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Mercati europei in positivo a fine seduta

Mercati Azionari Leggi dopo

Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude sopra la parità (+0,2%). Sul podio Amplifon, Stm e Saipem. Tim perde il 24%

07 marzo 2024, 07:56 Ultimo aggiornamento: 18:05

Corre l’oro in scia alle scommesse sul taglio tassi. L’euro conquista terreno sul dollaro a 1,093. In calo i rendimenti dei Titoli di Stato: al 3,6% il Btp decennale. Lo spread Btp/Bunde scende a 130 punti | IL VIDEO | Azimut alza il dividendo a 1,4 euro, di cui 40 centesimi saranno pagati in azioni proprie | Tim crolla in borsa dopo il piano industriale. Margini e debito post Netco più alti delle attese: le valutazioni degli analisti

  • Ore 15:30 Il Ftse Mib non brilla a causa del sell-off su Tim. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,6% post Bce
  • Ore 14:45 Il Ftse Mib resta in rialzo con Saipem e Amplifon, spread a 131: la Bce lascia i tassi fermi
  • Ore 12:45 Il Ftse Mib si riprende grazie a Mps e Saipem. Lo spread cala a 131 in attesa della Bce
  • Ore 11:30 Ftse Mib ancora in rosso, Tim precipita. Euro a 1,09 dollari
  • Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Pirelli e Tim. Spread a 134 in attesa della Bce
  • Ore 08:20 Europa attesa in calo. Dalla Bce non sono previste novità di rilievo per i mercati

Le borse europee restano sopra la parità in chiusura di seduta (+0,2% il Ftse Mib, +0,7% il Dax, +0,2%% il Ftse 100 e +0,2% il Cac 40) dopo la riunione della Bce e le parole della presidente Christine Lagarde. A sostenere i listini è l’effetto conti su alcuni società come Amplifon, che sale del 6,3% mentre il mercato non ritiene sostenibile il debito di Tim che cade così del 24% a 0,21 euro. Dall’altra parte dell’oceano prosegue in rialzo Wall Street con il Nasdaq che segna +1,22%, l’S&P +0,87% e il Dow Jones +0,3%. 

Prezzi dell’oro in rally vicini al massimo storico, grazie al rafforzamento delle scommesse per un calo dei tassi di interesse Usa quest’anno, dopo le osservazioni del presidente della Fed Jerome Powell al Congresso. Anche i rischi geopolitici hanno giocato a favore dei lingotti.

L’oro ha guadagnato lo 0,3% a 2.154,79 dollari l’oncia (per poi ripiegare a 2.151,15 dollari) dopo aver toccato il record di 2.164,09 dollari all’inizio della sessione.

Powell ha dichiarato che i continui progressi sull’inflazione «non sono garantiti», anche se la banca centrale americana prevede ancora di ridurre il tasso di interesse di riferimento quest’anno.

Le sue osservazioni, insieme alle condizioni più morbide del mercato del lavoro, hanno spinto al ribasso i rendimenti dei titoli dei Treasury (al 4,1% il rendimento del decennale) e il dollaro (in calo a 1,093 contro l’euro), aumentando la domanda del metallo prezioso. Scendono ancora i rendimenti dei titoli di Stato europei con il Btp decennale al 3,6% e lo spread tra Btp e Bund a 130 punti. 

Ore 15:30 Il Ftse Mib non brilla a causa del sell-off su Tim. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,6% post Bce

I mercati azionari europei consolidano il rialzo (Dax +0,48%, Cac40 +0,77%, Ftse100 +0,27%), tranne Milano (Ftse Mib +0,17% a 33.420 punti alle 15:40) azzoppata da Tim (-10,11%), di segno opposto Amplifon (+6,42%), Stm (+2,11%) e Saipem (+3,41%), dopo l’avvio positivo di Wall Street (+0,44% e +0,58%) e le dichiarazioni della presidente della Bce, Christine Lagarde, la quale ha detto che l’istituto centrale non aspetterà di vedere l’inflazione al 2% prima di agire. Quindi giugno sarà un mese decisivo per il primo taglio dei tassi di interesse, lasciati fermi nella riunione odierna. Lo spread Btp/Bund resta sui minimi da due anni a 131,4 punti base, dopo un tuffo fino a 129, minimo da fine gennaio 2022, e il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,61%. Nell’intraday è calato fino al 3,57%, il minimo dal 28 dicembre. I mercati sono passati a prezzare oltre 100 punti base di allentamento da parte di Francoforte quest'anno dai 92 scontati prima della diffusione del comunicato del board della Bce.

Ore 14:45 Il Ftse Mib resta in rialzo con Saipem e Amplifon, spread a 131: la Bce lascia i tassi fermi

I mercati azionari europei si portano tutti poco sopra la parità dopo che, come ampiamente atteso, la Bce ha lasciato i tassi di interesse fermi ai massimi storici al 4,5%, rivedendo al ribasso le stime sia sull’inflazione sia sul pil dell’Eurozona. In attesa della conferenza stampa della presidente, Christine Lagarde, prevista per le 14:45, il Dax sale dello 0,06%, il Cac40 dello 0,35%, il Ftse100 dello 0,05% e il Ftse Mib dello 0,29% a 33.461 punti grazie soprattutto a Saipem (Citi ha alzato il target price) e ad Amplifon, premiata dopo i conti del 2023. L’euro va sotto 1,09 dollari (-0,16% a 1,088) e lo spread Btp/Bund resta a 131,3 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 3,57%.

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Dall’ultima riunione di gennaio l'inflazione è diminuita ulteriormente in Eurozona. Nelle ultime proiezioni degli esperti della Bce l'inflazione è stata rivista al ribasso, in particolare per il 2024, principalmente per effetto del minore contributo dei prezzi dell'energia. Gli esperti indicano ora che si collocherebbe in media al 2,3% nel 2024, al 2% nel 2025 e all'1,9% nel 2026. Anche l'inflazione al netto dell'energia e degli alimentari è stata corretta al ribasso, a una media del 2,6% nel 2024, del 2,1% nel 2025 e del 2,0% nel 2026. «Nonostante l'ulteriore allentamento di gran parte delle misure dell'inflazione di fondo, le pressioni interne sui prezzi restano elevate anche a causa della forte crescita salariale», ha sottolineato l’Eurotower. I futures di Wall Street  accelerano al rialzo (+0,25% quello sul Dow Jones e +0,50% quello sull’S&P500) in attesa della seconda audizione del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e dopo che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione nell’ultima settimana sono risultate invariate a 217.000. Il consenso degli economisti si aspettava 216.000 unità.

Ore 12:45 Il Ftse Mib si riprende grazie a Mps e Saipem. Lo spread cala a 131 in attesa della Bce

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari si riprende (+0,05% a 33.379 punti alle 12:45 grazie a Mps +1,09%, Italgas +1,15% e a Saipem +2,61%, resta in netto calo Tim, -10,6%), insieme a Parigi (+0,12%) con i futures di Wall Street ora positivi (+0,15% quello sul Dow Jones e +0,28% quello sull’S&P500). L’euro vira al ribasso (-0,02% a 1,089 dollari) e lo spread Btp/Bund cala a 131,9 punti base in attesa dell’esito, scontato, della riunione della Bce. I prezzi del petrolio scendono, penalizzati dalle aspettative che i tagli ai tassi di interesse statunitensi possano essere rimandati, anche se i dati positivi sul commercio cinese alimentano le speranze per la domanda del primo importatore di petrolio al mondo. Il prezzo del Brent cala dello 0,84% a 82,26 dollari il barile e quello del Wti dello 0,88%, a 78,43 dollari il barile. I mercati si stanno preparando al rischio che la Federal Reserve possa ritardare il primo taglio dei tassi di interesse alla seconda metà di quest'anno e dare così una spinta al dollaro, secondo un sondaggio Reuters condotto tra gli strategist valutari. Intanto, la crescita delle importazioni e delle esportazioni cinesi ha battuto le stime, suggerendo che il commercio globale sta svoltando, un segnale positivo per le autorità del Paese che stanno tentando di sostenere la ripresa economica.

Ore 11:30 Ftse Mib ancora in rosso, Tim precipita. Euro a 1,09 dollari

I mercati azionari europei sono deboli (Dax -0,28%, Cac40 -0,18%, Ftse100 -0,33% e Ftse Mib -0,15% a 33.314 punti con lo spread Btp/Bund poco mosso a 134,4 punti base) a causa della persistente incertezza economica e della mancanza di stimoli rialzisti per gli investitori.«La mancanza di catalizzatori monetari rialzisti in Europa e negli Stati Uniti, unita alle persistenti incertezze economiche e geopolitiche in Medio Oriente, Europa orientale e Cina, sta certamente frenando la propensione al rischio», afferma Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades. In effetti, «gli investitori sono rimasti delusi, ma non sorpresi, nel vedere il presidente della Fed, Jerome Powell, rimanere vago sull'inizio del ciclo di allentamento monetario, affermando: i tagli a un certo punto, più avanti nel corso dell'anno, saranno appropriati».

La Lagarde spingerà lo Stoxx-50 oltre 4.920 punti?

Gli occhi si spostano ora sul Vecchio continente, mentre gli operatori e gli analisti attendono la prossima decisione della Bce sui tassi, prevista nel primo pomeriggio. «Sebbene non siano previsti cambiamenti per quanto riguarda i tassi di interesse, gli investitori presteranno molta attenzione alle parole scelte dalla presidente, Christine Lagarde, durante la conferenza stampa che si terrà 45 minuti dopo. Qualsiasi accenno dovish, per quanto piccolo, potrebbe dare agli operatori abbastanza fiducia da portare i mercati azionari al rialzo e portare lo Stoxx-50 a superare la resistenza di 4.920 punti», prevede Veyret. Ora quota a 4.915 punti, mentre l’euro sale dello 0,03% a 1,090 dollari.

Tim sospesa al ribasso, pesano i timori sull'indebitamento del colosso tlc

Sul listino milanese Tim è sospesa per eccesso di ribasso (-8% teorico) nel giorno della presentazione del piano al 2026. Pesano i timori sull'indebitamento del colosso tlc. L'ex monopolista ha previsto una crescita dell'ebitda organico after lease dell'8% medio annuo nei prossimi tre anni grazie a una nuova struttura più snella. Equita (rating buy e target price a 0,40 euro) osserva che «il leverage è previsto a 1,6/7 volte al 2026 rispetto alle 1,3 volte attese. Il maggior leverage dovrebbe dipendere da un livello di partenza più elevato rispetto al nostro di 6,8 miliardi con Sparkle. Da verificare poi le uscite di cassa dai dividendi di Tim Brazil e gli esborsi per oneri finanziari, tasse e capitale circolante netto, così come quelli legati al pagamento dei layoff e di altri fondi accantonati». 

Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Pirelli e Tim. Spread a 134 in attesa della Bce

Borse europee in calo in avvio di seduta. Il Dax perde lo 0,46%, il Cac40 lo 0,44%, il Ftse100 lo 0,22% e il Ftse Mib lo 0,32% a 33.258 punti. ll rally ha il fiato corto. «Se nei primi due mesi dell’anno le borse sono salite a ritmo sostenuto toccando nuovi massimi storici, a marzo il trend sembra frenare bruscamente. L’indice Msci World da inizio mese è salito meno dell’1%, poco sopra la parità l’S&P 500. Unica eccezione Piazza Affari, salita di oltre il 2% grazie al settore bancario che continua a beneficiare del perdurare di una politica monetaria restrittiva ovvero tassi di interessi elevati che spingono in alto i profitti degli istituti di credito», osserva Fabrizio Barini di Integrae Sim.

In attesa della Bce, l’oro aggiorna i massimi storici

Se l’azionario frena, continuano a correre, invece, i beni rifugio, e in particolare l’oro, salito del 6% nelle ultime cinque sedute, facendo segnare il nuovo massimo storico sopra la soglia di 2.150 dollari l’oncia (+0,28% a 2.164 dollari l’oncia). «In assenza di una maggior visibilità sulla politica monetaria gli operatori rallentano gli acquisti in borsa e si spostano verso i porti sicuri. Oggi pomeriggio conosceremo le decisioni della Bce, ma soprattutto le parole con cui la presidente, Christine Lagarde, giustificherà la scelta di non toccare i tassi, nonostante l’economia europea sia in stagnazione da almeno un anno, e l’inflazione molto vicina al target del 2%. Il mercato monetario non sta comunque a guardare e spinge per una decisione in tempi rapidi: il rendimento del Btp è sceso sino al 3,6% e lo spread a 140 punti, sui minimi da un anno», precisa Barini.

Fed, al 58,9% la possibilità di un primo taglio dei tassi a giugno
 

Mentre nel giorno dell’audizione al Congresso degli Stati Uniti il presidente della Fed ha fatto capire di non ha alcuna fretta di tagliare i tassi di interesse e non prevede che sia appropriato intervenire finché non si avrà la certezza che l’inflazione si stia muovendo verso il 2%. Oltre a frenare sulla tempistica del taglio dei tassi, Powell ha sostenuto che se l’economia evolverà come previsto, sarà probabilmente appropriato iniziare a rivedere la politica monetaria nel corso dell’anno, senza però fornire maggiori dettagli sui tempi. Il presidente della Fed ha, infine, ribadito che «l’economia ha fatto progressi considerevoli verso i nostri obiettivi e che l’inflazione ha rallentato in modo notevole, ma che l’outlook resta incerto. A questo punto il primo intervento di politica monetaria del tasso di interesse, attualmente al 5-5,25%, è atteso nel terzo trimestre del 2024, seguito poi da una pausa. Gli operatori escludono, quindi, una prima riduzione del costo del denaro sia nella riunione di marzo sia in quella di maggio e attribuiscono al 58,9% le possibilità di un primo taglio a giugno», conclude Barini.

A Milano male Tim, Pirelli, Moncler e Stellantis. Brilla Nexi dopo i conti

Sul listino milanese sono numerose le società che pubblicano i conti del 2023 a partire da Amplifon (-0,77% a 30,74 euro), Azimut (-0,99% a 27,04 euro), Danieli (-1% a 32,25 euro) e Fincantieri (-0,39% a 0,507 euro; sta trattando con Leonardo l'acquisizione di Wass, come anticipato da MF-Milano Finanza). Li ha pubblicati prima dell’apertura Nexi (+3,61% a 6,99 euro), evidenziando ricavi in crescita del 7% anno su anno a 3.361,7 milioni e un ebitda in aumento del 10% a 1.751,8 milioni, con un margine del 52%. L'utile di pertinenza del gruppo normalizzato è cresciuto del 4,9% a 711,8 milioni.

Invece, Stellantis (-0,92% a 24,77 euro) ha annunciato un piano di investimenti record in Sud America per un totale di 5,6 miliardi di euro, dal 2025 al 2030. Inoltre, la società prolungherà la Cig a Mirafiori fino al 20 aprile. Quanto a Tim (-3,92% a 0,267 euro) il cda ha dato il via libera alla lista del board uscente per il rinnovo del consiglio, con Pietro Labriola proposto per un secondo mandato alla guida del gruppo e Alberta Figari indicata per il ruolo di presidente. L'ex monopolista ha previsto una crescita dell'ebitda organico after lease dell'8% medio annuo nei prossimi tre anni grazie a una nuova struttura più snella dopo la prevista vendita della rete fissa nazionale.

Sull'operazione Netco, Bruxelles avrebbe inviato a Kkr la scorsa settimana un questionario molto corposo, con la richiesta di informazioni più dettagliate. Alle 13:30 è in agenda il Capital Markets Day di Tim. E se Generali (stabile a quota 22,16 euro)sta valutando diverse potenziali acquisizioni, in linea con i propri progetti di crescita nel business insurance, comunque deal  amichevoli, e avrebbe una lista di oltre una mezza dozzina di società, tra cui Aviva Plc e Uniqa, Pirelli (-3,29% a 5,35 euro) ha allo studio possibili M&A specie nel settore materiali, come ha detto l'ad, Andrea Casaluci. Intanto è in corso un'analisi avviata da internal audit e manager per valutare se la società possa ancora considerarsi sotto il controllo della cinese Sinochem, dopo il ricorso di Palazzo Chigi al Golden Power.
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Infine, nel settore del lusso, Moncler perde l’1,32% a 65,76 euro perché Bernstein ha tagliato la raccomandazione da outperform a market perform, pur alzando il target price da 60 a 70 euro, meglio Ferragamo (+0,58% a 12,18 euro) che ha chiuso il 2023 con un ebit quasi dimezzato a 72 milioni di euro, comunque sopra le attese degli analisti, a causa dell'aumento degli investimenti, principalmente in marketing e comunicazione. La società proporrà un dividendo di 0,10 euro per azione da 0,28 euro di un anno prima, a fronte di un utile netto in calo del 60% a 26 milioni.

Ore 08:20 Europa attesa in calo. Dalla Bce non sono previste novità di rilievo per i mercati

Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,39% il future sull’Eurostoxx50) come i futures sugli indici di Wall Street (-0,17% quello sul Dow Jones e -0,28% quello sull’S&P500) dopo i segnali contrastanti sui tassi di interesse statunitensi. Il presidente della Fed, Jerome Powell, si è attenuto al copione, affermando che la Fed prevede ancora di tagliare i tassi di interesse nel corso dell'anno, anche se continui progressi sull'inflazione «non sono assicurati». Dichiarazioni che hanno mantenuto vive le scommesse su un taglio dei tassi a giugno, con una probabilità dell'84%. Ma poco dopo la testimonianza di Powell al Congresso, il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, ha dichiarato in un'intervista di non prevedere più di uno o due tagli dei tassi quest'anno, citando preoccupazioni per l'inflazione persistente.

Dalla Bce non sono previste novità di rilievo per i mercati

L’attenzione degli investitori naturalmente è tutta puntata sulla riunione odierna della Bce (ore 14:15) che si dovrebbe concludere con una conferma del costo del denaro al 4%. Una prima mossa espansiva è i probabile a giugno. Gli ultimi commenti della presidente, Christine Lagarde (ore 14:45 la conferenza stampa), in materia di tassi di interesse ribadiscono che per Francoforte resta prematuro dichiarare vittoria nel contrasto all'inflazione e si soffermano sull'importanza della dinamica salariale. Lo staff della Bce aggiornerà le stime trimestrali relative a crescita e inflazione. I valori andranno confrontati con quelli di metà dicembre: 2,7%, 2,1% e 1,9% per l'inflazione 2024, 2025 e 2026; 0,8% per la crescita 2024, 1,5% per quella sia nel 2025 sia nel 2026.

T. Rowe Price: la Bce non si impegnerà a tagliare i tassi molto presto

«Data l'evoluzione dei dati, è probabile che le previsioni sulla crescita della produzione scenderanno, condizionate da un ciclo di tagli più lento rispetto all'ultima previsione di dicembre, quando la Bce prevedeva un’inflazione Hicp del 2,1% per il 2025 e del 2% per il 2026», afferma Tomasz Wieladek, Chief European Economist di T. Rowe Price. «Le previsioni per l’Hicp core, escludendo gli effetti dell'energia e degli alimenti, erano del 2,3% e del 2,1% per il 2025 e il 2026 rispettivamente. Questa volta è probabile che le previsioni sull’Hicp vengano riviste al ribasso al 2% per il 2025. I mercati finanziari potrebbero interpretarlo come un segnale che la Bce taglierà i tassi di interesse molto presto. Tuttavia, ci aspettiamo che la Bce non modifichi in modo sostanziale la sua forward guidance sui tempi dei tagli. Ci sono diverse ragioni per cui il consiglio direttivo continuerà a essere cauto nella comunicazione delle politiche future. Sebbene le previsioni sull'inflazione Hicp nominale si attesteranno probabilmente al 2% nel 2025, le previsioni sull'Hicp core rimarranno probabilmente al di sopra del 2% nel 2025. Inoltre, l’ultimo dato forte sull’inflazione dei servizi Hicp è stato dello 0,5% su base mensile per febbraio, e dà l’impressione che finora la disinflazione nei servizi dell'area dell'euro sia stata al massimo marginale. Questo dato è stato pubblicato solo venerdì scorso e non sarebbe stato incluso nelle proiezioni. Il consiglio direttivo sarà molto preoccupato per la persistenza dell'inflazione dei servizi ed è quindi improbabile che fornisca una forte forward guidance sull'imminenza di un taglio dei tassi».

Deludono gli ordini all’industria a gennaio della Germania

Lato macro, sono stati pubblicati prima dell’apertura gli ordini all’industria a gennaio della Germania, in calo più delle attese: -11,3% su base mensile e del -6% su anno (precedente: +8,9% mese su mese; consenso: -6,5% mese su mese). Alle 14:30 sono in agenda le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (precedente: +13.000 richieste a 215.000) e la bilancia commerciale a gennaio (precedente: -62,2 miliardi di dollari; consenso: -61,7 miliardi di dollari). In attesa, l’euro continua a rafforzarsi nei confronti del dollaro, sale dello 0,05% a 1,090. Tra le materie prime, invece, sono poco mossi i prezzi del petrolio, nonostante gli incoraggianti dati sulla bilancia commerciale cinese di febbraio: Wti -0,06% a 79,08 dollari al barile e Brent -0,06% a 82,91 dollari al barile. Sale, viceversa, dello 0,23% a 2.163 dollari l’oncia l’oro, su nuovi massimi storici.

A Milano occhio a Nexi, Amplifon, Azimut, Generali, Tim, Stellantis, Pirelli, Moncler, Ferragamo, Danieli e Fincantieri

Sul listino milanese sono numerose le società che pubblicano i conti del 2023 a partire da Amplifon, Azimut, Danieli e Fincantieri (sta trattando con Leonardo l'acquisizione di Wass, come anticipato da MF-Milano Finanza). Li ha pubblicati prima dell’apertura Nexi, evidenziando ricavi in crescita del 7% anno su anno a 3.361,7 milioni e un ebitda in aumento del 10% a 1.751,8 milioni, con un margine del 52%. L'utile di pertinenza del gruppo normalizzato è cresciuto del 4,9% a 711,8 milioni.

Invece, Stellantis ha annunciato un piano di investimenti record in Sud America per un totale di 5,6 miliardi di euro, dal 2025 al 2030. Inoltre, la società prolungherà la Cig a Mirafiori fino al 20 aprile. Quanto a Tim il cda ha dato il via libera alla lista del board uscente per il rinnovo del consiglio, con Pietro Labriola proposto per un secondo mandato alla guida del gruppo e Alberta Figari indicata per il ruolo di presidente. L'ex monopolista ha previsto una crescita dell'ebitda organico after lease dell'8% medio annuo nei prossimi tre anni grazie a una nuova struttura più snella dopo la prevista vendita della rete fissa nazionale.

Sull'operazione Netco, Bruxelles avrebbe inviato a Kkr la scorsa settimana un questionario molto corposo, con la richiesta di informazioni più dettagliate. Alle 13:30 è in agenda il Capital Markets Day di Tim. E se Generali sta valutando diverse potenziali acquisizioni, in linea con i propri progetti di crescita nel business insurance, comunque deal  amichevoli, e avrebbe una lista di oltre una mezza dozzina di società, tra cui Aviva Plc e Uniqa, Pirelli ha allo studio possibili M&A specie nel settore materiali, come ha detto l'ad, Andrea Casaluci. Intanto è in corso un'analisi avviata da internal audit e manager per valutare se la società possa ancora considerarsi sotto il controllo della cinese Sinochem, dopo il ricorso di Palazzo Chigi al Golden Power.
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Infine, nel settore del lusso, occhio, a Moncler perché Bernstein ha tagliato la raccomandazione da outperform a market perform, pur alzando il target price da 60 a 70 euro, e a Ferragamo che ha chiuso il 2023 con un ebit quasi dimezzato a 72 milioni di euro, comunque sopra le attese degli analisti, a causa dell'aumento degli investimenti, principalmente in marketing e comunicazione. La società proporrà un dividendo di 0,10 euro per azione da 0,28 euro di un anno prima, a fronte di un utile netto in calo del 60% a 26 milioni.

(riproduzione riservata)



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