Rallentano le borse europee in scia alla debolezza di Wall Street, dopo un altro rapporto negativo sull'inflazione che ha fatto impennare i rendimenti dei titoli del Tesoro, con il Treasury decennale in rialzo al 4,3%. Cosi arretrano in chiusura di seduta tutti i principali indici europei con il Ftse Mib che termina la giornata segnando +0,12%, il Cac 40 di Parigi +0,3% e il Dax 40 di Francoforte +0,4%. Unica eccezione Londra che guadagna l’1,3%, sulla spinta del rimbalzo delle vendite al dettaglio a gennaio, dopo il calo record di dicembre 2023.
Le borse europee proseguono in cauto rialzo (+0,26%) dopo l’avvio di Wall Street che apre debole in scia ai dati macroeconomi (il Dow Jones scende dello 0,39%, l’S&P 500 dello 0,19% e il Nasdaq Composite dello 0,05%). Le letture superiori al previsto sui dati della fiducia dei consumatori alimentano i timori degli investitori su un rinvio dei taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel prossimo futuro. Marzo è ormai escluso e in base al Cme FedWatch Tool, il mercato assegna una probabilità del 28,7% a un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della Fed nella riunione di maggio, in netto calo rispetto al 52,2% di una settimana fa e al 35,2% di ieri. Restando in campo macroeconomico, l’indice di fiducia dei consumatori statunitensi elaborato dall’Università del Michigan, secondo la lettura preliminare di febbraio, si è attestato a 79,6 punti, al di sotto del consenso a 80 punti degli economisti ma al di sopra del dato di gennaio (79). Le aspettative di inflazione a 12 mesi sono al 3% e quelle a lungo termine al 2,9%.
I futures di Wall Street accelerano al ribasso dopo i dati macro americani (-0,35% quello sul Dow Jones e -0,18% quello sull’S&P500). Nonostante ciò, i mercati del Vecchio Continente restano in rialzo: il Dax sale dello 0,57%, il Cac40 dello 0,49%, il Ftse100 dell’1,32% e il Ftse Mib dello 0,30% a 31.788 punti, sotto i massimi di giornata a quota 31.945 punti, alle 14:40, anche se il duo Unipol-UnipolSai continua a correre. Dietro, con guadagni oltre un punto percentuale, Stm, Ferrari, Prysmian, Stm, Brunello Cucinelli, Moncler, Bper Banca, FinecoBank, Generali. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni balza al 4,31% e l’euro aumenta le perdite: -0,29% a 1,073 dollari. I prezzi alla produzione a gennaio negli Stati Uniti hanno segnato un +0,3% mese su mese da -0,2%. Erano attesi a +0,1% mese su mese. Mentre i nuovi cantieri sono risultati pari a 1,33 milioni, in calo da 1,562 milioni e sotto le attese (1,46 milioni). Infine, le licenze edilizie a gennaio sono scese a 1,47 milioni da 1,493 milioni (1,512 milioni la stima del consenso). Alle 16 verrà pubblicato l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan preliminare a febbraio (atteso a 80). Anche oggi, 16 febbraio, per bocca del presidente della Fed di Atlanta, Raphael W. Bostic, è arrivato un invito alla cautela quanto al prossimo allentamento, messaggio che gli investitori sembrano ormai aver recepito escludendo l'ipotesi di un taglio dei tassi di interesse al Fomc di marzo e collocandolo non prima dell'estate.
Al giro di boa i mercati azionari europei restano positivi in attesa dell’avvio di Wall Street, atteso contrastato (-0,10% il future sul Dow Jones e +0,16% quello sull’S&p500). Francoforte ora sale dello 0,71%, Parigi dello 0,52%, Londra dell’1,1% e Milano dello 0,37% a 31.811 punti alle 13:15, sempre sostenuta dal rally di Unipol e UnipolSai, ma anche dal buon andamento dei titoli del lusso, ma anche di Tim e Stm. Sul mercato obbligazionario, mentre il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,86% (lo spread con il Bund scende ulteriormente a 148,11 punti base), quello del Treasury Usa 10 anni sale al 4,26%. Il forte rapporto sull’inflazione statunitense ha visto i rendimenti salire e l'entusiasmo per il taglio dei tassi è stato, temporaneamente, messo in secondo piano. «Probabilmente, il rally dei tassi a cui stiamo assistendo dalla fine di ottobre è stato guidato dalla narrativa secondo cui l'inflazione sta tornando verso il target e questo aprirà la strada a un allentamento della politica monetaria, poiché i dati sull’attività relativi alla crescita economica continuano a essere molto positivi», sottolinea Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay Am.
Negli ultimi mesi, prosegue Dowding, «si è visto come i tori dei tassi abbiano voluto ipotizzare dei trend a breve termine dai dati sull'inflazione per sostenere la loro tesi. In questo contesto, tuttavia, vale la pena sottolineare che, guardando all’inflazione Cpi core, il risultato annualizzato sugli ultimi periodi di 3, 6 e 12 mesi si attesta rispettivamente al 4%, 3,6% e 3,9%. È vero che il quadro dei dati Pce core, la misura preferita dalla Fed, appare leggermente migliore e che le statistiche dell’inflazione Cpi sono state favorite dai forti aumenti degli affitti imputati, che dovrebbero moderarsi in futuro. Ciononostante, abbiamo mantenuto la nostra opinione secondo cui è improbabile che il Fomc inizi a ridurre i tassi di interesse fino a quando i dati sull'inflazione non saranno molto più vicini all'obiettivo e, da questo punto di vista, ciò sembra convalidare la nostra opinione di sempre, secondo cui i tagli dei tassi sono probabili solo nella seconda metà del 2024».
Prosegue in territorio positivo la seduta delle borse europee. Francoforte guadagna lo 0,65%, Parigi lo 0,64%, Londra lo 0,72% e Milano lo 0,56% a 31.872 punti alle 10:30 grazie alla corsa di Unipol (+20,54%) in compagnia con UnipolSai (+11,27%), oggetto di opa a 2,7 euro per azione. Bene anche Unicredit, FinecoBank, Brunello Cucinelli, Stm e Stellantis. Lo spread torna sotto quota 150 a 149,02 punti base dopo le dichiarazioni del falco Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della Bce. Non si è smentita, infatti ha detto che la lenta crescita della produttività in Europa potrebbe rallentare la discesa dell'inflazione verso l'obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea.
«La crescita della produttività costantemente bassa, e di recente addirittura negativa, esaspera gli effetti che l'attuale forte crescita dei salari nominali ha sul costo unitario del lavoro per le imprese», afferma Isabel Schnabel. «Questo aumenta il rischio che le imprese trasferiscano i costi salariali più elevati ai consumatori, il che potrebbe ritardare il ritorno dell'inflazione al nostro obiettivo del 2%». Invece, il governatore della Banca di Francia e membro della Bce, Francois Villeroy de Galhau, in un'intervista al quotidiano belga L'Echo, ha ribadito che vede diverse ragioni convincenti per cui la Bce non dovrebbe aspettare troppo a lungo per un primo taglio dei tassi di interesse quest'anno. «Non si tratta di affrettare i tempi, ma di agire in modo graduale e pragmatico, piuttosto che decidere troppo tardi e dover poi essere costretti ad adattarsi troppo», spiega Villeroy.
Sui cambi «ancora una giornata in cui i prezzi sono rimasti ancorati ad oscillazioni laterali, in una compressione di volatilità che si restringe e che sarà il preludio a interessanti breakout nel giro di qualche tempo», dice Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. «Occorre solo aspettare il trigger, ovvero l’innesco, come già ribadito, di qualche news o dichiarazione che sposterà nuovamente gli equilibri». L’euro vale 1,076 dollari (-0,02%).
I mercati continuano a credere nel rialzo. Il Dax sale dello 0,48% in avvio di seduta, in compagnia del Cac40 (+0,59%), del Ftse100 (+0,80%) e del Ftse Mib (+0,46% a 31.841 punti). «Piazza Affari, con l’Ftse Mib in aumento dell’1,2% il 15 febbraio, mette nel mirino la soglia di 32mila punti. I massimi storici posti a oltre i 50mila punti, sono ancora molto lontani, ma il trend laterale che ha dominato per 20 anni Borsa italiana sembra definitivamente superato», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim, spiegando che la positività della seduta precedente è stata alimentata dalle parole della presidente della Bce, Christine Lagarde, e dai dati macro statunitensi.
«La prima ha confermato che da un lato la battaglia contro l’inflazione è stata vinta ma dall’altro la Bce deve evitare di tagliare i tassi di interesse troppo presto, perché ciò potrebbe prolungare l’alta inflazione e persino costringere l’istituto a inasprire nuovamente la politica monetaria. In Usa, invece, ha sorpreso il dato sulle vendite al dettaglio a gennaio scese dello 0,8% su base annua rispetto a una previsione di -0,2% dal +0,4% della rilevazione precedente. Oggi, 16 febbraio, riflettori puntati sull’indice dei prezzi alla produzione, a gennaio in Usa: atteso un aumento dello 0,1% dal -0,1% precedente. I venti di crisi in Usa hanno contribuito a raffreddare il mercato monetario, il T-Bond ha perso terreno dai massimi dell’anno, mentre il Btp a 10 anni rende il 3,8% e lo spread è sceso sotto i 150 punti sui minimi da 2 anni». Ora scambia a 150,16 punti base.
Stabile il cambio euro/sterlina a 0,8548 dopo che le vendite al dettaglio in Gran Bretagna sono aumentate del 3,4% su base mensile a gennaio, recuperando il calo del 3,3% rivisto da dicembre. Il dato ha battuto il consenso degli economisti che si aspettavano una crescita dell'1,5% mese su mese. La lettura rappresenta l'incremento mensile più consistente dall'aprile del 2021. Su base annua, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,7% rispetto al calo del 2,4% precedente e alla stima del consenso a -1,4%.
Sul listino milanese volano Unipol (sospesa con un teorico +14,66%) e UnipolSai (+11,52% a 2,672 euro) non tanto per i conti del 2023 (Unipol: risultato netto a 1,331 miliardi di euro, cedola in aumento a 0,38 euro), ma perché Unipol incorporerà UnipolSai con un’opa a 2,7 euro per azione. Dopo la fusione, il gruppo si chiamerà Unipol Assicurazioni.
Invece, Eni flette dello 0,59% a 14,51 euro dopo aver pubblicato i conti del 2023, registrando un utile netto di 4,7 miliardi di euro (-66% anno su anno). Il cda ha già deliberato la distribuzione della terza delle 4 tranche del dividendo 2023. Saranno corrisposti 0,24 euro per azione alla data di stacco cedola del 18 marzo 2024, con messa in pagamento il 20 marzo. Il dividendo complessivo ammonta a 0,94 euro. Al test dei conti anche la Juventus (+0,10% a 2,5025 euro).
Rialzo frazionale per Tim (+0,40% a 0,2771 euro) dopo che l’ad, Pietro Labriola, ha detto di non aspettarsi specifici ostacoli di natura antitrust alla vendita degli asset di rete fissa al fondo statunitense Kkr. I principali competitor in Italia di Tim hanno scritto al governo per evidenziare potenziali criticità per la concorrenza e per lo sviluppo del settore dalla prospettata separazione della rete fissa dell'ex monopolista pubblico.
E se la controllata norvegese di Fincantieri (+0,52% a 0,487 euro), Vard, ha firmato un contratto per la costruzione di una nave per operazioni di servizio (Sov) ibrida per Cyan Renewables (la consegna è prevista per il secondo trimestre del 2026, Prysmian (+0,33% a 43,07 euro) ha cambiato il management in Brasile e in America Latina mentre prepara gli impianti locali per aumentare la fornitura per il settore elettrico e per i futuri parchi eolici offshore della regione.
Borse europee attese positive in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 sale dello 0,50%. Cauti, invece, i futures di Wall Street (-0,15% quello sul Dow Jones e -0,01% quello sull’S&P500) in attesa degli interventi di alcuni mebri della Fed: Bostic, Barr e Daly, mentre nella prima mattinata è atteso il discorso di Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea. Il dollaro recupera terreno sull’euro (vale 1,076, -0,10%), dopo una serie contrastante di dati che mostra quanto l'economia americana resti solida, ma questo non dovrebbe impedire alla Federal Reserve di iniziare a tagliare i tassi entro giugno. Le vendite al dettaglio Usa mese su mese di gennaio sono risultate più basse delle attese (-0,8% contro -0,2% attese o e +0,4% di dicembre). Richieste Usa di disoccupazione settimanali leggermente inferiori alle attese (212 mila contro 219 mila attese e 220 mila della scorsa settimana). PhillyFed di febbraio molto sopra le aspettative (5,2 punti contro -13,7 atteso e -43,7 di gennaio). Mentre la produzione industriale Usa di gennaio è diventata negativa (-0,1% contro +0,2% attesa e zero di dicembre).
«Le principali borse mondiali hanno continuato a crescere nonostante i membri della Fed abbiano continuato la loro narrazione per frenare l'aspettativa degli investitori di diversi tagli dei tassi nei prossimi mesi», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim. Sebbene le aspettative di un taglio a marzo siano ormai in gran parte svanite, il Cme Fed Watch Tool mostra che gli investitori stanno ancora scommettendo su quattro tagli dei tassi nel 2024, nonostante i recenti commenti del presidente della Fed, Jerome Powell, di non vedere più di tre tagli quest’anno. «Commenti confermati, se vogliamo, dalla crescita al 3,1% dal 2,9% dell’inflazione di gennaio. La sua affermazione è stata sostenuta anche da altri membri della Fed che sono apparsi in pubblico nelle ultime due settimane, con un messaggio secondo cui i dati non supportano tagli aggressivi in questo momento e quindi la Fed ha spazio per essere paziente», ricorda Tognoli. «L'ottimismo sui tagli dei tassi e la continua convinzione di un soft landing hanno portato i mercati al rialzo in 14 delle ultime 15 settimane. Ciò nonostante gli indicatori anticipatori di ciclo continuano a suggerire che l’economia potrebbe essere diretta verso una contrazione, forse recessione, e che il processo disinflazionistico ha rallentato o si è bloccato».
A proposito di dati macro, alle 8 sono in agenda le vendite al dettaglio a gennaio della Gran Bretagna (precedente: -3,2% mese su mese, -2,4% anno su anno). Alle 14:30 sono, invece, previsti i prezzi alla produzione a gennaio degli Stati Uniti (precedente: -0,1% mese su mese; consenso: +0,1% mese su mese), i nuovi cantieri residenziali a gennaio (precedente: 1,46 milioni di unità; consenso: 1,47 milioni di unità) e le licenze edilizie sempre a gennaio (precedente: 1,493 milioni di unità). Alle 16 tocca all’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan a febbraio preliminare (precedente: 79 punti).
Poco mossi i prezzi sia dell’oro a 2.014 dollari l’oncia sia del petrolio con il Brent a 82,78 dollari al barile (-0,10%). L’Agenzia internazionale per l’energia ha affermato nel suo rapporto mensile sul petrolio che le scorte petrolifere sono diminuite, a circa 60 milioni di barili a gennaio. Inoltre, ha avvertito di un calo delle scorte petrolifere globali, nonostante la continua lenta crescita della domanda globale di oro nero, che dovrebbe raggiungere nuovi livelli record nel 2024. Le riserve globali sono aumentate a dicembre di 21,6 milioni di barili, ma l’Aie ha detto che «le scarse scorte di petrolio potrebbero limitare la capacità del settore di rispondere a una domanda inaspettata o a interruzioni dell’offerta». Allo stesso tempo ha previsto che la crescita della domanda globale di oro nero sarà in media di 1,2 milioni di barili al giorno o la metà del forte aumento dello scorso anno. (2,3 milioni di barili al giorno). Cina, India e Brasile rappresenteranno più di due terzi (78%) della crescita della domanda globale di petrolio nel 2024, che dovrebbe raggiungere un nuovo livello record di 103 milioni di barili al giorno.
Sul listino milanese attenzione a Unipol e UnipolSai non tanto per i conti del 2023 (Unipol: risultato netto a 1,331 miliardi di euro, cedola in aumento a 0,38 euro), ma perché Unipol incorporerà UnipolSai con un’opa a 2,7 euro per azione. Dopo la fusione, il gruppo si chiamerà Unipol Assicurazioni.
Anche Eni ha pubblicato i conti del 2023, registrando un utile netto di 4,7 miliardi di euro (-66% anno su anno). Il cda ha già deliberato la distribuzione della terza delle 4 tranche del dividendo 2023. Saranno corrisposti 0,24 euro per azione alla data di stacco cedola del 18 marzo 2024, con messa in pagamento il 20 marzo. Il dividendo complessivo ammonta a 0,94 euro. Al test dei conti anche la Juventus.
Attenzione poi a Tim dopo che l’ad, Pietro Labriola, ha detto di non aspettarsi specifici ostacoli di natura antitrust alla vendita degli asset di rete fissa al fondo statunitense Kkr. I principali competitor in Italia di Tim hanno scritto al governo per evidenziare potenziali criticità per la concorrenza e per lo sviluppo del settore dalla prospettata separazione della rete fissa dell'ex monopolista pubblico.
E se la controllata norvegese di Fincantieri, Vard, ha firmato un contratto per la costruzione di una nave per operazioni di servizio (Sov) ibrida per Cyan Renewables (la consegna è prevista per il secondo trimestre del 2026, Prysmian ha cambiato il management in Brasile e in America Latina mentre prepara gli impianti locali per aumentare la fornitura per il settore elettrico e per i futuri parchi eolici offshore della regione.
(riproduzione riservata)