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Chiusura delle borse europee - 14 febbraio 2024

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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude in rialzo (+0,6%) con Leonardo, Interpump e Nexi. Scende Pirelli

14 febbraio 2024, 07:14 Ultimo aggiornamento: 18:21

Lo spread cala a 151 punti. L’euro prova a risalire sul dollaro. I mercati restano in balia dei dati macro e delle trimestrali. Il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, avverte che una crescita debole o scostamenti fiscali potrebbero riaccendere le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito sovrano  | IL VIDEO | Saipem riprende i lavori in Australia dopo l’incidente di fine gennaio

  • Ore 15:30 Le borse europee proseguono in rialzo. Sotto pressione l’euro
  • Ore 14:45 Piazza Affari in rialzo in attesa di Wall Street
  • Ore 13:30 Il Ftse Mib consolida il rialzo con Nexi e Leonardo. Il Btp rende meno, il 3,8%
  • Ore 11:20 Ftse Mib più tonico. La produzione industriale dell’Eurozona sale più delle attese, euro sotto 1,07
  • Ore 09:05 Leonardo e Nexi tengono a galla il Ftse Mib. Spread stabile a 154
  • Ore 08:20 Europa attesa poco mossa. A gennaio l'inflazione britannica scende più delle attese su mese
  • Ore 07:40 Europa attesa in calo. Si ferma la corsa dei prezzi del petrolio

Piazza Affari chiude la giornata in rialzo dello 0,6%. Seguono Intempump in rialzo del 5,33% e Nexi con +4,22%. Giornata di vendite invece per Pirelli (-1,17%) in riflesso ai rialzi della vigilia. Scivola anche Bper (-1,12%). Fra le altre piazze europee, il Dax chiude in rialzo dello 0,4%, il Ftse 100 dello 0,7% e il Cac 40 dello 0,68%. Progressi contenuti anche per Wall Street: +0,1% il Dow Jones, +0,4% l’S&P e +0,56% il Nasdaq. 

I listini restano in balia delle trimestrali e dei dati macroeconomici, mentre cercano di digerire il fatto che le banche centrali inizieranno dopo del previsto a tagliare i tassi di interesse. In chiusura di seduta l’euro prova a riconquistare terreno contro il dollaro a 1,072. Sul fronte obbligazionario invece il rendimento del Btp decennale scende al 3,86% con lo spread a 151 punti. 

A Piazza Affari è proseguito il trend di acquisti su Leonardo balzata del 6,06%. Il titolo resta sotto i riflettori del mercato alla luce dell'aumento della spesa per la Difesa a livello globale. In netto progresso poi Nexi (+4,22%), dopo indiscrezioni di stampa secondo cui la società di pagamenti avrebbe rifiutato l'offerta da 800 milioni del fondo F2i per la rete nazionale interbancaria, ma le trattative starebbero proseguendo. Brillante anche Mps (+2,85%). In un’intervista il ceo Lovaglio ha ribadito molti dei concetti evidenziati con la presentazione dei conti del quarto trimestre, sottolineando gli ottimi risultati raggiunti dalla banca e analizzando le opportunità strategiche che potrebbero emergere.

Sempre tra i bancari, Unicredit è salita dell’1,28% a 29,765 euro, con gli analisti di Jefferies che hanno alzato da 39,9 a 41,6 euro il prezzo obiettivo sul titolo e confermato il rating buy. Tim ha accelerato nel pomeriggio chiudendo a +1,93% in attesa dei conti che hanno visto la società realizzare ricavi consolidati per 16,3 miliardi nel 2023. Secondo indiscrezioni di stampa, inoltre, le autorità di regolamentazione dell’Ue potrebbero allentare le regole contro le fusioni nel settore delle telecomunicazioni mobili e ampliare le norme sulle telecomunicazioni per convincere big tech e altri soggetti a contribuire al finanziamento del lancio del 5G.

Si sono messe in mostra dopo i conti De Nora (+4,01%) e Interpump (+5,33%), mentre Elica ha pagato con un -3,09% il taglio del rating da parte di Intermonte (da buy a outperform) e Mediobanca Research (da outperform a neutral). Anche Mondadori (-3,33%) ha incassato un abbassamento del rating, con Equita Sim che ha portato la raccomandazione da buy a hold.

Ore 15:30 Le borse europee proseguono in rialzo. Sotto pressione l’euro

I mercati provano a rimbalzare dopo i cali generalizzati della vigilia dovuti ai dati sull’inflazione negli Stati Uniti. Il Ftse Mib sale dello 0,6%, il Dax dello 0,3%, il Cac 40 dello 0,6% e il Ftse 100 dello 0,8%. Apre in rialzo anche Wall Street dove il Dow Jone segna un +0,7%, l’S&P un +0,5% e il Nasdaq un +0,7%. Il dollaro continua a beneficiare di un'inflazione sorprendentemente ostinata negli Stati Uniti, mentre la sterlina risente di un aumento dei prezzi meno marcato del previsto nel Regno Unito, che rafforza le previsioni di un taglio dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra. Il biglietto verde guadagna rispetto all'euro (+0,10%) a 1,069. La valuta statunitense sale anche nei confronti della sterlina, che è calata dello 0,39% a 1,25 dollari.

Ore 14:45 Piazza Affari in rialzo in attesa di Wall Street

Ancora un segno positivo davanti alle borse europee. Francoforte avanza dello 0,27%, Londra dello 0,50%, Parigi dello 0,74% e Milano dello 0,60% a 31.321 punti grazie alla corsa di Leonardo, Nexi, le banche e ora anche Tim. Lo spread Btp/Bund scambia a 153 punti base e il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,90% dopo le dichiarazioni del vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, il quale ha osservato che «i costi di finanziamento dei titoli di Stato sono rimasti stabili e contenuti durante tutto il ciclo di inasprimento e mentre l'Eurosistema riduce gradualmente la propria presenza sul mercato dei titoli sovrani». Tuttavia, ha avvertito, «sviluppi deboli della crescita o scostamenti fiscali potrebbero riaccendere le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito sovrano, soprattutto nei paesi in cui il debito è già elevato», come l’Italia.

De Guindos (Bce): non agire in modo prematuro sui tassi

Quanto al taglio dei tassi di interesse c’è ancora tempo. «Anche se stiamo andando nella giusta direzione, non dobbiamo cedere alla tentazione di agire in modo prematuro. Ci vorrà ancora un po' di tempo prima di avere le informazioni necessarie per confermare che l'inflazione sta tornando in modo sostenibile al nostro obiettivo del 2%. Ecco perché continueremo a farci guidare dai dati», ha ribadito. I prossimi mesi, ha aggiunto, «saranno particolarmente ricchi di nuove informazioni sui fattori che determinano l'inflazione di fondo, poiché riceveremo dati sugli ultimi accordi salariali e sulla rideterminazione dei prezzi da parte delle imprese. Avremo anche il vantaggio delle nuove proiezioni di marzo. In ogni caso, le nostre decisioni future garantiranno che i nostri tassi ufficiali saranno fissati a livelli sufficientemente restrittivi per tutto il tempo necessario». In campo valutario, l’euro risale sopra la soglia di 1,07, vale 1,071 dollari (+0,04%). 

Ore 13:30 Il Ftse Mib consolida il rialzo con Nexi e Leonardo. Il Btp rende meno, il 3,8%

I mercati azioni europei restano in rialzo (+0,29% il Dax, +0,57% il Cac40, +0,93% il Ftse100 e +0,57% a 31.312 punti il Ftse Mib con Nexi e Leonardo sempre protagoniste, realizzi, invece, su Pirelli in calo dell’1,1%) al giro di boa. I futures di Wall Street salgono spediti (+0,27% quello sul Dow Jones e +0,52% quello sull’S&P500) dopo la seduta in rosso della vigilia. Mark Haefele, Chief Investment Officer, Ubs Global Wealth Management, segnala che martedì, dopo che i dati dell'Ipc statunitense di gennaio hanno mostrato un aumento inaspettato dell'inflazione mensile, i titoli azionari sono scesi e i rendimenti obbligazionari sono saliti. Il balzo dell'inflazione dei servizi ha contribuito maggiormente a un Cpi più forte del previsto e ha spinto gli investitori a chiedersi se la Fed manterrà i tassi fermi più a lungo. I dati caldi sull'inflazione non modificano lo scenario di base di Ubs che prevede un atterraggio morbido con crescita più lenta, inflazione in calo e tagli dei tassi di interesse da parte della Fed di 100 punti base probabilmente a partire dal secondo trimestre di quest’anno. Dal fronte macro è emerso che nella settimana al 9 febbraio l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è sceso del 2,3% dopo un aumento del 3,7% della settimana precedente. Lo spread Btp/Bund scende sotto quota 154 a 153,3 punti base, mentre il rendimento del Btp 10 anni cala al 3,88%.

Ore 11:20 Ftse Mib più tonico. La produzione industriale dell’Eurozona sale più delle attese, euro sotto 1,07

I listini europei si rafforzano dopo l’uscita dei dati macro. Ora Francoforte guadagna lo 0,07%, Parigi lo 0,45%, Londra lo 0,82% e Milano lo 0,49% a 33.421 punti alle 11:20 con Leonardo e Nexi che svettano (+3,97% e +4,13% rispettivamente), seguite dalle banche e i titoli del risparmio gestito. Mentre l’euro va sotto 1,07 dollari a 1,0698 (-0,09%) dopo che il pil del quarto trimestre del 2023 dell’Eurozona è rimasto stabile trimestre su trimestre. Nell'Unione europea è, invece, aumentato dello 0,1%, rispetto al trimestre precedente. Su base annua, il pil destagionalizzato è aumentato dello 0,1% nell’Eurozona e dello 0,3% nell’Ue, dopo una variazione nulla in entrambe le zone nel trimestre precedente. Mentre la produzione industriale dell'Eurozona è cresciuta del 2,6% a livello mensile a dicembre, battendo la stima del consenso che si aspettava un calo dello 0,4% mese su mese. Su base annua, la produzione industriale è salita dell'1,2% a dicembre rispetto alla flessione rivista del 5,4% del mese precedente. Lo spread Btp/Bund resta inchiodato a 154,4 punti base.

Ore 09:05 Leonardo e Nexi tengono a galla il Ftse Mib. Spread stabile a 154

Le borse europee sono contrastate in avvio di seduta. Il Dax ripiega dell’1,06%, il Cac40 è pressoché fermo (+0,02%), il Ftse100 sale dello 0,57% e il Ftse Mib dello 0,05% a 31.118 punti. «Dopo cinque settimane consecutive di rialzo sui listini mondiali, torna a farsi vedere il segno meno, ma soprattutto la volatilità. L’indice S&P 500 ha perso l’1,4%, tornando sotto la soglia psicologica dei 5mila punti, mentre il Vix sullo stesso indice ha guadagnato quasi il 15% in una sola seduta», nota Fabrizio Barini di Integrae Sim. Peggio ha fatto il Nasdaq, -1,6% ma soprattutto gli indici delle small cap come il Russel 2000, -4% oppure le banche regionali statunitensi, -4,2%. Le vendite hanno colpito anche il Bitcoin, sceso nuovamente sotto la soglia di 50 mila dollari.

L’inflazione Usa gela i mercati

A innescare il ribasso il dato sull’inflazione annuale degli Stati Uniti che ha rallentato la propria corsa a +3,1% a gennaio da +3,4% di dicembre. «Ma si è trattato di un dato superiore rispetto alle attese degli economisti che si attendevano un indice dei prezzi al consumo al +2,9%», spiega Barini. Contemporaneamente, l’Ipc mensile è aumentato dello 0,3%, rispetto allo 0,2% di dicembre. Il dato core, che calcola la variazione dei prezzi escludendo cibo ed energia, su base annua è, invece, risultato stabile al +3,9% a gennaio mentre gli economisti stimavano un calo al 3,7%. «Gli operatori si aspettano ora due soli tagli dei tassi di interesse da parte della Fed nel corso del 2024, il primo addirittura a novembre», precisa Barini. «In meno di un mese lo scenario è quasi completamente cambiato. Ma si tratta di un solo dato, tra i molti che precederanno le prossime riunioni del Fomc».

A Milano bene Leonardo, Nexi, A2A e Brunello Cucinelli. Giù Saipem. Deboli Interpump e Tim nel giorno dei conti 2023

Sul listino milanese acquisti soprattutto su Leonardo (+1,07% a 17,43 euro) e Nexi (+1,08% a 7,136 euro). Il Corriere della Sera riporta che il fondo F2i avrebbe presentato un’offerta per la rete interbancaria, l’infrastruttura lunga circa 208 mila chilometri che consente a istituti di credito, Poste, Banca d’Italia e altri attori finanziari di regolare i rapporti di dare e avere generati dalle transazioni degli utenti. La notizia non è nuova, l’aveva già anticipata Mf-Milano Finanza a novembre 2023. Nel perimetro sarebbero comprese anche altre attività legate alla compensazione di pagamenti nazionali e transfrontaliere. Il fondo italiano guidato da Renato Ravanelli avrebbe inviato al gruppo dei pagamenti una proposta da circa 800 milioni di euro. Dopo una prima analisi l’offerta sarebbe stata ritenuta inadeguata, ma le trattative a quanto pare stanno proseguendo in questi giorni con l’ausilio degli advisor.

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Guadagnano oltre un punto percentuale anche A2A e Brunello CucinelliTra le banche, invece, Unicredit che ha concordato con i sindacati la distribuzione di un premio di produttività e redditività fino a 2.200 euro per tutti i 37.000 dipendenti della banca in Italia, come ha comunicato la Fabi, è stabile a quota 29,39 euro. L'accordo si riferisce al 2023 ed è più alto di circa il 40% rispetto a quello definito per l'anno precedente.

E se il fondo L Catterton, che ha lanciato l’opa su Tod’s (stabile a quota 43,1 euro, sul prezzo dell’opa a 43 euro), possiede al 13 febbraio il 4,15% del capitale del gruppo del lusso, l'Ente regolatore australiano ha dato parere favorevole a Saipem (-0,74% a 1,34 euro) alla ripresa delle operazioni con la nave posatubi Castorone dopo l'incidente del 30 gennaio nell'offshore australiano che ha causato lo stop alle attività di posa dei tubi nel gasdotto.

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Invece, a distanza di un anno e mezzo dall’ingresso in Grecia, con l’acquisto di Depa Infrastructure, Italgas (+0,20% a 5,13 euro) ha già realizzato circa 800 chilometri di nuove condotte che hanno portato il servizio in aree prima non raggiunte dal gas naturale, consentendo di metanizzare 25 nuove città. Attenzione, infine, a Interpump (-0,28% a 43,06 euro) e a Tim (+0,07% a 0,27 euro) che riuniscono i rispettivi cda sui conti preliminari del 2023.

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Ore 08:20 Europa attesa poco mossa. A gennaio l'inflazione britannica scende più delle attese su mese

Il future sull’Eurostoxx50 riduce le perdite a -0,06% alle 08:20 dopo che a gennaio l'inflazione britannica ha registrato un +4% su anno, al di sotto della stima del consenso a +4,2%, e una flessione dello 0,6% su mese, oltre le attese (-0,3%). Dopo il dato, la sterlina si conferma debole sull’euro: il cross euro/sterlina segna un +0,19% a 0,8518. L'attenzione ora è rivolta alla seconda stima sul pil dell'area euro nel quarto trimestre del 2023. L'attesa è per una conferma del dato diffuso lo scorso 30 gennaio secondo cui il pil è rimasto invariato nell'ultimo trimestre del 2023 su base trimestrale, evitando per un soffio la recessione tecnica. A sostenere l'economia del blocco, nonostante la contrazione in Germania, soprattutto la forte crescita in Spagna e in Portogallo e un modesto aumento in Italia. A proposito della Germania ieri, 13 febbraio, una fonte ha detto che Berlino ridurrà la previsione sulla crescita di quest'anno allo 0,2%. Da Eurostat anche i numeri sulla produzione industriale di dicembre, attesa in calo congiunturale dello 0,2% dopo il -0,3% del mese prima.

Ore 07:40 Europa attesa in calo. Si ferma la corsa dei prezzi del petrolio

Le borse europee sono attese in calo (-0,13% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta, mentre i futures di Wall Street sono poco mossi dopo la caduta della vigilia in seguito all’inflazione Usa di gennaio inaspettatamente più elevata delle attese (3,1% contro 2,9% attesa e 3,4% di dicembre). Un dato che ha portato a un aggiustamento delle previsioni sul primo taglio dei tassi da parte della Fed: l’ipotesi di marzo è ormai tramontata, ma anche a maggio ci sono sempre meno possibilità.

Fed, anche il taglio dei tassi a maggio è sempre più lontano

L’inflazione elevata «va nella direzione che abbiamo più volte messo in luce: la Fed non ha fretta di tagliare i tassi», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim, ricordando che l’indice S&P 500 ha superato il traguardo dei 5.000, un nuovo record per l’indice, ampiamente considerato come l’indicatore principale per i titoli azionari statunitensi a grande capitalizzazione. «Sebbene 5.000 sia un numero arbitrario e semplicemente una soglia psicologica che attira l'attenzione, di fatto è il simbolo della forza e della resilienza del mercato a fronte di un aggiustamento storicamente forte dei tassi di interesse». Tra l’altro nell’arco della giornata sono previsti gli interventi di due esponenti della Fed: alle 15: 30 di Goolsbee e alle 22 di Barr. Prima alle 9 è atteso il discorso di Vujcic della Bce, poco dopo alle 09:30 quello di de Guindos, alle 15 di Cipollone e alle 18 di Nagel. In attesa, l’euro recupera lo 0,08% e si porta a quota 1,071 dollari.

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La seconda stima sul pil del quarto trimestre del 2023 dell’Eurozona nell’agenda macro

Focus di nuovo sui dati macro. Alle 8 l’inflazione a gennaio della Gran Bretagna (precedente: +0,4% mese su mese, +4% anno su anno); alle 11 la produzione industriale a dicembre (precedente: -0,3% mese su mese; consenso: -0,4% mese su mese) e il pil del quarto trimestre del 2023 seconda stima (preliminare: invariato trimestre su trimestre, +0,1% anno su anno; consenso: invariato trimestre su trimestre, +0,1% anno su anno) dell’Eurozona. Mentre alle 13 è in agenda l’indice settimanale richieste mutui degli Stati Uniti (precedente: -3,7%) e alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio che vede i prezzi tirare il fiato, ma restare a ridosso dei massimi degli ultimi due mesi: il prezzo del Wti scende dello 0,08% a 77,81 dollari al barile e quello del Brent dello 0,18% a 82,62 dollari al barile. Invece, l’oro è sul filo di 2.000 dollari l’oncia e perde lo 0,14%.

A Milano occhio a Unicredit, Tim, Saipem, Italgas, Interpump e Tod’s

Sul listino milanese attenzione a Unicredit che ha concordato con i sindacati la distribuzione di un premio di produttività e redditività fino a 2.200 euro per tutti i 37.000 dipendenti della banca in Italia, ha comunicato la Fabi. L'accordo si riferisce al 2023 ed è più alto di circa il 40% rispetto a quello definito per l'anno precedente.

E se il fondo L Catterton, che ha lanciato l’opa su Tod’s, possiede al 13 febbraio il 4,15% del capitale del gruppo del lusso, l'Ente regolatore australiano ha dato parere favorevole a Saipem alla ripresa delle operazioni con la nave posatubi Castorone dopo l'incidente del 30 gennaio nell'offshore australiano che ha causato lo stop alle attività di posa dei tubi nel gasdotto.

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Invece, a distanza di un anno e mezzo dall’ingresso in Grecia, con l’acquisto di Depa Infrastructure, Italgas ha già realizzato circa 800 chilometri di nuove condotte che hanno portato il servizio in aree prima non raggiunte dal gas naturale, consentendo di metanizzare 25 nuove città. Attenzione, infine, a Interpump e a Tim che riuniscono i rispettivi cda sui conti preliminari del 2023.

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