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Chiusura delle borse europee - 9 febbraio 2024

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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude in rialzo (+0,3%). Sul podio Iveco, Leonardo e Ferrari. Vendite su Erg

09 febbraio 2024, 07:08 Ultimo aggiornamento: 18:03

La Bce continua a temporeggiare e i tassi impliciti incorporano una chance inferiore al 50% di un taglio dei tassi di interesse ad aprile. La crescita salariale della zona euro raggiungerà probabilmente il suo picco all'inizio di quest'anno. Wall Street prosegue fiacca | IL VIDEO | Saras, offerta di Vitol ai Moratti con un premio del 35%. Un ramo orientato alla vendita

  • Ore 15:30 Wall Street apre fiacca. Milano la migliore dell’Ue
  • Ore 13:40 Il Ftse Mib resta in rialzo con Iveco super star. Lo spread sale a 158
  • Ore 11:20 Il Ftse Mib consolida il rialzo. Rendimento al top da dicembre 2023 nell’asta Bot
  • Ore 09:05 Ftse Mib in frazionale rialzo con Iveco e Leonardo, vola Saras. Spread a 157
  • Ore 07.35 Europa attesa poco mossa. Si ferma la corsa del petrolio

Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,3% sostenuta da Iveco (+7%), Leonardo (+3%), Ferrari (+2%). Fra le altre borse europee: -0,2% il Dax, -0,3% il Ftse 100 e -0,2% il Cac 40. Prosegue contrastata Wall Street con il Dow Jones che segna -0,4%, l’S&P +0,25% e il Nasdaq +0,9%. 

Ore 15:30 Wall Street apre fiacca. Milano la migliore dell’Ue

Viaggiano all’insegna della prudenza le borse europee a metà seduta, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,4% e si attesta la migliore piazza del Vecchio Continente. Sotto la parità Francoforte (-0,2%), Londra (-0,04%) e Parigi (-0,2%). L’attenzione degli investitori resta focalizzata sulle trimestrali, che a Milano vedono ancora protagoniste le banche. Apertura contrastata per Wall Street dove il Dow Jones scivola dello 0,05%, l’S&P segna  +0,11% e il Nasdaq +0,3%. In leggero recupero l’euro sul dollaro a quota 1,078. 

Ore 13:40 Il Ftse Mib resta in rialzo con Iveco super star. Lo spread sale a 158

Con i futures di Wall Street ora in leggero rialzo (+0,10% quello sul Dow Jones e +0,19% quello sull’S&P500), i mercati azionari europei scambiano poco sopra la parità al giro di boa. Francoforte guadagna lo 0,11%, Londra lo 0,09%, Parigi è piatta e Milano lo 0,35% a 31.172 punti alle 13:40 con Iveco sempre super star (+7,48%), più indietro Leonardo (+1,91%), Stellantis (+1,74%) e Interpump (+1,92%). Lo spread Btp/Bund sale leggermente a 158 punti base dopo l’asta Bot e con la Bce che continua a temporeggiare. I tassi impliciti incorporano una chance inferiore al 50% di un taglio dei tassi di interesse da un quarto di punto nella riunione di aprile. La scommessa sull'intero 2024 è di una riduzione complessiva di 115 punti base rispetto ai 120 di ieri, 8 febbraio. Intanto, dal nuovo indicatore salariale sviluppato dalla Banca Centrale Europea, è emerso che la crescita salariale della zona euro raggiungerà probabilmente il suo picco all'inizio di quest'anno, circa il 5%, ma il futuro rimane incerto. 

Ore 11:20 Il Ftse Mib consolida il rialzo. Rendimento al top da dicembre 2023 nell’asta Bot

Si confermano in frazionale rialzo le borse europee. Anche Piazza Affari con l’indice Ftse Mib in crescita dello 0,16% a 31.112 punti alle 11:20 grazie al rally di Iveco, Ferrari, Stm e Leonardo. Contro corrente le utilities, soprattutto Hera e A2A. Lo spread Btp/Bund scambia a 157,7 punti base con il rendimenti del Btp 10 anni scende leggermente a 3,9% dopo l’asta Bot in cui è stato assegnato l'importo di 9 miliardi di euro. Il rendimento medio ponderato del Bot 14 febbraio 2025 è passato al 3,522%, il massimo da metà dicembre del 2023, rispetto al 3,442% del collocamento di metà gennaio. Mentre dal fronte macro, a dicembre l'Istat ha stimato che l'indice della produzione industriale è aumentato dell'1,1% rispetto a novembre. Ma il 2023 si è chiuso con una diminuzione della produzione industriale del 2,5% rispetto all'anno precedente. Ora l’euro scende dello 0,08% a 1,076 dollari.

Ore 09:05 Ftse Mib in frazionale rialzo con Iveco e Leonardo, vola Saras. Spread a 157

Le borse europee tirano il fiato. In avvio di seduta il Dax perde lo 0,02%, il Cac40 lo 0,2%, il Ftse100 è piatto e il Ftse Mib sale ma solo dello 0,10% a 31.095 punti. Ieri, 8 febbraio, l’S&P 500 ha superato la soglia di 5 mila punti, un segnale psicologicamente molto rilevante. Anche Milano ha chiuso in territorio positivo mantenendosi sopra la soglia di 31 mila punti, il massimo da 16 anni. Ma sempre inferiore di oltre il 30% rispetto ai massimi storici. «Ed è tornato il segno positivo per l’indice delle banche regionali statunitensi che recupera dopo la crisi esplosa all’improvviso con il declassamento a spazzatura di New York Community Bank», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim.

In linea con le attese e con il dato preliminare l’inflazione in Germania a gennaio

«Cattive notizie arrivano, invece, dalla Cina. Il dato sui prezzi al consumo ha deluso le attese dopo il crollo del pezzo del maiale. Sono diventati 16 i mesi consecutivi di calo dei prezzi. Il segnale che le pressioni deflattive che si stanno allargando oltre le previsioni. I cinesi viaggiano anche molto poco nonostante la stagione delle vacanze del capodanno lunare. Non è ancora chiaro se la debolezza sia temporanea o radicata a causa del sentiment debole dei consumatori cinesi post pandemia e la mancanza di iniziative politiche da parte del Governo. Anche in Europa l’inflazione è in calo ma non abbastanza per spingere la Bce ad abbassare il costo del denaro», prevede Barini. Un segnale è arrivato prima dell’apertura dall'indice dei prezzi al consumo definitivo tedesco, salito dello 0,2% a livello mensile e del 2,9% su base annuale a gennaio. I dati sono in linea alla lettura preliminare e al consenso.

Arrivano i gufi

In un rapporto diffuso tra i propri clienti JP Morgan ha affermato che il rally dei mercati azionari degli ultimi 12 mesi ha il fiato corto. Secondo gli esperti il potenziale di aumento delle quotazioni azionarie da questo momento sembra limitato e prevedono che i mercati azionari subiranno un calo del 20-30% rispetto ai massimi previsti nel 2024. 

A Milano spiccano Iveco e Leonardo. Mediobanca in frazionale rialzo post conti. Vola Saras

Sul listino milanese spiccano Leonardo con un +1,22% a 16,66 euro, dopo aver riconfermato la guidance per il 2023 e annunciato che il 29 febbraio presenterà alla comunità finanziaria i risultati preliminari del 2023, e soprattutto Iveco (+7,13% a 10,52 euro) che ha chiuso l'esercizio 2023 con un incremento di ricavi e redditività. I ricavi consolidati hanno registrato un miglioramento annuo vicino al 13% a 16,21 miliardi di euro e l’utile netto adjusted è cresciuto di 127 milioni a 352 milioni.

Premiati meno i conti di Mediobanca, in rialzo dello 0,63% a 11,91 euro. L’istituto ha avviato positivamente l'esercizio 2023-2024 ponendo solide basi per lo sviluppo delle iniziative di piano, ottenendo risultati eccellenti in termini di crescita orientata al valore e a basso assorbimento di capitale. Nel semestre il gruppo ha raggiunto il record storico di utile netto semestrale: oltre 610 milioni di euro, riducendo gli attivi ponderati di oltre 2 miliardi e portando il Rote a oltre il 13%, come ha sottolineato l’ad, Alberto Nagel.

Illimity è stabile a quota 5,07 euro nonostante l’utile record nel 2023 a oltre 100 milioni di euro (+39%). I ricavi, a 358,9 milioni di euro (+11%) nel 2023, hanno beneficiato sia dell’aumento del margine di interesse (+19%) sia delle commissioni (+25%). Ieri, 8 febbraio, hanno pubblicato i conti del 2023 altre banche: Banco Bpm (+0,59% a 5,11 euro; dividendo più che raddoppiato rispetto all'anno precedente), Credem (+2,82% a 8,74 euro; utile netto pari a 562,1 milioni di euro, +72,4%), Banca Mediolanum (-0,19% a 9,68 euro), Banca Generali (-1,69% a 34,3 euro) e Banca Ifis (-0,18% a 16,37 euro).

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Invece, l’ad di Intesa Sanpaolo (-0,94% a 2,79 euro), Carlo Messina, ha spiegato in un'intervista che l'istituto sta cercando di finalizzare la cessione delle attività in Russia ma è ancora ostacolato da problemi di natura burocratica. Nuove anticipazioni su Saras (sospesa con un rialzo teorico del 14,32%) con i Moratti che potrebbero presto scendere nel capitale. Secondo quanto risulta a Mf-Milano Finanza, il colosso svizzero-olandese del trading delle commodity Vitol ha messo sul tavolo della famiglia milanese 2,2 euro per azione, un prezzo che incorporerebbe un premio di oltre il 35% sul valore del titolo che ieri, 8 febbraio, ha chiuso in borsa a 1,66 euro e coerente con i multipli dell’acquisizione in Sicilia della raffineria Lukoil Priolo da parte di Goi Energy.

Sempre secondo Mf-Milano Finanza, il ceo di Tim (+0,11% a 0,2652 euro), Pietro Labriola, è volato a Parigi per incontrare Vivendi: prove di pace in vista dell’assemblea? Infine, Mfe è stabile a 2,1875 euro dopo che l’autorità antitrust austriaca ha autorizzato la società ad aumentare la quota direttamente detenuta nella tedesca ProSiebenSat.1 , condizionando l'ok al rispetto di alcuni impegni relativi alla salvaguardia del pluralismo in Austria.

Ore 07:35 Europa attesa poco mossa. Si ferma la corsa del petrolio

Borse europee attese stabili in avvio di seduta (-0,02% il future sull’Eurostoxx50). I futures di Wall Street sono deboli (-0,08% quello sul Dow Jones e -0,05% quello sul Dow Jones), mentre prosegue la marcia di Donald Trump verso la nomination repubblicana alle presidenziali Usa. Il tycoon ha, infatti, vinto i caucus del Nevada che aveva già tenuto martedì le primarie repubblicane che Nikki Haley non è riuscita a vincere. 

La stagione dei conti in Usa non rovinerà la propensione al rischio positiva

Intanto la stagione degli utili societari del quarto trimestre del 2023 negli Stati Uniti è in pieno svolgimento. «Per il momento non crediamo che questo possa rovinare la propensione al rischio positiva. L’S&P 500 ha toccato il massimo storico la scorsa settimana, poiché la maggior parte delle principali aziende tecnologiche ha superato le aspettative di utili degli analisti», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim, ritenendo, tuttavia, che gli utili cresceranno meno di quanto previsto dai mercati quest’anno, dopo la stagnazione nel 2023. «I guadagni tecnologici e il taglio dei costi hanno, infatti, sostenuto i margini, ma vediamo che le pressioni sono in continuo aumento. Ci troviamo in un nuovo regime di maggior volatilità macroeconomica e di mercato che si riflette nei margini di profitto aziendali».

Ma i margini delle aziende potrebbero scendere

I margini di profitto netti dell’S&P 500 sono aumentati fino ai massimi storici durante la pandemia poiché le aziende hanno trasferito costi più elevati ai consumatori. «L’inversione dei modelli di spesa legati alla pandemia e la solida crescita salariale hanno spinto i margini al ribasso a fine 2023 rispetto a un picco di circa il 13% del 2022. Tuttavia, hanno resistito meglio del previsto a fronte delle pressioni salariali e dei tassi di interesse più elevati», aggiunge Tognoli. Soprattutto per i titoli tecnologici a mega capitalizzazione. Escludendo questi ultimi, «i margini di profitto dell’S&P 500 si sono normalizzati più vicini ai livelli pre-Covid, intorno all’9% nominale. Le misure di riduzione dei costi, come i licenziamenti, hanno aiutato le aziende a preservare i margini di profitto. Per ora. È possibile che i margini abbiano spazio per scendere, visto che gran parte della riduzione dei costi è di fatto terminata», avverte l’esperto di Cfo Sim.

Fed, nessun taglio dei tassi neanche a maggio?

Se non era chiaro ai mercati finanziari prima della riunione della Fed della scorsa settimana, dovrebbe esserlo ora: «un taglio dei tassi a marzo non avverrà. La probabilità è zero? Beh, no, non lo è, ma a nostro avviso la possibilità di un taglio dei tassi il mese prossimo è decisamente minima», precisa Tognoli. «Le possibilità sono in diminuzione anche nel meeting di maggio. Perché? Per prima cosa, il mercato del lavoro e la spesa al consumo sono ancora troppo forti perché i banchieri centrali possano acquisire ulteriore fiducia che il drago dell’inflazione sia stato ucciso. La Fed vuole ulteriori prove prima di dichiarare la vittoria. Ci siamo molto vicini, ma il fiore cova ancora sotto la cenere dell’inflazione».

Euro debole nei confronti del dollaro

A proposito di inflazione alle 8 è attesa quella finale a gennaio della Germania (preliminare: +0,2% mese su mese, +2,9% anno su anno; consenso: +2,9% anno su anno), mentre alle 10 è prevista la produzione industriale a dicembre dell’Italia (precedente: -1,5% mese su mese). In attesa di questi dati macro e alle 11:30 del discorso di Joachim Nagel, presidente della Bundesbank e quindi membro del consiglio direttivo della Banca centrale europea, e alle 15:15 di quello di un altro membro della Bce, Piero Cipollone, l’euro scivola dello 0,05% a 1,077 dollari.

I prezzi del petrolio tirano il fiato

Tra le materie prime, il prezzo del petrolio tira il fiato dopo la corsa durata quattro giorni consecutivi, mentre proseguono i colloqui per cercare di porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza e alle più ampie tensioni mediorientali. Il prezzo del Wti storna dello 0,13% a 76,12 dollari al barile e quello del Brent dello 0,22% a 81,45 dollari al barile. Stabile a 2.047 dollari l’oncia il prezzo dell’oro.

A Milano occhio a Mediobanca, Banco Bpm, Credem, Intesa Sanpaolo, Tim, Leonardo, Saras e Mfe

Sul listino milanese attenzione a Mediobanca che ha avviato positivamente l'esercizio 2023-2024 ponendo solide basi per lo sviluppo delle iniziative di piano, ottenendo risultati eccellenti in termini di crescita orientata al valore e a basso assorbimento di capitale. Nel semestre il gruppo ha raggiunto il record storico di utile netto semestrale: oltre 610 milioni di euro, riducendo gli attivi ponderati di oltre 2 miliardi e portando il Rote a oltre il 13%, come ha sottolineato l’ad, Alberto Nagel. Ieri, 8 febbraio, hanno pubblicato i conti del 2023 altre banche: Banco Bpm (dividendo più che raddoppiato rispetto all'anno precedente), Credem (utile netto pari a 562,1 milioni di euro, +72,4%), Banca Mediolanum, Banca Generali e Banca Ifis.

Invece, l’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha spiegato in un'intervista che l'istituto sta cercando di finalizzare la cessione delle attività in Russia ma è ancora ostacolato da problemi di natura burocratica. Quanto a Leonardo ha riconfermato la guidance per il 2023 e annunciato che il 29 febbraio presenterà alla comunità finanziaria i risultati preliminari del 2023. Per ciò che riguarda il nuovo piano industriale, Leonardo ha precisato che sarà approvato l'11 marzo e che poi sarà presentato il giorno successivo, insieme alla guidance 2024 e agli obiettivi di medio periodo. Sempre l'11 marzo il board darà il via libera ai conti del 2023.

Nuove anticipazioni su Saras con i Moratti che potrebbero presto scendere nel capitale. Secondo quanto risulta a Mf-Milano Finanza, il colosso svizzero-olandese del trading delle commodity Vitol ha messo sul tavolo della famiglia milanese 2,2 euro per azione, un prezzo che incorporerebbe un premio di oltre il 35% sul valore del titolo che ieri, 8 febbraio, ha chiuso in borsa a 1,66 euro e coerente con i multipli dell’acquisizione in Sicilia della raffineria Lukoil Priolo da parte di Goi Energy.

Sempre secondo Mf-Milano Finanza, il ceo di Tim, Pietro Labriola, è volato a Parigi per incontrare Vivendi: prove di pace in vista dell’assemblea? Infine, occhio a Mfe dopo che l’autorità antitrust austriaca ha autorizzato la società ad aumentare la quota direttamente detenuta nella tedesca ProSiebenSat.1 , condizionando l'ok al rispetto di alcuni impegni relativi alla salvaguardia del pluralismo in Austria.

(riproduzione riservata)



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