Accelerano sul finale i listini del Vecchio continente con Piazza Affari che segna un +1,3% in chiusura, seguita da Francoforte (+1,07%), Londra (+1,04%) e Parigi (+0,84%). A sostenere Milano sono soprattutto le banche: +4,93% Banca Mps, +3,04% Bper, +2,3% Intesa Sanpaolo, +2,3% Banca Generale e +2,3% Unicredit. Insieme a loro salgono anche Amplifon (+2,58%), Cucinelli (+2,4%) e Prysmian (+2,27%).
La giornata prosegue all’insegna dei segni più in tutta Europa, nonostante l’apertura debole delle borse Usa in seguito al dato sull’inflazione di febbraio salita oltre le attese. L’indice Dow Jones scivola dello 0,02%%, mentre l’S&P e il Nasdaq salgono dello 0,16% e dello 0,17%. Secondo gli analisti i dati meno positivi del previsto sull’indice dei prezzi al consumo potrebbero offuscare la visibilità della Federal Reserve per un taglio dei tassi di interesse già a maggio. In questo scenario il dollaro torna a salire sull’euro a 1,091. In campo obbligazionario scendono ancora i rendimenti dei Titoli di Stato con il rendimento del Btp decennale al 3,61% e il Bund pari scadenza al 2,32%. Spread a 129 punti, il minimo da dicembre del 2021.
Le borse europee procedono in frazionale rialzo con il Ftse Mib che segna un +0,5% e il Dax un +0,4%, corre invece Londra (+1,1%) mentre il Cac 40 sale dello 0,19%.. I future di Wall Street restano positivi (+0,05% quello sul Dow Jones, +0,3% quello sull’S&P) anche dopo che il dato sull’inflazione statunitense di febbraio si è attestato oltre le attese al 3,2%, in aumento rispetto al 3,1% di gennaio e alla stima del consenso. In aumento anche il dato su base mensile, cresciuto dello 0,4% rispetto allo 0,3% di inizio anno (in linea con il consenso). L’inflazione core, al netto delle componenti più volatili di cibo ed energia, è leggermente scesa al 3,8% rispetto al 3,9% di gennaio, ma sopra la stima del 3,7% attesa dal consenso. Sale l’euro sul dollaro a 1,093.
Si conferma in rialzo l’indice Ftse Mib di Piazza Affari (+0,43% a 33.459 punti alle 12:05 con le banche, Leonardo e Tim, che recupera lo 0,90%, in testa, restano indietro solo Unipol, Interpump e Italgas) e lo spread Btp/Bund a 130,80 punti base dopo l’asta di Bot. Il Tesoro ha collocato l’importo massimo di 7,5 miliardi di euro a un rendimento del Bot marzo 2025 al 3,546%, il livello più alto da metà novembre, rispetto al 3,522% del collocamento di metà febbraio. L’euro recupera quota 1,093 (+0,09%) in attesa del dato sull’inflazione americana di febbraio. Mentre i prezzi del petrolio salgono (Brent +0,49% a 82,61 dollari al barile) a causa delle tensioni in Medio Oriente dove le speranze di un cessate il fuoco a Gaza si sono affievolite, con i negoziati in stallo al Cairo, mentre il conflitto minaccia di allargarsi in seguito agli intensi scontri tra Israele e i militanti libanesi di Hezbollah.
Prosegue in rialzo la seduta delle borse europee (Dax +0,32%, Cac40 +0,07%, Ftse100 +0,97% e Ftse Mib +0,35% a 33.431 punti alle 11 con lo spread Btp/Bund a 130,3 punti base e Leonardo super star con un +5,64%, lo seguono Saipmen e Bper Banca con rialzi sopra il 2%; Unipol tra i pochi segni meno, -1,15%), in vista del rapporto sull'inflazione negli Stati Uniti. L’euro è stabile a 1,092 dollari. «La maggior parte dei benchmark europei sale questa mattina, guidata soprattutto dai titoli del settore energetico e tecnologico, in quanto l'appetito per il rischio è rimasto intatto dopo che i dati dell'Ipc tedesco hanno rispettato le aspettative», sottolinea Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades. Come previsto, l'indice paneuropeo Stoxx-50 ha subito una flessione tecnica oltre i 4.920 punti dopo il nuovo massimo storico registrato dal mercato la scorsa settimana. «Anche se la maggior parte dei trader e degli analisti non si aspetta miglioramenti significativi dell'inflazione o una svolta monetaria dovish nel medio termine, la serie di dati macro di questa settimana potrebbe, comunque, portare maggior volatilità sui mercati. Il mercato è ancora al di sopra della sua trendline rialzista, senza alcun segnale di inversione in vista. A breve termine, rimane possibile una seconda sfida verso l'ultimo top registrato giovedì scorso», conclude Veyret.
Borse europee in rialzo in avvio di seduta. Il Dax guadagna lo 0,28%, il Cac40 lo 0,25%, il Ftse100 lo 0,89% e il Ftse Mib lo 0,35% a 33.430 punti. Principale driver della seduta il dato sull'inflazione Usa di febbraio che nelle attese registrerà un incremento dello 0,4% su mese con un tendenziale stabile al 3,1%. La componente core dovrebbe segnare un +0,3% congiunturale evidenziando una decelerazione su base annua dal 3,9% al 3,7%, il livello più basso dall'inizio del 2021, segnala Reuters.
Alla base della flessione dell'inflazione americana, i prezzi delle auto usate e gli affitti, mentre tariffe aeree e assicurazioni potrebbero spingerlo nella direzione opposta. Mentre i banchieri centrali Usa sono entrati nel periodo di silenzio che precede il meeting del 19-20 marzo, i due terzi degli economisti interpellati nell'ultimo sondaggio Reuters ritengono che la Fed inizierà a tagliare i tassi a giugno, periodo indicato come plausibile anche dagli stessi policymaker oltre che dai mercati dopo il processo di repricing iniziato a gennaio.
Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 131 punti base nel giorno in cui il Tesoro colloca 7,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi. L’11 marzo, in chiusura, il rendimento del Bot marzo 2025 sul mercato grigio quotava al 3,61% circa. Il 13 marzo sarà la volta dell'emissione a medio lungo che vedrà offerti fino a 8,5 miliardi di euro delle riaperture di quattro Btp: a tre, sette, 15 anni e un titolo green con scadenza 2031.
Sul listino milanese salgono Unicredit (+0,19% a 31,09 euro) e Intesa Sanpaolo (+0,80% a 3,095 euro) visto che la Bce avrebbe deciso di non aumentare la riserva minima di capitale delle banche vigilate. Il problema non è tanto la quantità della liquidità da tenere a Francoforte, ma il livello di remunerazione. Negli ultimi tempi, alcuni membri del board della banca centrale avevano detto che è arrivato il momento di riprendersi quel che era stato concesso alle banche nei momenti dei tassi negativi. Tra l’altro, Intesa Sanpaolo ha ricevuto l'autorizzazione della Bce in merito all'acquisto di azioni proprie finalizzato all'annullamento (buyback) per un esborso complessivo massimo di 1,7 miliardi di euro, che verrà sottoposto all'approvazione della prossima assemblea ordinaria.
Spicca, poi, Leonardo con un +5,14% a 20,87 euro che ha pubblicato i nuovi target del piano industriale 2024-2028: ordini complessivi a 105 miliardi di euro, ricavi cumulati a 95 miliardi, redditività a doppia cifra, del 10% nel 2026 e dell’11,5% nel 2028, e raddoppio del flusso di cassa a 1,35 miliardi.
Mentre Generali, che ha chiuso l’esercizio 2023 con risultati record e una forte crescita del dividendo per azione, spunta un +0,72% a 22,46 euro. Nell'anno, i premi lordi sono aumentati del 5,6% a 82,5 miliardi di euro, grazie al significativo sviluppo del segmento Danni (+12% anno su anno). Il risultato operativo ha raggiunto quota 6,9 miliardi (+7,9% anno su anno) e l'utile netto normalizzato 3.575 milioni, in rialzo del 14,1%. Così il cda ha proposto un dividendo di 1,28 euro per azione (+10,3% anno su anno).
Invece, A2A (+0,83% a 1,7015 euro) ha chiuso il bilancio 2023 con un utile netto ordinario di 635 milioni di euro, in crescita del 67% rispetto al 2022. L'anno si è concluso con «i risultati migliori di sempre», ha commentato l'amministratore delegato, Renato Mazzoncini, sottolineando che «siamo pronti a proseguire con lo stesso impegno per contribuire a dotare il Paese di infrastrutture strategiche per la transizione ecologica». Attesi anche i conti di Italgas (-0,19% a 5,34 euro) e Tod’s (-0,05% a 43 euro).
Rimbalza, infine, dello 0,42% a 0,2127 euro Tim che ha chiuso la seduta dell’11 marzo in forte calo sui minimi da dicembre 2022, dopo che le informazioni aggiuntive fornite su alcuni numeri del piano industriale non sono riuscite a rassicurare gli investitori sul livello di indebitamento dell'ex-monopolista. In tre sedute è stato scambiato oltre il 30% del capitale. L’ad, Pietro Labriola, ha comprato sul mercato 500.000 azioni della società di tlc al prezzo di 0,2036 euro per un corrispettivo intorno a 100.000 euro.
Borse europee attese positive in avvio di seduta (+0,45% il future sull’EuroStoxx50). In rialzo anche i futures di Wall Street (+0,18% quello sul Dow Jones e +0,43% quello sull’S&P500) in attesa del dato chiave per la Fed: alle 13:30 l’inflazione a febbraio (precedente: +0,3%, +3,1% anno su anno; consenso: +0,4% mese su mese) e l’inflazione core (precedente: +0,4% mese su mese, +3,9% anno su anno; consenso: +0,3% mese su mese).
Già pubblicato il tasso di disoccupazione Ilo a gennaio della Gran Bretagna, pari al 3,9% (3,8% la stima del consenso) e l’inflazione a febbraio finale della Germania, salita dello 0,4% a livello mensile e del 2,5% su base annuale. I dati sono in linea alla lettura preliminare e al consenso. Alle 13:55 dagli Usa arriverà anche l’indice settimanale Redbook (precedente: +3,1% anno su anno).
In agenda pure la riunione dell'Ecofin a cui partecipa Luis de Guindos, vicepresidente della Banca Centrale Europea. L’agenda prevede la discussione sullo stato dell’attuazione dei piani per la ripresa e resilienza. È previsto anche uno scambio di opinioni sulla situazione attuale in relazione alle conseguenze economiche e finanziarie della guerra in Ucraina e un’informativa della commissione sui risultati della riunione del G20 delle Finanze che si è svolto a fine febbraio a San Paolo, in Brasile. Infine, l’Ecofin dovrebbe approvare i suoi orientamenti per per il bilancio dell’Unione Europea del 2025 con cui la Commissione Ue procederà a effettuare i preparativi. In mattinata sono previsti alle 9 il discorso di Robert Holzmann, presidente della Banca Centrale Austriaca e membro della Bce, e alle 12 quello di Catherine Mann, membro della BoE.
In attesa, l’euro sale nei confronti del dollaro dello 0,93% a 1,093. Il bitcoin si apprezza ancora dell’1,67% a 72.219 dollari. Tra le materie prime, invece, scattano i realizzi sull’oro, in calo dello 0,26% a 2.182 dollari l’oncia. Viceversa, salgono i prezzi del petrolio: Wti +0,41% a 78,25 dollari al barile e Brent +0,50% a 82,62 dollari al barile.
Sul listino milanese tengono banco i conti del 2023. Generali ha chiuso l’esercizio 2023 con risultati record e una forte crescita del dividendo per azione. Nell'anno, i premi lordi sono aumentati del 5,6% a 82,5 miliardi di euro, grazie al significativo sviluppo del segmento Danni (+12% anno su anno). Il risultato operativo ha raggiunto quota 6,9 miliardi (+7,9% anno su anno) e l'utile netto normalizzato 3.575 milioni, in rialzo del 14,1%. Così il cda ha proposto un dividendo di 1,28 euro per azione (+10,3% anno su anno).
Invece, A2A ha chiuso il bilancio 2023 con un utile netto ordinario di 635 milioni di euro, in crescita del 67% rispetto al 2022. L'anno si è concluso con «i risultati migliori di sempre», ha commentato l'amministratore delegato, Renato Mazzoncini, sottolineando che «siamo pronti a proseguire con lo stesso impegno per contribuire a dotare il Paese di infrastrutture strategiche per la transizione ecologica». Attesi anche i conti di Italgas e Tod’s, mentre Leonardo presenta il piano industriale e la guidance 2024.
Tra le banche, occhio a Intesa Sanpaolo che ha ricevuto l'autorizzazione della Bce in merito all'acquisto di azioni proprie finalizzato all'annullamento (buyback) per un esborso complessivo massimo di 1,7 miliardi di euro, che verrà sottoposto all'approvazione della prossima assemblea ordinaria.
Da monitorare ancora Tim che ha chiuso la seduta dell’11 marzo in forte calo sui minimi da dicembre 2022, dopo che le informazioni aggiuntive fornite su alcuni numeri del piano industriale non sono riuscite a rassicurare gli investitori sul livello di indebitamento dell'ex-monopolista. In tre sedute è stato scambiato oltre il 30% del capitale. L’ad, Pietro Labriola, ha comprato sul mercato 500.000 azioni della società di tlc al prezzo di 0,2036 euro per un corrispettivo intorno a 100.000 euro.
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