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Chiusura delle borse europee - 5 febbraio 2024

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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude in rialzo (+0,8%) sostenuta da Unicredit e dalle banche. Vendite su Tim

05 febbraio 2024, 06:59 Ultimo aggiornamento: 18:50

In calo gli altri listini europei in scia a Wall Street e alle parole del presidente della Fed. Scivola l’euro sul dollaro 1,073. Fari sulle trimestrali. Lo spread scende a 156 punti | IL VIDEO | Unicredit, 9,5 miliardi di utile netto nel 2023 (+47%). Battuto di gran lunga il consenso degli analisti

  • Ore 15:30 Piazza Affari tiene testa sostenuta dalle banche. Sotto pressione l’euro
  • Ore 14:30 Il Ftse Mib si conferma il migliore in Ue con le banche, scatta in avanti Stm. Spread a 157
  • Ore 12:50 Il Ftse Mib torna sopra 31.000 con Unicredit, Mps e Bper. Il rendimento del Btp sale al 3,8%
  • Ore 11:00  Il Ftse Mib torna sotto 31.000 ma è il migliore in Ue. Il morale degli investitori nella zona euro è migliorato
  • Ore 09:05 Ftse Mib sopra 31.000, soglia che non vedeva da 16 anni, grazie alla corsa di Unicredit
  • Ore 07:40  Europa attesa poco mossa. Focus su Unicredit dopo i conti 2023 record

Piazza Affari chiude la seduta in rialzo (+0,77%), su livelli però inferiori ai massimi di giornata dopo l’avvio negativo di Wall Street. Nel dettaglio, l’indice Ftse Mib segna +0,77% a 30.953 punti. Per il listino milanese è una corsa solitaria tra le borse europee, grazie ai titoli bancari, con Unicredit sugli scudi dopo la diffusione dei conti. Gli altri mercati cedono invece posizioni, con la borsa Usa che accusa le dichiarazioni del presidente della Fed che esclude un taglio dei tassi a marzo. Un atteggiamento corroborato dai dati che mostrano un’economia Usa in crescita, sia quelli sul mercato del lavoro di settimana scorsa, sia quelli odierni sul Pmi servizi in espansione. Nell’area euro invece sul fronte macro dati deboli per i Pmi servizi, che sono scesi in Eurozona, Francia e Germania, mentre sono saliti in Italia.

Sul listino milanese rally di Unicredit (+8%) dopo i conti. L’effetto trascinamento premia anche Mps (+4,15%), Intesa (+2,66%), Bper (+2,3%), che pubblicheranno i risultati di bilancio tra domani 4 febbraio e giovedì 5.

Tra le altre blue chip bene Stm (+2,5%) e Leonardo (+1,5%), oltre a Mediolanum (+1,5%) e Fineco (+0,97%) nel risparmio gestito. Ribassi nell’energia, con Tenaris -3,2%, Eni -1,4%, Hera -1,39% ed Erg -1,4%. Giù Iveco (-2,98%) e Stellantis (-0,8%) dopo le voci di fusione con Renault smentite dal presidente Elkann.

Debole Tim con un -4,26%, dopo le notizie di stampa, secondo cui l'intervento dell’Antitrust Ue potrebbe allungare i tempi per l'operazione di vendita della rete fissa.

Ore 15:30 Piazza Affari tiene testa sostenuta dalle banche. Sotto pressione l’euro

Milano resta la migliore del Vecchio continente (+0,8% a 30.964 punti) sorretta dalle banche. Resta sopra la parità Londra (+0,08%), mentre scivolano Francoforte e Parigi rispettivamente dello 0,09% e dello 0,12%. Apertura in calo anche per Wall Street dove il Dow Jones scivola dello 0,35%, l’S&P dello 0,22% e il Nasdaq dello 0,07%. Le parole dei banchieri centrali, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell tra gli ultimi, hanno allontano le prospettive dei primi tagli di interesse. Dopo una settimana con i fari puntati sulle banche centrali però, i catalizzatori di mercato si sono adesso spostati sui bilanci e le trimestrali delle aziende delle due sponde dell’oceano. Prose intanto debole l’euro sul dollaro a quota 1,07 (-0,43%), mentre in campo obbligazionario scende leggermente lo spread tra Btp e Bund a 156 punti. 

Ore 14:30 Il Ftse Mib si conferma il migliore in Ue con le banche, scatta in avanti Stm. Spread a 157

Al giro di boa, mentre gli altri indici europei virano al ribasso con i futures di Wall Streeet negativi, il Ftse Mib di Piazza Affari consolida il rialzo (+0,93% a 31.003 punti) grazie alle banche e allo scatto di Stm (+1,47%) con l'impennata della domanda di intelligenza artificiale e l'aumento dei chip per il settore automobilistico che contribuiranno alla ripresa delle vendite globali di chip quest'anno, secondo i dati della Semiconductor Industry Association.

La Semiconductor Industry Association vede un rimbalzo delle vendite di chip nel 2024

Questa ha previsto per  il 2024 un aumento del 13,1% delle vendite globali di chip a 595,3 miliardi di dollari, a fronte di un calo di circa l'8% delle vendite nel 2023. Inoltre, Goldman Sachs ha alzato il target price sul colosso Usa Nvidia da 625 a 800 dollari, confermando il giudizio buy. Venerdì il titolo ha chiuso a un prezzo record di 661,6 dollari. Mentre lo spread Btp/Bund sale leggermente a 157,7 dopo che la Commissione Europa ha collocato 4,434 miliardi di euro di bond 2026 e 2044. Tra le materie prime, il Brent lima i guadagni e segna un +0,08% a 77,39 dollari al barile.

Ore 12:50 Il Ftse Mib torna sopra 31.000 con Unicredit, Mps e Bper. Il rendimento del Btp sale al 3,8%

Restano in moderato rialzo le borse europee, eccetto Milano, spinta dalle banche (Bper Banca +2,68%, Mps +4,3% e Intesa Sanpaolo +3,50%) in scia ai conti 2023 record di Unicredit (+9,8%). Francoforte guadagna lo 0,25%, Parigi lo 0,08%, Londra lo 0,43% e Milano l’1,16% a 31.072 punti alle 12:50 (massimo intraday a 31.091 punti, livello di 16 anni fa: gennaio 2008), sostenuta anche da Leonardo, Campari e FinecoBank. I futures di Wall Street, invece, scendono (-0,07% quello sul Dow Jones e -0,18% quello sull’S&P500) dopo che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha spento ogni speranza di un taglio dei tassi di interesse a marzo.

Nuovo forte calo dei prezzi alla produzione dell’industria nell’area euro

Mentre dal fonte macro si registra, dopo la ripresa del Pmi composito dell’Eurozona, un nuovo forte calo dei prezzi alla produzione dell’industria nell’area euro: a dicembre hanno registrato una diminuzione dello 0,8% rispetto al mese precedente, dopo il meno 0,3% di novembre. Una flessione trainata dal comparto dell’energia, dove i prezzi alla produzione sono diminuiti del 2,3% tra novembre dicembre.

Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,8%, focus sulle prossime aste

L’euro resta in ribasso a 1,075 dollari (-0,17%), lo spread Btp/Bund scambia a 156,6 punti base e il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,83%. Il Tesoro domani 6 febbraio annuncia i dettagli (8 i miliardi offerti secondo Unicredit Research) del collocamento di Bot annuali che andranno in asta venerdì. Per l'asta a medio lungo, in agenda il prossimo 13 febbraio, Unicredit Research ha previsto che l'ammontare massimo offerto sarà pari a 7,75 miliardi con il Tesoro che potrebbe cancellare il tratto extra-lungo alla luce del recente collocamento sindacato del Btp a 15 anni.

Ore 11:00 Il Ftse Mib torna sotto 31.000 ma è il migliore in Ue. Il morale degli investitori nella zona euro è migliorato

L’indice Ftse Mib torna sotto quota 31.000, livello che non vedeva da 16 anni. Comunque guadagna lo 0,85% a 30.980 punti alle 11:00, segnando la performance migliore in Ue grazie al rally di Unicredit (+9,7%), Intesa Sanpaolo (+3%) e Mps (+2,45%), con lo spread Btp/Bund a 156,6 punti base e il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,83%. L’euro ora scende sul dollaro, vale 1,075 (-0,18%), anche se il morale degli investitori nella zona euro è migliorato per il quarto mese consecutivo a febbraio, raggiungendo il livello più alto da aprile. L'indice Sentix per la zona euro è salito a -12,9 punti a febbraio da -15,8 a gennaio, superando la lettura di -15 stimata dagli economisti. Anche l'indice delle aspettative è salito a -5,5 punti a febbraio da -8,8 punti a gennaio, il quinto mese consecutivo di miglioramento e il valore più alto dal febbraio 2023. mentre quello sulla situazione attuale della zona euro si è portato a -20 a febbraio da -22,5 a gennaio, il quarto aumento mensile consecutivo.

Scende e resta sotto la soglia di 50 il Pmi servizi dell’Eurozona a causa della Germania

Bene anche il Pmi composito della zona euro, salito a 47,9 a gennaio rispetto a 47,6 di dicembre, in linea con la stima preliminare. La lettura è la migliore da luglio ma rimane al di sotto della soglia di 50 che separa la crescita dalla contrazione. Non è stato al passo il Pmi per il settore dei servizi, sceso a 48,4 da 48,8 di dicembre, in linea con la stima flash. Colpa dell’attività del settore dei servizi tedesco, diminuita a gennaio per il quarto mese consecutivo con l’indice finale sceso a 47,7 a gennaio da 49,3 a dicembre. Viceversa, il settore dei servizi italiano è tornato a crescere a gennaio dopo cinque mesi consecutivi di contrazione. L’indice per i servizi italiani si è attestato a 51,2 a gennaio dai 49,8 di dicembre. Il risultato è superiore alla previsione di 50,8 degli economisti.

Ore 09:05 Ftse Mib sopra 31.000, soglia che non vedeva da 16 anni, grazie alla corsa di Unicredit

Borse europee in leggero rialzo in avvio di seduta tranne Milano che corre. Il Dax guadagna lo 0,01%, il Ftse100 lo 0,28%, il Cac40 lo 0,06%, mentre il Ftse Mib sale dell’1% a 31.029 punti, oltre la soglia di 31.000 che non vedeva da 16 anni. La scorsa settimana sui mercati si è chiusa positivamente. L’indice Msci World ha terminato in rialzo delle 0,9%, poco meglio ha fatto il Nasdaq in crescita di oltre l’1%, spinto dai risultati superiori alle attese dei magnifici 7, infine Piazza Affari, maglia rosa con un balzo dell’1,1%. «Ma il segnale più forte della settimana è stato il forte calo dei prezzi dei vettori energetici: gas naturale -22%, petrolio greggio -7,2%, e infine il prezzo dei noli di carichi secchi ovvero i container, in flessione del 7,3%», sottolinea Fabrizo Barini di Integrae sim. «Un movimento legato alla descalation del conflitto in Medio Oriente dove gli Usa hanno avviato una serie di azioni militari per dare un segnale forte sulla volontà di tenere il controllo della situazione». L’euro è stabile a 1,077 dollari dopo che in Germania il surplus commerciale a dicembre si è attestato a 22,2 miliardi di euro. Anche lo spread Btp/Bund è poco mosso a 158 punti base.

Fed, le possibilità di una riduzione dei tassi di 25 punti base già a marzo sono viste sotto al 20%

Nella scorsa settimana il market mover è stata la riunione del Fomc, ma soprattutto la conferenza stampa di Jerome Powell, che ha dato il colpo di grazia alle aspettative su un taglio dei tassi già nel mese di marzo. Gli investitori sono passati a scontare circa 120 punti base di decremento dei tassi Fed nel 2024, dai 150 prezzati all'inizio di gennaio. Le possibilità di una riduzione di 25 punti base già al Fomc di marzo sono viste sotto al 20% da oltre l'80% un mese fa. Di riflesso, le scommesse sui tagli dei tassi da parte della Bce nel corso dell’anno sono scese a 130 punti base complessivi da 140. «Tutto dipenderà come sempre dai dati: lunedì alle 15:45 l’indice dei direttori agli acquisti del settore terziario a gennaio in Usa e alle 16:00 l’indice Ism non manifatturiero a gennaio sempre in Usa. In entrambi i casi sono attesi valori superiori alla soglia dei 50 punti, che delimita la crescita dalla recessione», precisa Barini.

A Milano vola Unicredit post conti. Bene la Pop di Sondrio. Dimessa Stellantis, meglio Renault a Parigi su voci di M&A. Giù Tim

Sul listino milanese vola Unicredit (+7,89% a 28,77 punti) che ha registrato risultati record nel 2023: utile netto di 8,6 miliardi di euro, in rialzo di oltre il 50% anno su anno, con un Rote del 16,6% su un Cet1 ratio al 13% e utile per azione e dividendo in aumento, rispettivamente, del 74% a 4,71 euro per azione e del 80% a 1,78 a euro per azione. Nel 2024 sono previste cedole e buyback per circa 10 miliardi. Quanto alla Banca Popolare di Sondrio (+0,90% a 6,71 euro) e al suo azionista, Unipol (+0,49% a 5,75 euro), potrebbero stilare una lista congiunta per la nomina dei cinque consiglieri della banca il cui mandato è in scadenza a fine aprile.

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Occhio anche a Stellantis (-0,38% a 21,17 euro) perché il governo francese starebbe valutando una fusione con Renault (+2,15% a 36,26 euro a Parigi) per aumentare la presa sul settore contrastando la concorrenza cinese e tedesca e per rendere più costoso all'Italia l'acquisto di una quota nella casa franco-italiana, secondo quanto riportato da Il Messaggero di domenica. Un portavoce di Stellantis ha dichiarato: «Non commentiamo le speculazioni infondate de Il Messaggero».

Mentre il governo italiano nel caso di Tim (-0,77% a 0,282 euro) starebbe valutando se provare ad aprire nuovamente un confronto con Vivendi, organizzando un incontro per trovare un punto di condivisione in modo da evitare uno scontro all'assemblea del 23 aprile per il rinnovo del board del gruppo, scrive Mf-Milano Finanza, citando fonti vicine a Palazzo Chigi.

Intanto gli operatori telefonici alternativi a Tim hanno scritto all'autorità di vigilanza sulla concorrenza dell'Unione europea lanciando l'allarme che, così come congegnata, la vendita della rete fissa di Tim potrebbe presentare profili di anticoncorrenzialità a svantaggio dei competitor dell'ex monopolista.  Inoltre, l'Antitrust Ue potrebbe dettare tempi più lunghi del previsto per il suo ok alla cessione della rete fissa. Infine, Safilo spunta un +0,71% a 1,13 euro dopo aver firmato un accordo per l'acquisizione di una quota di minoranza in Spaarkly, azienda nativa digitale specializzata nello sviluppo di soluzioni innovative di e-commerce attraverso la tecnologia della realtà aumentata e Maire un +2,11% a 4,85 euro dopo essersi aggiudicato un nuovo contratto in Portogallo.

Ore 07:40 Europa attesa poco mossa. Focus su Unicredit dopo i conti 2023 record

Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta (+0,02% il future sull’Eurostoxx50). Invece, i futures di Wall Street scendono (-0,18% quello sul Dow Jones -0,20% quello sull’S&P500) in seguito ai dati del mercato del lavoro Usa della scorsa settimana molto forti: gli occupati di gennaio sono risultati decisamente maggiori delle attese (353 mila contro 187 mila attesi e i 333 mila di dicembre), mentre il tasso di disoccupazione di gennaio si è mantenuto al 3,7% (3,8% atteso). I dati confermano la nostra stima che la Fed non ha fretta di tagliare i tassi. Guardando ai futures, la prima mossa di allentamento è prezzata ad aprile per la Bce, a maggio per la Fed e a giugno per la Bank of England.

Fed, infilare l’ago tra un’inflazione in calo e un’economia in crescita non sarà semplice

Il presidente, Jerome Powell ha detto al mercato che la Fed manterrà i tassi stabili il più a lungo possibile per vedere il bianco degli occhi sull’inflazione calmata, segnalando al contempo che intende agire (tagliare i tassi) in tempo per respingere una recessione. «Questa finestra non è troppo piccola per essere attraversata, a nostro avviso, e infilare l’ago tra un’inflazione in calo e un’economia contemporaneamente in crescita non sarà semplice, né è garantito il successo», commenta Antonio Tognoli di Cfo Sim. «Certo, è incoraggiante che i mercati non abbiano, per ora, reagito in modo eccessivo: l’S&P 500 ha raggiunto il massimo storico per poi ripiegare. Secondo noi questo è dovuto al continuo afflusso di dati che mostrano che l’economia rimane in buona forma, rafforzando la necessità di pazienza da parte della Fed e della volontà del mercato di dare ai politici monetari il beneficio del dubbio».

Dati macro e outlook economico dell'Ocse sotto la lente

Ancora focus sui dati macro. Alle 8 la bilancia commerciale a dicembre della Germania (precedente: 20,4 miliardi di euro), alle 10 il Pmi servizi a gennaio finale dell’Eurozona (preliminare: 48,4 punti; consenso: 48,4 punti) e il Pmi composito a gennaio finale (preliminare: 47,9 punti; consenso: 47,9 punti), alle 11 i prezzi alla produzione a dicembre dell’Eurozona (precedente: -8,8% anno su anno). Alla stessa ora è prevista la pubblicazione dell'outlook economico dell'Ocse (in occasione del suo precedente rapporto aveva ritoccato al ribasso le stime di crescita per il 2024 dell’Italia portandole allo 0,7%, indicando una modesta ripresa nel 2025 con un rimbalzo all’1,2%). Poi si passa oltreoceano alle 15:45 con il Pmi servizi a gennaio finale degli Stati Uniti (preliminare: 52,9 punti) e alle 16 con l’Ism non manifatturiero di gennaio (precedente: 50,5 punti; consenso: 52 punti). Infine, alle 20 è atteso il discorso del presidente della Federal Reserve di Atlanta, Raphael Bostic. 

Euro in ripresa sul dollaro

In attesa di questi dati, l’euro cerca di recuperare terreno sul dollaro, sale dello 0,09% a 1,078. Invece, tra le materie prime, il prezzo del petrolio Wti sale dello 0,39% a 72,56 dollari al barile e quello del Brent dello 0,50% a 77,72 dollari al barile. Nel fine settimana gli Stati Uniti hanno colpito altre installazioni militari degli Houti nello Yemen. Storna quello dell’oro (-0,39% a 2.045 dollari l’oncia). 

A Milano occhio a Unicredit, Popolare di Sondrio, Unipol, Stellantis, Tim e Safilo

Sul listino milanese attenzione a Unicredit che ha registrato risultati record nel 2023: utile netto di 8,6 miliardi di euro, in rialzo di oltre il 50% anno su anno, con un Rote del 16,6% su un Cet1 ratio al 13% e utile per azione e dividendo in aumento, rispettivamente, del 74% a 4,71 euro per azione e del 80% a 1,78 a euro per azione. Nel 2024 sono previste cedole e buyback per circa 10 miliardi. Quanto alla Banca Popolare di Sondrio e al suo azionista, Unipol, potrebbero stilare una lista congiunta per la nomina dei cinque consiglieri della banca il cui mandato è in scadenza a fine aprile.

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Occhio anche a Stellantis perché il governo francese starebbe valutando una fusione con Renault per aumentare la presa sul settore contrastando la concorrenza cinese e tedesca e per rendere più costoso all'Italia l'acquisto di una quota nella casa franco-italiana, secondo quanto riportato da Il Messaggero di domenica. Un portavoce di Stellantis ha dichiarato: «Non commentiamo le speculazioni infondate de Il Messaggero».

Mentre il governo italiano nel caso di Tim starebbe valutando se provare ad aprire nuovamente un confronto con Vivendi, organizzando un incontro per trovare un punto di condivisione in modo da evitare uno scontro all'assemblea del 23 aprile per il rinnovo del board del gruppo, scrive Mf-Milano Finanza, citando fonti vicine a Palazzo Chigi.

Intanto gli operatori telefonici alternativi a Tim hanno scritto all'autorità di vigilanza sulla concorrenza dell'Unione europea lanciando l'allarme che, così come congegnata, la vendita della rete fissa di Tim potrebbe presentare profili di anticoncorrenzialità a svantaggio dei competitor dell'ex monopolista.  Inoltre, l'Antitrust Ue potrebbe dettare tempi più lunghi del previsto per il suo ok alla cessione della rete fissa. Infine, Safilo ha firmato un accordo per l'acquisizione di una quota di minoranza in Spaarkly, azienda nativa digitale specializzata nello sviluppo di soluzioni innovative di e-commerce attraverso la tecnologia della realtà aumentata. (riproduzione riservata)



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