, Campari, Prysmian, Nexi e Pirelli sotto pressione controbilanciati solo in parte da Leonardo e Tim) in assenza di Wall Street, chiusa per festività. I prezzi del petrolio continuano a scendere, anche se meno rispetto all’apertura, a causa delle crescenti preoccupazioni legate alla domanda e alle prese di profitto dopo i rialzi della scorsa settimana, mentre il conflitto in Medio Oriente non sembra attenuarsi. Il prezzo del Brent flette dello 0,17% a 83,33 dollari il barile. Sale, viceversa, il prezzo dell'oro (+0,25% a 2.029 dollari l’oncia), estendendo il rimbalzo dai minimi dell’ultimo mese dopo aver recentemente superato il supporto chiave di 2.000 dollari l’oncia, anche se le preoccupazioni per i tassi statunitensi più alti più a lungo mantengono i prezzi all'interno dello stretto trading range di 2.000-2.050 dollari l'oncia. Anche la forza del dollaro pesa sul metallo giallo. Ora l'attenzione è rivolta ai verbali della riunione della Fed di fine gennaio per ulteriori indicazioni sul primo taglio dei tassi di interesse.

Ore 13:10 L’indice Dax il peggiore in Ue dopo l’allarme della Bundesbak: è probabile che la Germania sia in recessione

In assenza di Wall Street, non scemano le vendite sulle borse europee, tranne che su Londra (+0,20%). Parigi perde lo 0,24%, Milano lo 0,14% a 31.688 punti, con Unipol, Nexi, Amplifon, Campari, DiaSorin, Prysmian, Pirelli, Stm ed Erg che perdono oltre un punto percentuale e Francoforte lo 0,34% a punti alle 13:10 dopo l’allarme della Bundesbak. È infatti probabile che la Germania sia in recessione perché la domanda esterna è debole, i consumatori restano cauti e gli investimenti interni sono frenati dagli alti costi di indebitamento, ha detto la banca centrale tedesca nel suo report mensile sulla prima economia europea.

Allarme della Bundesbak: è probabile che la Germania sia in recessione

«L'economia tedesca non è ancora in ripresa», ha osservato la Bundesbank. «La produzione potrebbe diminuire ancora leggermente nel primo trimestre del 2024. Con il secondo calo consecutivo, l'economia tedesca si troverebbe in recessione tecnica». Per ora la debolezza persisterà, ha aggiunto la Bundesbank, spiegando che la domanda industriale estera è in calo, il portafoglio ordini si sta riducendo, le imprese stanno limitando gli investimenti, in parte perché i costi di indebitamento sono aumentati notevolmente da quando la Bce ha portato i tassi di interesse a un livello record per combattere l'inflazione. «Anche l'elevata crescita dei salari nominali sta avendo un impatto sulle imprese e gli scioperi in settori chiave, come quello dei trasporti, potrebbero pesare sulla crescita nel trimestre», ha concluso. Il rendimento del Bund 10 anni sale al 2,4075% e quello del Btp 10 anni al 3,892% con il differenziale di rendimento Italia/Germania a 148,75 punti base. L’euro mantiene il guadagno nei confronti del dollaro (+0,08% a 1,077) in assenza di dati macro.

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Ore 11:00 Ftse Mib appesantito da Unipol, Campari e Pirelli. Spread a 147

Continuano a essere deboli gli indici europei (Dax -0,27%, Cac40 -0,38%, Ftse100 +0,03% e Ftse Mib -0,28% a 31.644 punti alle 11:00 con Unipol, Nexi, Pirelli, Prysmian e Campari sotto pressione), riducendo alcuni dei guadagni registrati dopo i nuovi massimi storici, mentre gli investitori attendono nuovi catalizzatori rialzisti.« I settori dello Stoxx-50 hanno registrato performance disomogenee. I titoli del settore sanitario e dei servizi di pubblica utilità sono quelli che si sono mossi di più, mentre i ciclici di consumo, i materiali di base e i titoli tecnologici hanno registrato le performance peggiori», osserva Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades. «L'azione complessiva sui prezzi dell'indice paneuropeo non è stata molto significativa, soprattutto a causa delle prese di profitto di alcuni investitori dopo il recente record di oltre 4.780 punti di venerdì. Anche se i trader hanno in vista nuovi obiettivi, probabilmente avranno bisogno di ulteriori catalizzatori rialzisti prima di spingere il mercato al rialzo».

Lo spread Btp/Bund scende rispetto all’apertura a 147,4 punti base

Sebbene questa settimana ci si aspettino ulteriori sviluppi macro dai dati dell'Eurozona e degli Stati Uniti, insieme a un'altra serie di rapporti sugli utili cruciali, «non prevediamo alcun passo avanti significativo oggi, 19 febbraio, poiché l'agenda macro non contiene dati chiave per l'Ue, mentre i mercati statunitensi rimarranno chiusi per il President Day. «Lo Stoxx-50 è scambiato proprio al di sopra della sua prima area di supporto tra 4.745 punti e 4.750 punti, rappresentata dagli ultimi top e dalle medie mobili crescenti, mentre la prima resistenza del mercato è ancora visibile intorno a 4.775 punti», conclude Veyret. Lo spread Btp/Bund scende rispetto all’apertura a 147,4 punti base e il rendimento del Btp 10 anni al 3,86%.

Ore 09:05 Ftse Mib in calo senza la bussola di Wall Street. Leonardo e Tim salgono contro corrente

Borse europee in calo in avvio di seduta senza la bussola di Wall Street chiusa per festività. Il Dax cede lo 0,30%, il Cac40 lo 0,30%, il Fste100 lo 0,06% e il Ftse Mib lo 0,27% a 31.645 punti. «Quella che ci siamo lasciati alle spalle è stata la settimana del bitcoin. La criptovaluta ha guadagnato il 10%, portandosi sopra la soglia dei 52 mila dollari, livello che non toccava dal dicembre del 2021», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim. «Il massimo di tutti i tempi, posti a 69 mila, non è lontano». Ora quota a 52.388 dollari (+1,32%).

Torna a farsi sentire la volatilità

È tornata a farsi sentire anche la volatilità, balzata del 7%, «ma ancora molto lontana dalla soglia di allarme di 20 punti. Il riflesso del riaccendersi delle preoccupazioni sull’inflazione in particolare negli Usa, dopo che sia i prezzi al consumo, che alla produzione nel mese di gennaio, hanno fatto peggio delle attese», spiega Barini. Le borse si sono mosse poco, con rialzi, in Europa, di poco superiori all’1% mentre a Wall Street il Nasdaq ha chiuso in rosso.

Spread Btp/Bund poco mosso a 148 punti base

In forte calo, invece, lo spread Btp-Bund, sceso sotto i 150 punti sui minimi da due anni, dopo la diffusione dei dati sul pil italiano, che nonostante la bassa crescita resta lontano dalla soglia della recessione. Oggi, 19 febbraio, è stabile a 148 punti base. «L’attenzione degli investitori inizia a essere rivolta al prossimo 11 marzo quando è prevista la fine del programma di finanziamenti alle banche Usa. Un passaggio importante per capire se l’emergenza liquidità, esplosa con il fallimento della Silicon Valle Bank, sia terminata oppure vi siano altre preoccupazioni come fa presupporre il taglio del rating della New York Community Bank», conclude Barini.

A Milano salgono Tim e Leonardo. Dimesse le banche. Male Juventus, Pirelli, downgradata da Hsbc, e Newlat Food

Sul listino milanese spiccano contro corrente il +1,26% a 0,2816 euro di Tim e il +1,23% a 19 euro di Leonardo, quest’ultimo dopo che nell’intervista rilasciata al Financial Times, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha parlato della necessità di adeguare la difesa comune europea all’esperienza dell’Eu Ricovery Plan. In aggiunta, ha detto di essere a favore di un consolidamento nel settore. Tra le banche, Unicredit, il cui cda ha approvato la lista di candidati per il rinnovo del board proponendo la conferma di Andrea Orcel come amministratore delegato e di Pier Carlo Padon alla presidenza, segna un +0,17% a 29,84 euro, invece Banco Bpm arretra dello 0,14% a 4,90 euro dopo che il patto di consultazione tra Fondazioni e Casse di previdenza azioniste ha ridotto la propria quota al 6,50%, dopo l'uscita di Fondazione Crt che lo scorso 13 febbraio ha ceduto il proprio 1,8%.

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Mentre Anima, stabile a 4,18 euro, continuerà a remunerare gli azionisti con i buyback oltre che con i dividendi ed è pronto a guardare «con molta determinazione» ad eventuali opportunità di M&A, come ha detto l'ad, Alessandro Melzi D'Eril a Milano Finanza. Nel settore oil Eni (-0,14% a 14,13 euro) è pronto ad accogliere a braccia aperte nuovi investitori se il Tesoro deciderà di cedere una quota del 4% alla fine del processo di buyback, come ha detto l'ad, Claudio Descalzi, in un'intervista.

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Resta sorvegliata speciale Tod’s (stabile sul prezzo dell’opa a 43,02 euro) il cui delisting attraverso L Catterton, il fondo partecipato da Lvmh, non porterà a una vendita al gruppo del lusso francese, parola del fondatore e ad di Tod's, Diego Della Valle. L'azienda ha comunicato che, a seguito degli acquisti effettuati il 16 febbraio, L Catterton risulta complessivamente titolare di 1.576.930 azioni di Tod's, pari al 4,7651% del capitale sociale del gruppo.

E se Hsbc ha tagliato il giudizio su Pirelli (-1,55% a 5,33 euro) da buy a hold (target price rivisto da 5,30 a 5,80 euro), Newlat Food cade del 7,69% a 7,08 euro dopo aver interrotto le negoziazioni per l'acquisizione del 100% del capitale di Princes dopo che Mitsubishi Corporation, che possiede la società britannica, ha rifiutato la nuova offerta rivista. Sotto pressione anche la Juventus, in calo dello 0,85% a 2,46 euro, che ha annunciato un aumento delle perdite nette a 95,1 milioni di euro nella prima metà dell'anno finanziario 2023-2024 rispetto una perdita di 29,5 milioni nel primo semestre 2022-23. Sabato i bianconeri hanno pareggiato 2-2 contro il Verona, perdendo l'occasione di rimontare punti all'Inter prima in classifica. Premiata con un +1,11% a 0,908 euro, infine, Aeffe, azienda internazionale attiva nel campo del fashion e del luxury, che insieme con Monnalisa, azienda di childrenswear di alta gamma, ha siglato un accordo di licenza pluriennale per la linea kids del marchio Philosophy di Lorenzo Serafini con scadenza nel 2032. Il debutto della collaborazione avverrà con la stagione primavera/estate 2025.

Ore 08:15 Europa attesa in calo. Wall Street chiusa per il Washington Birthday

Borse europee attese in calo (future sull’EuroStoxx50 -0,25%) in scia alla debolezza di venerdì scorso di Wall Street che oggi, 19 febbraio resterà chiusa per il Washington Birthday. Nessun dato macro significato in uscita fino a giovedì, dove alle 10 ci sarà la seconda lettura dell’inflazione dell’Italia anno su anno di gennaio (stima 0,8% contro 0,6% di dicembre) e alle 11:00 quella dell’Europa sempre di gennaio (stima 2,8% contro 2,9% di dicembre). Venerdì alle 8:00 è la volta del pil del quarto trimestre del 2023 della Germania (stima -0,3% contro -0,1% del terzo trimestre del 2023), che dovrebbe sancire l’entrata in recessione.

Rialzo dell’inflazione Usa un evento una tantum o l'inizio di un trend?

«I mercati e gli investitori stanno cercando di capire se il rialzo dell’inflazione Usa è stato un evento una tantum o l'inizio di un trend, caratterizzato da pressioni inflazionistiche in ripresa», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim. Oltre al dato di inflazione, precisa, al momento sono sempre di più gli indicatori potenzialmente ribassisti per le azioni, tra cui il recente aumento dei prezzi del greggio e gli elevati rendimenti dei titoli del Tesoro a breve termine. «La scorsa settimana il rendimento a 2 anni dei Fed funds ha toccato il massimo delle ultime otto settimane intorno al 4,67%, suggerendo che i trader vedono ormai poche possibilità di tagli dei tassi di interesse a breve», dice Tognoli, ricordando che l’ultimo rapporto sull'indice dei prezzi al consumo ha scosso gli investitori che nell'ultimo anno hanno visto i principali dati sull'inflazione diminuire costantemente, rafforzando la fiducia che gli aggressivi rialzi dei tassi da parte della Fed, lanciati quasi due anni fa, stessero con successo tenendo sotto controllo le pressioni sui prezzi.

Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,87%, venerdì il collocamento di Btp short e Btpei

In una seduta che si preannuncia sottile in termini di volumi per la chiusura della piazza americana per festività, l’euro sale dello 0,16% a 1,078 dollari e il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,871%. La scorsa settimana ha visto una buona performance dei periferici con il rendimento del decennale italiano che ha archiviato il maggior calo su base settimanale da circa un mese. In settimana è prevista l'emissione via sindacato di un bond Ue, dopo il collocamento di un dual tranche da 8 miliardi a gennaio con ordini per oltre 160 miliardi. Venerdì prenderà il via la tornata delle aste italiane di fine mese con il collocamento di Btp short e Btpei. Lo stesso giorno il Tesoro comunicherà i tassi minimi garantiti del nuovo Btp Valore rivolto alla clientela retail, offerto dal 26 febbraio al primo marzo. Tra le materie prime, prevalgono le vendite sul petrolio (Wti -0,83% a 77,81 dollari al barile e Brent -0,77% a 82,83 dollari al barile), sale l’oro (+0,42% a 2.032 dollari l’oncia). 

A Milano occhio a Unicredit, Banco Bpm, Anima, Eni, Pirelli, Juventus e Aeffe

Sul listino milanese attenzione a Unicredit il cui cda ha approvato la lista di candidati per il rinnovo del board proponendo la conferma di Andrea Orcel come amministratore delegato e di Pier Carlo Padon alla presidenza e a Banco Bpm dopo che il patto di consultazione tra Fondazioni e Casse di previdenza azioniste ha ridotto la propria quota al 6,50%, dopo l'uscita di Fondazione Crt che lo scorso 13 febbraio ha ceduto il proprio 1,8%.

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Mentre Anima continuerà a remunerare gli azionisti con i buyback oltre che con i dividendi ed è pronto a guardare «con molta determinazione» ad eventuali opportunità di M&A, come ha detto l'ad, Alessandro Melzi D'Eril a Milano Finanza. Nel settore oil Eni è pronto ad accogliere a braccia aperte nuovi investitori se il Tesoro deciderà di cedere una quota del 4% alla fine del processo di buyback, come ha detto l'ad, Claudio Descalzi, in un'intervista.

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Resta sorvegliata speciale Tod’s il cui delisting attraverso L Catterton, il fondo partecipato da Lvmh, non porterà a una vendita al gruppo del lusso francese, parola del fondatore e ad di Tod's, Diego Della Valle. L'azienda ha comunicato che, a seguito degli acquisti effettuati il 16 febbraio, L Catterton risulta complessivamente titolare di 1.576.930 azioni di Tod's, pari al 4,7651% del capitale sociale del gruppo.

E se Hsbc ha tagliato il giudizio su Pirelli da buy a hold (target price rivisto da 5,30 a 5,80 euro), Newlat Food ha interrotto le negoziazioni per l'acquisizione del 100% del capitale di Princes dopo che Mitsubishi Corporation, che possiede la società britannica, ha rifiutato la nuova offerta rivista, mentre la Juventus ha annunciato un aumento delle perdite nette a 95,1 milioni di euro nella prima metà dell'anno finanziario 2023-2024 rispetto una perdita di 29,5 milioni nel primo semestre 2022-23. Sabato i bianconeri hanno pareggiato 2-2 contro il Verona, perdendo l'occasione di rimontare punti all'Inter prima in classifica. Infine, Aeffe, azienda internazionale attiva nel campo del fashion e del luxury, insieme con Monnalisa, azienda di childrenswear di alta gamma, ha siglato un accordo di licenza pluriennale per la linea kids del marchio Philosophy di Lorenzo Serafini con scadenza nel 2032. Il debutto della collaborazione avverrà con la stagione primavera/estate 2025. (riproduzione riservata)



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