Nonostante la Banca Centrale Europea continui a ritenere prematuri i tagli dei tassi, i mercati sembrano aver accolto con favore le parole di Christine Lagarde che, insieme ad alcuni dati di di bilancio positivi delle società quotate, ha incoraggiato gli investitori. Piazza Affari registra la migliore performance di giornata chiudendo in rialzo dell’1,2%. Incrementi più contenuti per Francoforte (+0,6%), Londra (+0,4%) e Parigi (+0,86%).
I mercati prevedono ora tagli dei tassi di 113 punti base quest’anno, in calo rispetto ai 150 punti base di poche settimane fa. Nonostante questo, i toni cauti su tassi e inflazione della numero uno del board Bce, hanno contribuito a spingere giù i rendimenti dei titoli di Stato con il Btp decennale al 3,85% e il Bund pari scadenza al 2,35% con lo spread a 150 punti. Anche dall’altra parte dell’oceano scendono i rendimenti dei Treasury con il decennale al 4,26%. Cauta invece Wall Street dove il Dow Jones e l’S&P salgono dello 0,4% e dello 0,2%, mentre il Nasdaq scivola dello 0,25%.
Le borse europee proseguono in rialzo, in scia alle buone trimestrali delle case automobilistiche e alle parole rassicurati della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che sembra aver tranquillizzato gli investitori. Piazza Affari segna un +0,7%, in linea con Francoforte (+0,03%), Londra (+0,5%) e Parigi (+0,6%). Lo scenario si riflette anche sul mercato obbligazionario, dove il rendimento del Btp decennale scende al 3,81%, con lo spread tra Btp e Bund sotto quota 150 punti a 149. Sul mercato valutario l’euro recupera terreno sul dollaro a 1,0782.
Dall’altra parte dell’Atlantico, apre la seduta in rialzo anche Wall Street dove il Dow Jones sale dello 0,2%, l’S&P dello 0,2%, e il Nasdaq dello 0,1%. Sul fronte macroeconomico la produzione industriale negli Stati Uniti è scesa dello 0,1% su base mensile a gennaio, al di sotto del consenso (+0,4%). Il dato di dicembre è stato rivisto a invariato da +0,1%. Lo ha reso noto la Federal Reserve, aggiungendo che, sempre a gennaio, il tasso di utilizzo degli impianti si è attestato in calo al 78,5%, al di sotto del consenso al 78,7%.
I mercati azionari europei restano positivi al giro di boa. Francoforte guadagna lo 0,52%, Parigi lo 0,93%, Londra lo 0,13% e Milano lo 0,91% a 31.613 punti con Stellantis e Prysmian in testa, seguiti da Campari, DiaSorin, Moncler e Amplifon. Bene anche i futures di Wall Stret (+0,24% quello sul Dow Jones e +0,22% quello sull’S&P500). Il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,2% e il dollaro perde terreno nei confronti dell’euro, che vale 1,076 (+0,35%), dopo che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti si sono attestate a 212.000, in calo di 8.000 unità rispetto al dato della settimana precedente rivisto a 220.000 unità. La lettura è al di sotto del consenso degli economisti contattati a 220.000 unità, a conferma della forza del mercato del lavoro a stelle e strisce, mentre si allontana il taglio dei tassi da parte della Fed.
Esclusa la possibilità di un taglio Fed a marzo e anche una mossa a maggio, gli economisti si aspettano una prima riduzione del costo del denaro in estate, al Fomc di giugno o di luglio. Anche il rendimento del Btp 10 anni cala al 3,79%. Dopo la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha parlato il capo economista, Philip Lane, sostenendo che i passati aumenti dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea stanno ancora dispiegando il proprio effetto e la trasmissione della politica monetaria resta efficace.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari si conferma in rialzo dello 0,94% a 31.623 punti, grazie alla spinta del trio Stellantis, Leonardo e Moncler, mentre scendono contro corrente le banche e Interpump. Lo spread Btp/Bund va sotto 150 a 149 punti base, a ridosso dei minimi di gennaio di quest’anno (145,99), anche se la Commissione Europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell'Italia per quest'anno mentre ha confermato quelle per il 2025. Nelle stime d'inverno diffuse questa mattina, Bruxelles ha previsto per il 2024 una crescita dello 0,7% rispetto allo 0,9% ipotizzato lo scorso novembre, confermando l'1,2% per il 2025. Lo scorso anno, secondo la Commissione Ue, il pil italiano è salito dello 0,6% - contro lo 0,7% stimato a novembre - da confrontare con il +0,5% della zona euro (rivisto da +0,6%).
Il governo Meloni mira a una crescita economica dell'1,2% quest'anno - anche se le stime dei principali previsori si fermano sotto l'1% - e dell'1,4% il prossimo. Per il 2023 l'esecutivo puntava a un pil a +0,8%, dopo il +3,7% messo a segno nel 2022. Il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, ha rassicurato sul fatto che la revisione al ribasso delle stime di crescita non comporterà una richiesta dell’Ue di una manovra correttiva. «Non è mai, credo, modo di agire della Commissione Europea parlare di manovre correttive, tanto meno di fronte a cambiamenti dello zero virgola di questa o quella previsione», ha detto Gentiloni. «Sicuramente si può dire che le previsioni per quanto riguarda l’Italia sono largamente nella media europea, come del resto succede da dopo la pandemia. E questo», ha aggiunto, «credo che sia una valutazione che può dare fiducia anche all’economia italiana». Bruxelles ha tagliato anche le previsioni di crescita media della zona euro allo 0,8% per il 2024 e all’1,5% per il 2025, da 1,2% e 1,6%, rispettivamente, delle stime d'autunno. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,81%. Unicredit Research ha osservato che la correlazione Btp Bund è aumentata al 91% negli ultimi tre mesi, segnalando un minor impatto derivante da fattori specifici riguardanti l'Italia e i titoli italiani restano ben supportati grazie a rendimenti ancora interessanti rispetto alle altre curve dell'area euro.
Gli indici europei consolidano il rialzo. Con i futures di Wall Street positivi (+0,16% quello sul Dow Jones e +0,20% quello sull’S&P500), il Dax ora avanza dello 0,55%, il Cac40 dello 0,87%, il Ftse100 dello 0,19% e il Ftse Mib dello 0,90% a 31.611 punti alle 10:30 grazie alla spinta di Prysmian, Stellantis, Leonardo, Moncler e DiaSorin. Note stonate solo Banco Bpm e Interpump. Lo spread Btp/Bund scende a quota 150,9 (il rendimento del Btp 10 anni cala al 3,82%) dopo le dichiarazioni nell’audizione al Parlamento Ue della presidente della Bce, Christine Lagarde, la quale ha acceso un faro sui salari: possono essere un rischio per l’inflazione. Mentre ha ribadito che per il taglio dei tassi di interesse servono più dati.
A proposito di inflazione quella armonizzata spagnola, nella lettura finale di gennaio, è calata dello 0,2% a livello mensile. Su base annua, invece, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 3,5%, in linea alla lettura preliminare e al consenso. Per quanto riguarda, invece, l’Italia l’Istat ha stimato per dicembre del 2023 un aumento congiunturale delle esportazioni (+1,2%) e una riduzione delle importazioni (-1,9%). La stima del saldo commerciale a dicembre 2023 è pari a +5.614 milioni di euro (era +685 milioni a dicembre 2022) e il deficit energetico (-4.635 milioni) è risultato in forte riduzione rispetto all’anno precedente (-8.997 milioni).
Borse europee ben impostate in avvio di seduta. Il Dax sale dello 0,47%, il Cac40 dello 0,65%, il Ftse100 dello 0,46% e il Ftse Mib dello 0,61% a 31.520 punti. La negatività seguita al dato sull’inflazione Usa a gennaio peggiore delle attese è durata una sola seduta. «Wall Street nuovamente in territorio positivo, con l’S&P500 nuovamente sopra la soglia psicologica di 5 mila punti. Crolla la volatilità, che perde quasi 2/3 del rialzo di ieri, 14 febbraio, mentre continua a brillare il bitcoin che testa la soglia dei 52 mila dollari, superando 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim, ricordando che nella sola giornata di ieri, 14 febbraio, sono stati effettuati 650 milioni di dollari di acquisti di Eft sul bitcoin, record da quando questi prodotti sono stati autorizzati dalla Security Exchange Commission (Sec).
All’orizzonte c’è l’halving, ovvero il dimezzamento del ritmo di produzione di nuovi bitcon che dovrebbe avvenire nel prossimo mese di aprile. Storicamente questo evento ha sempre favorito un rialzo del valore della criptovaluta, basata su blockchain. Il tutto mentre gli operatori hanno incominciato a scontare solo 3 tagli del costo del denaro nel 2024, la metà rispetto alle previsioni di inizio gennaio, con la prima manovra nella riunione del Fomc di settembre. «A questo punto, la palla passa nelle mani della Bce che potrebbe essere la prima a tagliare il costo del denaro e per questo il dollaro si rafforza contro l’euro», spiega Barini.
In agenda un discorso della presidente, Christine Lagarde. Mentre con le previsioni d'inverno la Commissione Europea aggiornerà le aspettative su crescita e inflazione dell'intera zona euro, della Ue e dei singoli paesi. Per quanto riguarda l’Italia, nelle stime di metà novembre l'aspettativa sulla crescita 2024 era pari a 0,9% da 0,7% nel 2023 e quella sul 2025 a 1,2%. Le prospettive di inflazione, invece, erano di 2,7% quest'anno e di 2,3% il prossimo. Lo spread Btp/Bund è stabile a 151 punti base e il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,79%.
A Piazza Affari spicca il +5,20% a 43,13 euro di Prysmian che ha perfezionato contratti per tre commesse dal valore aggregato di circa 5 miliardi con Amprion, uno dei principali gestori di sistemi di trasmissione europei, per due sistemi di connessione della rete offshore, BalWin1 e BalWin2, e il progetto in cavo terrestre DC34. Non è da meno Stellantis (+2% a 23,04 euro) che ha da poco pubblicato i conti del 2023, mostrando un utile record a 18,6 miliardi (+11%) e alzando il dividendo a 1,55 euro per azione (+16%). Ma i margini sono calati al 12,8% a causa del Nord America.
Flette, invece, dello 0,58% a 0,2734 euro Tim dopo i conti del 2023: l’ebitda after lease è aumentato del 6,1% a 5,3 miliardi di euro (leggermente sopra la stima del consenso) e i ricavi del 3,1% a 16,3 miliardi, in linea con le attese. Inoltre, nel quarto trimestre del 2023 il mercato domestico è tornato a crescere per la prima volta dopo 22 trimestri.
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Si riuniscono anche i cda di Eni (-0,10% a 14,48 euro), Unipol (+0,07% a 5,74 euro) e Unipol Sai (-0,08% a 2,40 euro) sui conti del 2023, ma li comunicheranno domani, 16 febbraio. Ancora in ascesa Leonardo (+1% a 18,47 euro) visto che l’ad, Roberto Cingolani, alla domanda su un possibile interesse per l'unità di difesa di Iveco, si è limitato a dire che recentemente le due società sono state in contatto ma che qualunque decisione sarà presa pensando a «soldi e tecnologia». Il gruppo, ha detto, è aperto a eventuali acquisizioni, portate avanti parallelamente a joint venture più ampie con operatori europei.
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Tra le banche, attenzione a Banco Bpm (-0,43% a 5,084 euro) perché secondo Mf-Milano Finanza, la Fondazione Crt ha deciso di vendere la sua quota nella banca pari all'1,8%. Infine, DiaSorin spunta un +2% a 88,58 euro anche se Standard Ethics ha abbassato il Corporate Standard Ethics Rating della società a E+ dal precedente EE- Under Monitoring. Il primo Corporate Standard Ethics Rating assegnatole risale al 2011. Secondo la metodologia di Standard Ethics, pur coprendo alcune delle principali tematiche Esg con una reportistica adeguata, per DiaSorin «residuano spazi di miglioramento anche in relazione alla sua crescita dimensionale ed alla sua maggiore internazionalizzazione».
Gli analisti segnalano la possibilità di rendere più facilmente fruibili le policy Esg, soprattutto su temi rilevanti come ad esempio quelli della diversità, inclusione e parità di genere; appare possibile, inoltre, raggiungere una migliore identificazione degli obbiettivi ambientali di medio e lungo periodo, così come l’innalzamento del numero dei consiglieri indipendenti. Le indicazioni di Onu, Ocse e Ue in materia di sostenibilità e governance della sostenibilità rappresentano punti di riferimento su cui prendere spunto per mettere a terra queste implementazioni.
Il future sull’Eurostoxx50 accelera al rialzo (+0,59%) dopo l’uscita dei dati macro della Gran Bretagna. Il pil britannico del quarto trimestre del 2023 è sceso dello 0,3% a livello congiunturale e dello 0,2% a livello tendenziale (attese -0,1% e +0,1%). Solo a dicembre è calato dello 0,1% su mese ed è risultato piatto su anno (attese -0,2% e +0,3%). Sempre a dicembre, la produzione industriale è salita a sorpresa dello 0,6% su mese e su anno (attese -0,1% e -0,4%). Anche la produzione manifatturiera è aumentata, rispettivamente, dello 0,8% e del 2,3% (consenso zero e +0,6%). Infine, la bilancia commerciale a dicembre è risultata in deficit per circa 14 miliardi di sterline, comunque meglio delle attese. Dopo questi dati, l’euro sale sia nei confronti della sterlina (cross euro/sterlina a 0,8549, +0,19%) sia nei confronti del dollaro (cross euro/dollaro a 1,073, +0,11%).
Borse europee attese positive in avvio di seduta (+0,49% il future sull’Eurostoxx50), mentre i futures di Wall Street sono in leggero rialzo in seguito al rimbalzo della vigilia. L’agenda macro è ricca di dati. Ha sorpreso il Giappone entrato in recessione tecnica. Nel periodo tra ottobre e dicembre il pil ha registrato una contrazione dello 0,1% dal -0,7% del trimestre precedente e ben al di sotto delle aspettative degli economisti che prevedevano un aumento dello 0,4%. Su base tendenziale il prodotto interno lordo ha visto una flessione dello 0,4%.
Con questi dati il Giappone cede il terzo gradino del podio su scala globale e si vede sorpassare dalla Germania che diventa la terza economia mondiale dietro a Stati Uniti e Cina. La recessione alimenta le scommesse secondo cui la Banca del Giappone ritarderà ulteriormente l’aumento dei tassi di interesse dai livelli attuali estremamente bassi, un trend che preannuncia un lungo periodo di condizioni monetarie accomodanti per i mercati giapponesi. Un fattore chiave del rally azionario del Giappone negli ultimi due anni. Stamani l’indice Nikkei è salito dell’1,2% a 38.157 punti, il massimo degli ultimi 34 anni, a ridosso del record storico intraday di 38.951 punti registrato l’ultima volta a gennaio del 1990.
L’euro è in leggero rialzo dello 0,08% a 1,073 dollari. Alle 08 è prevista la produzione industriale a dicembre della Gran Bretagna (precedente: +0,3% mese su mese), la bilancia commerciale sempre a dicembre (precedente: -14,2 miliardi di sterline) e la prima stima sul pil del quarto trimestre del 2023 (precedente: -0,1% trimestre su trimestre). Alle 9 verrà pubblicata l’inflazione armonizzata a gennaio finale della Spagna (preliminare: +3,5% anno su anno; consenso: +3,5% anno su anno), alle 10 la bilancia commerciale totale a dicembre dell’Italia (precedente: 3,9 miliardi di euro) e la bilancia commerciale Ue a dicembre (precedente: -2,4 miliardi di euro).
Dagli Stati Uniti, invece, alle 14:30 arriveranno le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: -9.000 richieste a 218.000), l’indice Empire Manufacturing di febbraio (precedente: -43,7 punti), le vendite al dettaglio a gennaio (precedente: +0,6% mese su mese; consenso: +0,2% mese su mese), i prezzi import a gennaio (precedente: invariati mese su mese) e l’indice Fed Filadelfia di febbraio (precedente: -10,6 punti). Alle 15:15 toccherà alla produzione industriale a gennaio (precedente: +0,1% mese su mese; consenso: +0,4% mese su mese), al tasso di utilizzo degli impianti a gennaio (precedente: 78,6%; consenso: 78,7%) per chiudere alle 16 con le scorte delle imprese a dicembre (precedente: -0,1% mese su mese; consenso: +0,3% mese su mese) e l’indice Nahb a febbraio (precedente: 44 punti).
Mentre l’inizio del taglio dei tassi si allontana, sia per la Fed sia per la Bce, gli investitori monitoreranno con attenzione alle 9 il discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, alle 13 quello del capo economista, Philip Lane, alle 19 quello di Joachim Nagel, presidente della Bundesbank e quindi membro del consiglio direttivo della Banca centrale europea. Poco dopo parlerà Christopher Waller, membro del consiglio dei governatori della Federal Reserve degli Stati Uniti. Ieri, 14 febbraio, la seconda lettura del pil dell’Eurozona del quarto trimestre del 2023 non ha riservato sorprese, confermandosi pari a zero. «In forte crescita rispetto alle attese è, invece, risultata la produzione industriale mese su mese dell’Eurozona di dicembre: +2,6% contro -0,2% atteso e +0,4% di novembre, che porta la variazione anno su anno all’1,2% (-4,1% atteso e -5,4% a novembre, ndr)», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim. «Chiaro che questi dati necessitano di conferme nel primo trimestre del 2024, prima di poter sostenere che l’economia europea sia effettivamente ripartita».
Vendite tra le materie prime. I prezzi del petrolio scendono, estendendo le perdite dopo che un accumulo maggiore del previsto delle scorte statunitensi ha indicato mercati ben forniti, mentre i segnali di recessione in Giappone hanno alimentato le preoccupazioni sul rallentamento della domanda. Mercoledì i prezzi del greggio hanno perso oltre 1 dollaro dopo che i dati hanno mostrato che le scorte petrolifere statunitensi sono cresciute di 12 milioni di barili nella settimana terminata il 9 febbraio, molto più delle previsioni di un aumento di 3,3 milioni di barili. La lettura è stata guidata dal record della produzione statunitense.
Sebbene le scorte di benzina e distillati siano diminuite, il calo è stato attribuito in gran parte alla prolungata chiusura delle raffinerie, a causa delle attività di manutenzione. La domanda di carburante negli Stati Uniti si è indebolita negli ultimi mesi a causa del clima avverso e della crescente pressione economica derivante dall’inflazione e dai tassi di interesse elevati. Il future del petrolio Brent scende dello 0,28% a 81,37 dollari al barile, mentre quello del Wti dello 0,34% a 76,38 dollari al barile. L’Agenzia internazionale per l’energia pubblicherà il suo rapporto mensile più tardi dopo che l’Opec ha lasciato invariate le sue previsioni sulla domanda globale di greggio nel suo rapporto mensile. L’Opec tornerà a riunirsi a marzo per valutare se mantenere i tagli alla produzione nel breve termine.
A Piazza Affari attenzione a Tim dopo i conti del 2023 (l’ebitda after lease è aumentato del 6,1% a 5,3 miliardi di euro (leggermente sopra la stima del consenso) e i ricavi del 3,1% a 16,3 miliardi, in linea con le attese. Inoltre, nel quarto trimestre del 2023 il mercato domestico è tornato a crescere per la prima volta dopo 22 trimestri. Ha da poco pubblicato i conti del 2023 Stellantis, mostrando un utile record a 18,6 miliardi (+11%) e alzando il dividendo a 1,55 euro per azione (+16%). Ma i margini sono calati al 12,8% a causa del Nord America.
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Si riuniscono anche i cda di Eni, Unipol e Unipol Sai sui conti del 2023, ma li comunicheranno domani, 16 febbraio. Focus anche su Leonardo visto che l’ad, Roberto Cingolani, alla domanda su un possibile interesse per l'unità di difesa di Iveco, si è limitato a dire che recentemente le due società sono state in contatto ma che qualunque decisione sarà presa pensando a «soldi e tecnologia». Il gruppo, ha detto, è aperto a eventuali acquisizioni, portate avanti parallelamente a joint venture più ampie con operatori europei.
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Tra le banche, attenzione a Banco Bpm perché secondo Mf-Milano Finanza, la Fondazione Crt ha deciso di vendere la sua quota nella banca pari all'1,8%. Infine, è da monitorare DiaSorin dopo che Standard Ethics ha abbassato il Corporate Standard Ethics Rating della società a E+ dal precedente EE- Under Monitoring. Il primo Corporate Standard Ethics Rating assegnatole risale al 2011. Secondo la metodologia di Standard Ethics, pur coprendo alcune delle principali tematiche Esg con una reportistica adeguata, per DiaSorin «residuano spazi di miglioramento anche in relazione alla sua crescita dimensionale ed alla sua maggiore internazionalizzazione».
Gli analisti segnalano la possibilità di rendere più facilmente fruibili le policy Esg, soprattutto su temi rilevanti come ad esempio quelli della diversità, inclusione e parità di genere; appare possibile, inoltre, raggiungere una migliore identificazione degli obbiettivi ambientali di medio e lungo periodo, così come l’innalzamento del numero dei consiglieri indipendenti. Le indicazioni di Onu, Ocse e Ue in materia di sostenibilità e governance della sostenibilità rappresentano punti di riferimento su cui prendere spunto per mettere a terra queste implementazioni. (riproduzione riservata)