Le prospettive di un’inflazione più elevata del previsto e di tagli dei tassi meno imminenti manda in rosso le borse su entrambe le sponde dell’Atlantico. Piazza Affari chiude segnando -1%, nonostante i sostenuti rialzi di Pirelli (+1,7%) e del comparto energetico (+1,3% Hera, +1,1% Saipem, +0,5% Eni). Sulla stessa scia il Dax (-0,9%), il Ftse 100 (-0,8%) il Cac 40 (-0,85%). Fa anche peggio Wall Street dove il Dow Jones perde l’1,05%, l’S&P l'1% e il Nasdaq l’1,17%.
Sulla prospettive di tassi più elevati resta in rialzo il dollaro sull’euro a 1,071. Negli Usa il rendimento del Treasury decennale è salito al 4,27%, mentre il Btp decennale ha raggiunto il 3,93% e il Bund pari scadenza il 2,39%, con lo spread a 155 punti.
I mercati virano al ribasso dopo i dati sull’inflazione statunitense. Nel Vecchio continente il Ftse Mib scivola dello 0,7%, seguito dal Dax (-0,9%), dal Cac 40 (-0,85%) e dal Ftse 100 (-0,6%). Apre in netto calo anche Wall Street dove il Dow Jones perde lo 0,8%, l’S&P l’1,16% e il Nasdaq l’1,8%. I rendimenti dei Treasury a 10 anni sono aumentati bruscamente dopo che i prezzi al consumo Usa sono scesi meno del previsto a gennaio, portando i mercati a ridurre sostanzialmente qualsiasi ipotesi di un taglio dei tassi a maggio. Attualmente, è giugno il meeting del Fomc in cui è lecito attendersi il primo taglio dei tassi di interesse. A beneficiarne è il dollaro che mette a segno un nuovo scatto rialzista: l’euro cala bruscamente a 1,0705 dollari, sui minimi da metà novembre, mentre prima della diffusione dei dati era arrivato a sfiorare quota 1,08.
I futures di Wall Street accelerano al ribasso (-0,74% quello sul Dow Jones e -1,03% quello sull’S&P500) così come gli indici europei (-0,46% il Dax , -0,64% il Cac40, -0,15% il Ftse100 e -0,56% a 31.281 punti il Ftse Mib alle 14:40) dopo che l’inflazione negli Stati Uniti è aumentata dello 0,3% a livello mensile ed è salita del 3,1% su base annuale a gennaio, più di quanto previsto dal consenso degli economisti (+0,2% mese su mese). Anche l’indice dei prezzi al consumo core, attentamente monitorato dalla Fed, è salito oltre le previsioni dello 0,4% a livello congiunturale e del 3,9% su base tendenziale (+0,3% mese su mese la stima del consenso). Di riflesso l’euro accentua il calo e perde lo 0,42% a 1,072.
Il taglio dei tassi di interesse da parte della Fed si allontana (sicuramente non sarà a marzo e scendono le probabilità per maggio) e il rendimento del Treasury Usa 10 anni balza al 4,28%. Ora il Cme FedWatch Tool assegna una probabilità del 34,6% di un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base nella riunione di maggio, in netto calo rispetto al 52,2% di ieri e al 55,4% di una settimana fa. La probabilità di una riduzione del costo del denaro nel meeting del prossimo mese è, invece, sempre più vicina allo zero, al 5% rispetto al 16% di ieri.
Piazza Affari lima le perdite. L’indice Ftse Mib ora cala dello 0,34% a 31.349 punti, sostenuto da Bper Banca, Mps, Eni, Saipem, Hera, Terna e Pirelli. Mentre le due società che saranno oggetto di opa: Tod’s e Saras segnano un +0% a 43 euro (prezzo dell’opa) e un -0,69% a 1,71 euro. Lo spread Btp/Bund scende sotto quota 154 punti base a 153,77 punti base dopo l’asta che ha visto rendimenti misti per i Btp a 3 e 20 anni: hanno toccato, rispettivamente, il massimo da due mesi e il livello più basso degli ultimi due anni. Il Tesoro ha assegnato l'importo massimo di 8,5 miliardi di euro. Nel dettaglio, ha collocato 3,5 miliardi del titolo febbraio 2027 con un rendimento del 3,15% dal 3,03% dell'asta di metà gennaio. Inoltre ha piazzato 1,5 miliardi del ventennale settembre 2043 con un tasso lordo del 4,38% dal 5,03% di metà ottobre quando ha toccato il massimo storico. Infine, ha assegnato 1,5 e 2 miliardi di due off-the-run a sette anni con scadenza, rispettivamente, 15 giugno 2030 e 15 novembre 2030.
I mercati azionari europei restano in ribasso (Dax -0,52%, Cac40 -0,29%, Ftse100 -0,04% e Ftse Mib -0,44% a 31.319 punti alle 11:15 nonostante la corsa di Pirelli e la buona intonazione di Eni, Saipem e delle utilities) anche se l'indice Zew che misura le aspettative degli investitori tedeschi è salito a 19,9 punti a febbraio dai 15,2 punti di gennaio. La lettura ha superato la stima del consenso di 17,5 punti. Tuttavia l'indicatore sulle condizioni attuali è sceso a -81,7 punti dai -77,3 punti, rispetto alla previsione degli economisti di -79 punti. Dopo il dato e in attesa dell’inflazione americana, l’euro si riprende e segna un +0,02% a 1,077 dollari. Mentre lo spread Btp/Bund resta fermo a quota 154,35 punti base.
«Gli analisti prevedono una riduzione dell'indice dei prezzi al consumo negli Stati uniti, anche se dovrebbe rimanere significativamente al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve», prevede Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. Il consenso tra gli economisti è che l'inflazione statunitense raggiungerà il 3,7% a gennaio «e, se queste previsioni si concretizzeranno, le probabilità di un taglio dei tassi della Fed a marzo diminuiranno notevolmente e anche a maggio apparirà sempre più remoto. Anche giugno», prosegue Evangelista, «è ora visto con scetticismo per un taglio dei tassi di 25 punti base, dato che l'inflazione persiste al di sopra dell'obiettivo e l'economia dimostra una resilienza che pochi avevano previsto. Alla luce di questi sviluppi, è possibile un ulteriore apprezzamento del dollaro rispetto alle altre principali valute».
Le borse europee sono caute in avvio di seduta con i futures di Wall Street poco mossi (+0,02% quello sul Dow Jones e -0,03% quello sull’S&P500). Il Cac40 perde lo 0,11%, il Dax lo 0,30%, il Ftse100 sale ma solo dello 0,05% e il Ftse Mib arretra dello 0,11% a 31.421 punti. Lo spread Btp/Bund è stabile a 155,4 punti base e il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,91% nel giorno in cui il Tesoro offre massimi 8,5 miliardi di euro di due Btp a tre e 20 anni e di due off-the-run entrambi a sette anni. Ieri, 12 febbraio, in chiusura, segnala Reuters, il rendimento del Btp triennale quotava al 3,20%, in deciso rialzo rispetto al 3,03% dell'asta di metà gennaio quando ha segnato il minimo da settembre 2022. Il tasso del titolo ventennale, invece, scambiava al 4,43%, in calo rispetto al 5,03% del collocamento di metà ottobre quando aveva segnato il massimo storico.
Oltre all'Italia, sono attive sul primario la Germania, con il collocamento di Bobl aprile 2029 per 4 miliardi, e la Spagna che mette a disposizione Letras a tre e nove mesi. Dopo i toni accomodanti del governatore di Banca d'Italia Panetta all'Assiom Forex nel fine settimana, il suo successore in Bce Cipollone ha rincarato la dose affermando che Francoforte non ha bisogno di creare un ulteriore rallentamento nell'economia della zona euro per tenere sotto controllo l'inflazione perché la domanda è già debole.
La sterlina si rafforza nei confronti dell’euro (cross euro/sterlina a 0,8513, -0,18%) dopo che il tasso di disoccupazione britannico si è attestato al 3,8% nei tre mesi fino a dicembre, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il consenso degli economisti si aspettava un dato al 4%. Mentre il tasso di occupazione del Regno Unito è aumentato di 0,2 punti percentuali, raggiungendo il 75% nel trimestre. In attesa dell’indice Zew e dell’inflazione americana, l’euro resta debole anche nei confronti del dollaro (-0,02% a 1,076).
Sul listino milanese le vendite si concentrano soprattutto su Banco Bpm e Stm, con cali, rispettivamente dell’1,09% e dell’1,31%. Perdono un punto percentuale anche Banca Mediolanum, Banca Generali e Mps. Claudia Buch, nuova presidente del consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, in occasione del suo discorso inaugurale, ha avvertito che le banche della zona euro dovranno affrontare un panorama di rischi permanentemente mutato che richiede di modificare il loro modus operandi. L'impennata dei tassi di interesse, l'aumento del rischio geopolitico, la rapidità dei movimenti dei depositi, il moltiplicarsi degli attacchi informatici e il rischio climatico stanno cambiando la natura fondamentale del business e le banche potrebbero non essere sufficientemente preparate, ha detto Buch.
Stabile a quota 43,02 euro Tod’s. Ieri, 12 febbraio, ha chiuso la seduta con un rialzo del 18,37% a 43,04 euro, allineandosi al prezzo dell'opa proposto dal fondo L Catterton sul 36% della società a 43 euro per azione con l'obiettivo di ottenere il delisting del gruppo del lusso, il cui controllo rimarrà in mano alla famiglia Della Valle. Il cda ha già avviato le attività di propria competenza relative all'operazione, tra cui la definizione dei criteri e delle modalità di selezione degli advisor per le valutazioni sull'offerta e sulla congruità del corrispettivo.
Saras recupera solo lo 0,03% a 1,7285 euro dopo aver perso il 3,73% a 1,728 euro, sotto quota 1,75 euro per azione che è il prezzo pattuito dalla famiglia Moratti per cedere a Vitol una partecipazione di controllo e che sarà rettificato in caso di distribuzione di un dividendo prima del completamento dell'operazione. Il governo italiano cercherà di ottenere da Vitol impegni su posti di lavoro, investimenti e continuità delle forniture.
Inoltre, spunta un +1,49% a 5,46 euro Pirelli di riflesso ai risultati della francese Michelin (+4,67% a Parigi) che ha registrato nel 2023 un utile operativo di 3,57 miliardi di euro, migliore delle attese degli analisti, ma ha dato indicazioni caute sul nuovo anno. I problemi logistici legati alla crisi del Mar Rosso hanno inciso per il 4% sui flussi di prodotti finiti del gruppo, soprattutto la gomma naturale, ha detto il cfo Yves Chapot in un'intervista a Reuters, aggiungendo che la crisi avrà un impatto «ragionevolmente marginale» sui risultati del 2024. Michelin si aspetta per quest’anno un utile operativo superiore a 3,5 miliardi, al di sotto delle aspettative degli analisti a 3,59 miliardi. Attenzione, infine, a Edison (+4,34% a 1,538 euro la rnc), che ha chiuso il 2023 con un ebitda record a 1.808 milioni di euro, in crescita del 71%, e un utile a 515 milioni grazie alla solida performance operativa, e a Trevi (+4,82% a 0,348 euro) che presenta il piano industriale 2023-2027.
Le borse europee sono attese in calo in avvio di seduta. Il Future sull’Eurostxx50 cede lo 0,21%. Poco mossi, invece, i futures di Wall Street in attesa del dato sull’inflazione americana di gennaio. Il consenso degli economisti è per un rallentamento sia su mese che su anno, rispettivamente, a +0,2% +2,9%. I dati vanno confrontati con il +0,3% congiunturale e +3,4% tendenziale di dicembre. Lieve calo previsto anche per l'inflazione core che su anno dovrebbe scendere a +3,7% da 3,9%. «Le attese sono per una headline al 2,9% che sarebbe la prima lettura sotto il 3% da marzo del 2021», sottolinea Gianni Piazzoli, Chief Investment Officer di Vontobel Wealth Management Sim. Il mercato, comunque, «ha già messo in conto le tante dichiarazioni caute arrivate dalla Fed ed è difficile che il dato, per quanto buono, possa ravvivare le speranze di un taglio dei tassi a marzo», precisa Piazzoli.
Le probabilità implicite per questo meeting della Fed sono del 16%. «Semmai ora la discussione si sta portando su quanti tagli ci saranno nel corso dell’anno: qui le aspettative sono ancora mediamente aggressive e vedono tra i quattro e i cinque tagli, quando tutte le dichiarazioni in merito arrivate fin qui dai membri della Fed ne vedono meno», precisa Piazzoli. L’ultima in ordine di tempo quella di Neel Kashkari lo scorso mercoledì, secondo cui ce ne saranno due o tre. È in ogni caso meno di quanto era prezzato a inizio anno con sei-sette tagli. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni, intanto, sale al 4,18% (quello del Btp 10 anni cala al 3,91%).
Nell’agenda macro ci sono altri dati. Alle 8 tasso disoccupazione Ilo a dicembre della Gran Bretagna (precedente: 4,2%; consenso: 4%). Alle 11 l’indice Zew che misura le aspettative degli investitori tedeschi a febbraio (precedente: 15,2 punti; consenso: 17,8 punti), alle 14:55 l’indice settimanale Redbook (precedente: +6,1% anno su anno) degli Stati Uniti. Inoltre nel corso della mattinata sono previsti due interventi di esponenti della Bce: alle 10:55 quello Claudia Buch, vicepresidente della Bundesbank, e alle 11:40 quello del membro del Consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, Anneli Tuominen. In attesa, l’euro scende dello 0,03% a 1,073 dollari. Il bitcoin resta intorno ai massimi degli ultimi due anni a 49.900 dollari (ieri, 12 febbraio, ha superato la soglia di 50.000 dollari).
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Mentre tra le materie prime, i prezzi del petrolio salgono: quello del Wti segna un +0,29% a 77,14 dollari al barile e quello del Brent un +0,22% a 82,18 dollari al barile. Il presidente americano, Joe Biden, dopo il suo incontro alla Casa Bianca con re Abdallah di Giordania, ha detto che la grande operazione militare di Israele a Rafah non può procedere senza un piano credibile per proteggere oltre un milione di civili. «Gli Stati Uniti», ha aggiunto, «stanno lavorando a una tregua tra Israele e Hamas di almeno sei settimane». Londra, intanto, ha alzato la voce con Israele: il ministro degli Esteri Cameron ha, infatti, chiesto «di fermarsi e riflettere molto seriamente prima di ogni ulteriore azione militare». Invece, l’oro si deve accontentare di un +0,10% a 2.035 dollari l’oncia.
Sul listino milanese ancora occhi puntati su Tod’s e Saras. La prima ha chiuso la seduta con un rialzo del 18,37% a 43,04 euro, allineandosi al prezzo dell'opa proposto dal fondo L Catterton sul 36% della società a 43 euro per azione con l'obiettivo di ottenere il delisting del gruppo del lusso, il cui controllo rimarrà in mano alla famiglia Della Valle. Il cda ha già avviato le attività di propria competenza relative all'operazione, tra cui la definizione dei criteri e delle modalità di selezione degli advisor per le valutazioni sull'offerta e sulla congruità del corrispettivo.
La seconda, Saras, ha perso il 3,73% a 1,728 euro sotto quota 1,75 euro per azione che è il prezzo pattuito dalla famiglia Moratti per cedere a Vitol una quota di controllo e che sarà rettificato in caso di distribuzione di un dividendo prima del completamento dell'operazione. Il governo italiano cercherà di ottenere da Vitol impegni su posti di lavoro, investimenti e continuità delle forniture.
Da monitorare anche le banche dopo che Claudia Buch, nuova presidente del consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, in occasione del suo discorso inaugurale, ha avvertito che le banche della zona euro dovranno affrontare un panorama di rischi permanentemente mutato che richiede di modificare il loro modus operandi. L'impennata dei tassi di interesse, l'aumento del rischio geopolitico, la rapidità dei movimenti dei depositi, il moltiplicarsi degli attacchi informatici e il rischio climatico stanno cambiando la natura fondamentale del business e le banche potrebbero non essere sufficientemente preparate, ha detto Buch.
Occhio poi a Pirelli di riflesso ai risultati della francese Michelin che ha registrato nel 2023 un utile operativo di 3,57 miliardi di euro, migliore delle attese degli analisti, ma ha dato indicazioni caute sul nuovo anno. I problemi logistici legati alla crisi del Mar Rosso hanno inciso per il 4% sui flussi di prodotti finiti del gruppo, soprattutto la gomma naturale, ha detto il cfo Yves Chapot in un'intervista a Reuters, aggiungendo che la crisi avrà un impatto «ragionevolmente marginale» sui risultati del 2024. Michelin si aspetta per quest’anno un utile operativo superiore a 3,5 miliardi, al di sotto delle aspettative degli analisti a 3,59 miliardi. Attenzione, infine, a Edison, che ha chiuso il 2023 con un ebitda record a 1.808 milioni di euro, in crescita del 71%, e un utile a 515 milioni grazie alla solida performance operativa, e a Trevi che presenta il piano industriale 2023-2027. (riproduzione riservata)