Giornata fiacca per le borse europee che restano in balia delle trimestrali e delle banche centrali. Il Ftse Mib chiude sopra la parità (+0,3%). Il Dax segna +0,25% e il Cac 40 +0,7% mentre il Ftse 100 scivola dello 0,45%. Tornano a salire i rendimenti dei titoli di Stato dopo i dati macro Usa: il Btp decennale sale al 3,93% e il Bund al 2,35% spingendo lo spread a 158 punti. Sul valutario l’euro continua a perdere terreno sul dollaro a 1,076.
Restano in cauto rialzo le borse del Vecchio continente con Milano che segna un +0,5% trainata da StM (+3,19%), Cucinelli (+2,9%), Stellantis (+2,19%) e Pirelli (+2%). Wall Street apre fiacca (con il Dow Jones che segna un +0,06%, l’S&P un -0,04% e il Nasdaq un -0,01%) in scia ai discorsi dei membri della Federal Reserve. Il presidente della Fed di Richmond, Tom Barkin, ha dichiarato in un’intervista a MarketWatch che l'incertezza sulle prospettive macroeconomiche e i segnali contrastanti emersi dai dati recenti suggeriscono che il Fomc dovrebbe essere paziente per quanto riguarda i tagli dei tassi di interesse. Anche il presidente della Fed di Boston, Susan Collins, ha affermato che sono necessarie ulteriori prove che la deflazione continuerà prima che il Fomc possa iniziare a modificare la politica monetaria. Collins ha osservato che i progressi non sono stati uniformi, quindi è necessario più tempo per garantire che il trend al ribasso dell'inflazione continui. Il numero uno della Fed di Boston si aspetta un graduale allentamento dei tassi che sarà probabilmente appropriato nel corso dell’anno.
I mercati azionari europei si rafforzano in vista dell’apertura di Wall Street (futures contrastati). Francoforte ora guadagna lo 0,56%, Londra lo 0,96%, Parigi lo 0,15% e Milano lo 0,62% a 31.168 punti alle 15:15 grazie alla corsa di Stellantis, Pirelli, Brunello Cucinelli, Nexi e Campari. L’euro scende dello 0,19% a 1,074 dollari dopo i dati macro Usa. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono scese a quota 218.000, 9.000 unità in meno rispetto al dato della settimana precedente rivisto a 227.000 unità. La lettura è al di sotto del consenso degli economisti a 220.000 unità. Altro dato che conferma la forza del mercato del lavoro americano. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,15% e quello del Btp 10 anni si porta al 3,9%. Secondo il FedWatch Tool del Cme Group, i mercati prevedono una probabilità del 20% di un taglio dei tassi della Fed a marzo.
Le borse europee sono contrastate. Resistono alle vendite solo Parigi (+0,45%) e Milano (+0,14% a 31.020 punti alle 12:40, frenato soprattutto da Tim, Bper Banca e Mps). Mentre i futures di Wall Street virano al ribasso (-0,10% quello sul Dow Jones e -0,12% quello sull’S&P500). Gli investitori valutano le conseguenze del rifiuto di Israele all'offerta di cessate il fuoco da parte di Hamas. Intanto il prezzo del petrolio Brent torna a infiammarsi, sale dell’1% a 80,04 dollari il barile. Su anche quello del Wti (+0,99%, a 74,59 dollari). Il mercato petrolifero è sostenuto anche dal calo delle scorte di benzina (-3,15 milioni di barili) e di distillati (-3,2 milioni di barili a 127,6 milioni di barili) medi negli Stati Uniti, più forte del previsto.
I mercati azionari europei consolidano il rialzo anche Francoforte (+0,23%) e Milano (+0,30% con Nexi, Stellantis, Pirelli, Stm, Brunello Cucinelli e Amplifon su di giri) nonostante l’allarme della Bce a Germania e Italia. Lo spread Btp/Bund è fermo a 156,3 punti base dopo che dal bollettino economico della Bce è emerso che tra i quattro grandi paesi dell’area dell’euro l’Italia e la Germania registrano la quota più alta di imprese vulnerabili sull'accesso ai finanziamenti. In entrambi i Paesi «si è anche osservato di recente un aumento notevole di tale quota, che riflette quella, relativamente elevata, delle imprese industriali». Secondo la Bce l’aumento della vulnerabilità riscontrata nell’indagine Safe nel secondo e terzo trimestre del 2023 è determinato principalmente dalle imprese dell’industria, delle costruzioni e del commercio, e la vulnerabilità è aumentata più per le grandi che per le piccole e medie imprese (Pmi). L’euro sale dello 0,12% a 1,078 dollari.
Borse europee positive in avvio di seduta. Il Dax guadagna lo 0,06%, il Cac40 lo 0,16%, il Ftse100 lo 0,21% e il Ftse Mib lo 0,38% a 31.094 punti con lo spread Btp/Bund in leggero calo a156,7 punti base, mentre il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,88% ancora sotto l’effetto delle dichiarazioni rilasciate al Financial Times da Elisabeth Schnabel, tra i componenti più falco della Bce: «la lotta all’inflazione è stata un successo anche se non è ancora stato raggiunto il traguardo». A mercato chiuso il Tesoro comunicherà i dettagli del prossimo collocamento a medio e lungo termine, quello di martedì 13 febbraio in cui verrà presumibilmente riaperto il Btp a tre anni febbraio 2027 insieme al sette anni febbraio 2031 e, secondo l'ufficio studi Unicredit, il vent'anni settembre 2043.
I listini mondiali, comunque, continuano a fare segnare nuovi top: l’indice Msci World ha toccato un nuovo massimo annuale, a un passo dai top assoluti. Bene anche Wall Street con l’S&P 500 salito dello 0,8% a un passo dalla soglia psicologica di 5.000 punti. Fanalino di coda Piazza Affari: l’indice Ftse Mib ha perso lo 0,45% il 7 febbraio, peggio hanno fatto lo Star, -0,64% e le Small Cap, -0,74%. «L’effetto della debolezza dei titoli bancari, su tutti Intesa Sanpaolo che ha perso oltre il 2%, e nonostante i risultati sorprendentemente positivi del Monte dei Paschi di Siena», spiega Fabrizio Barini di Integrae sim, osservado che il calendario economico odierno è abbastanza scarico: alle 14:30 il dato settimanale sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, attese a 221mila unità, in leggero calo sulla rilevazione precedente e sempre sui minimi storici.
Sul listino milanese si muovono molto bene Stellantis (+1,36% a 21,97 euro), Pirelli (+1% a 5,23 euro) e Stm (+0,92% a 40,79 euro) con Arm Holding che ha registrato un'impennata di oltre il 30% mercoledì 7 febbraio dopo che l'azienda tecnologica britannica ha previsto vendite e utili trimestrali superiori alle aspettative degli analisti, in quanto i clienti puntano a progettare nuovi chip per l'intelligenza artificiale, generando royalties più elevate. L’azienda fornisce una libreria di cianografie ai rivali produttori di chip. La controllante SoftBank Group ha scommesso nel 2016 che Arm avrebbe potuto sfruttare la sua posizione dominante negli smartphone, dove si trova al centro dei dispositivi Apple e Android.
In evidenza poi Nexi con un progresso del 3,10% a 7,312 euro con la società di pagamenti Adyen (+16% alla borsa di Amsterdam) che ha battuto le aspettative sugli utili dell'intero esercizio. Altra tornata di conti del 2023. Dopo quelli di Mps (-0,31% a 3,54 euro; utile netto oltre 2 miliardi e ritorno al dividendo di 0,25 euro per azione, yield del 7,4%), per cui il Tesoro, come riporta Mf-Milano Finanza, sta studiando la cessione di una seconda tranche compresa tra l’8% e il 10%, e di Bper Banca (-1,16% a 3,49 euro; dividendo di 30 centesimi di europer azione), sono attesi i risultati di Banco Bpm (-0,20% a 5,034 euro), Banca Generali (+0,31% a 35,91 euro) e Banca Mediolanum (+0,44% a 9,6 euro). Mediobanca (+0,08% a 11,90 euro) riunisce il cda ma comunicati i conti domani. Da monitorare tra i finanziaria anche Anima (+1,54% a 4,34 euro), la cui raccolta netta a gennaio è stata negativa per 470 milioni di euro, e Generali (+0,63% a 20,67 euro) su cui è intervenuta Hsbc, alzando il giudizio a buy.
Mentre nel caso di Tim (-0,37% a 0,2669 euro), l’ad Labriola ha ricevuto dal cda il mandato a negoziare con il Mef una nuova offerta per Sparkle. Occhio pure a Saras (+3% a 1,695 euro) con la famiglia Moratti che è stata contattata da potenziali acquirenti, tra cui Vitol Group, interessati a una quota della società.
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Infine, sono deboli i titoli del lusso come Moncler (-0,28% a 57,98 euro) e Brunello Cucinelli (+0,16% a 96,05 euro) dopo che Kering ha registrato un calo del 4% delle vendite nel quarto trimestre del 2023, penalizzate dal rallentamento della domanda, ma ha segnalato un miglioramento della performance negli Stati Uniti e in Europa. Le vendite del gruppo francese sono risultate pari a 4,97 miliardi di euro negli ultimi tre mesi dell'anno, sostanzialmente in linea con le aspettative di 4,94 miliardi del consenso.
Borse europee attese in rialzo in avvio di seduta (+0,30% il future sull’Eurostoxx50). Piatti, invece, i futures di Wall Street che ieri, 7 febbraio, ha registrato nuovi record. Ha recuperato il 6,6% New York Community Bancorp dopo aver toccato nelle precedenti sedute i minimi degli ultimi 23 anni. La banca, che ha acquistato Signature Bank nella bufera delle banche regionali americane, ha risentito del downgrade di Moody's a junk (spazzatura) dopo aver provato, senza successo, a rassicurare gli investitori sulla sua esposizione al mercato immobiliare commerciale Usa.
L’euro sale dello 0,14% a 1,078 dollari in attesa di un unico dato macro dagli Stati Uniti: alle 14:30 le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: +9.000 richieste a 224.000). Già pubblicato il dato sull’inflazione cinese scesa a gennaio al ritmo più veloce dalla crisi finanziaria globale, un calo superiore alle aspettative che dovrebbe spingere il governo a intervenire in modo ancora più incisivo a favore della ripresa economica L'indice dei prezzi al consumo è calato dello 0,8% a gennaio rispetto a un anno fa, la rilevazione più debole dal settembre 2009. Anche l'indice dei prezzi alla produzione è sceso del 2,5%, rispetto alle previsioni di un -2,6%. I costi di fabbrica sono in deflazione da 16 mesi consecutivi.
Ieri, 7 febbraio, la produzione industriale di dicembre della Germania è risultata ancora sotto pressione (-1,6% contro una stima di -0,4% e -0,2% di novembre). «Il dato non è in antitesi con il forte incremento degli ordini all’industria visto lo scorso martedì», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim. In particolare, spiega, «perché questi ultimi includono commesse di grandi dimensioni come aerei, navi e treni, che difficilmente si ripeteranno nei prossimi mesi. Al netto di questi, gli ordini all’industria sarebbero diminuiti del 2,2%. Economia tedesca, quindi, che ancora fatica a riprendere slancio».
A proposito di economia alle 10 è prevista la pubblicazione del bollettino economico della Bce. In agenda anche i discorsi di alcuni esponenti della Banca: alle 12:30 quello di Wunsch, alle 15:15 quello di Elderson, alle 16:30 quello di Lane.
Andrzej Szczepaniak, Senior European Economist di Nomura, ha detto a milanofinanza.it che la Bce inizierà a ridurre i tassi di interesse a giugno di quest’anno e li ridurrà di 25 punti base a ogni incontro, per un totale di 125 punti base di tagli quest'anno e nessuno l'anno prossimo. Nel frattempo, però, «i mercati pensano che la Bce agirà ad aprile. Tuttavia, con la Fed che di recente si è opposta a un taglio a marzo, in linea con la nostra previsione che la Fed agirà solo a maggio, questo supporta la nostra previsione che la Bce agirà a giugno poiché molti credono che sia probabilmente riluttante a tagliare prima della Fed», spiega Szczepaniak, prevedendo che l'indice HICP (indice dei prezzi al consumo armonizzato) dell'area euro scenderà a circa il 2,5% alla fine del 2024 e appena sotto il 2% alla fine del 2025.
Mentre alle 18:05 è previsto il discorso del presidente della Fed di Richmond, Tom Barkin, il quale ha parlato anche alla vigilia, osservando che il mercato del lavoro americano rimane saturo e che la banca centrale deve fare attenzione che non si concretizzino ulteriori pressioni a livello di inflazione. Mentre, secondo la presidente della Fed di Boston, Susan Collins, l'istituto centrale Usa può iniziare ad allentare la politica monetaria anche prima che l'inflazione rientri esattamente all'obiettivo di 2%.
Tra le materie prime, salgono ancora i prezzi del petrolio: Wti +0,49% a 74,22 dollari al barile e Brent +0,52% a 79,60 dollari al barile. Le scorte di greggio statunitensi, comprese quelle della Strategic Petroleum Reserve, sono aumentate di 6,1 milioni di barili nella settimana al 2 febbraio, dopo l'incremento di 2,1 milioni di barili della settimana precedente. Escludendo le scorte nella Spr, sono salite di 5,5 milioni di barili dopo un aumento di 1,2 milioni di barili nella settimana precedente, rispetto all'incremento di 2,1 milioni di barili previsto dagli economisti. Flette, viceversa, dello 0,19% a 2.047 dollari l’oncia il prezzo dell’oro.
Sul listino milanese attenzione a Stm con Arm Holding che ha registrato un'impennata di oltre il 30% mercoledì 7 febbraio dopo che l'azienda tecnologica britannica ha previsto vendite e utili trimestrali superiori alle aspettative degli analisti, in quanto i clienti puntano a progettare nuovi chip per l'intelligenza artificiale, generando royalties più elevate. L’azienda fornisce una libreria di cianografie ai rivali produttori di chip. La controllante SoftBank Group ha scommesso nel 2016 che Arm avrebbe potuto sfruttare la sua posizione dominante negli smartphone, dove si trova al centro dei dispositivi Apple e Android.
Altra tornata di conti del 2023. Dopo quelli di Mps (utile netto oltre 2 miliardi e ritorno al dividendo di 0,25 euro per azione, yield del 7,4%), per cui il Tesoro, come riporta Mf-Milano Finanza, sta studiando la cessione di una seconda tranche compresa tra l’8% e il 10% e Bper Banca (dividendo di 30 centesimi di europer azione), sono attesi i risultati di Banco Bpm, Banca Generali e Banca Mediolanum. Mediobanca riunisce il cda ma comunicati i conti domani. Da monitorare tra i finanziaria anche Anima, la cui raccolta netta a gennaio è stata negativa per 470 milioni di euro, e Generali su cui è intervenuta Hsbc, alzando il giudizio a buy.
Mentre nel caso di Tim, l’ad Labriola ha ricevuto dal cda il mandato a negoziare con il Mef una nuova offerta per Sparkle. Occhio, infine, a Saras con la famiglia Moratti che è stata contattata da potenziali acquirenti, tra cui Vitol Group, interessati a una quota della società.
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