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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude sotto la parità (-0,2%). Rally di Ferrari, vendite su energetici e banche
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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude sotto la parità (-0,2%). Rally di Ferrari, vendite su energetici e banche

01 febbraio 2024, 06:59 Ultimo aggiornamento: 18:30

Gli investitori stanno rivedendo le loro prospettive sui prossimi tagli dei tassi. Spread Btp/Bund a 157. Petrolio in frazionale rialzo dopo che l’Opec+ ha deciso di rinviare a marzo le decisioni sulla produzione. Wall Street tenta il rimbalzo dopo la Fed  | Cessione Sparkle, niente proroga: il Tesoro invia la nuova offerta per il 100%. Ma propone a Tim di tenere una quota di minoranza

  • Ore 15:30 Wall Street tenta il rimalzo dopo la Fed. Borse Ue contrastate
  • Ore 14:30 Il Ftse Mib accelera al rialzo con Ferrari in rally. Sterlina debole post BoE
  • Ore 13:00 Il Ftse Mib si porta sulla parità grazie ai titoli della galassia Agnelli/Elkann. Lo spread scende a 156
  • Ore 11:10 Il Ftse Mib resta in calo con le utilities. Euro sotto 1,08 dollari
  • Ore 09:05 Ftse Mib in rosso con Mps, Enel e Ferrari. Lo spread sale a 158
  • Ore 07:30 Europa attesa in calo, pesa il crollo di New York Community Bancorp. Un’altra First Republic?

Virano al ribasso le borse europee in chiusura di seduta. Il Ftse Mib chiude in calo, segnando -0,2%. Cali più pesanti per il Cac 40 che lascia a terra un -0,9%, mentre il Dax e il Ftse 100 scivolano dello 0,3% e dello 0,1%. A Milano ancora fari sull’auto con i conti di Ferrari, che chiude in rialzo del +9%, sale anche Stellantins (+1,34%), così come Interpump (+2,67%). Pesante invece le banche Mps (-3,4%), Unicredit (-2,4%), Intesa (-2,1%) e Mediobanca (-1,75%). Giù anche gli energetici: Hera (-3,18%) e A2a (-2,8%), Enel (-2,16%) e Italigas (-1,98%).

Ore 15:30 Wall Street tenta il rimalzo dopo la Fed. Borse Ue contrastate

Viaggiano su velocità diverse le borse europee nel pomeriggio, con il Ftse Mib che sale dello 0,5% e il Ftse 100 al +0,12%, scivolano invece il Dax e il Cac 40, che perdono rispettivamente il -0,16% e -0,7%.  Avvio in rialzo per Wall Street, dopo che il Fomc ha lasciato i tassi di interesse fermi per la quarta riunione consecutiva nella forchetta 5,25-5,5%. Il Dow Jones sale dello 0,19%, l'S&P 500 dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,75%.

Gli investitori stanno ricalibrando le proprie aspettative su quando avverranno i prossimi tagli dei tassi. Dalla Fed, alla Bce alla Boe, i banchieri centrali sembrano aver cambiato retorica: per tagliare i tassi di interesse servono dati migliori e maggiori certezze, che l’inflazione stia per tornare ai livelli target. 

L’Opec+ rinvia a marzo la decisione sulla produzione 

Resta in frazionale rialzo il petrolio (+0,6% il Brent a 81 dollari) dopo che l’Opec+ ha rinviato a marzo la decisione di estendere o meno i tagli volontari alla produzione di petrolio in vigore fino alla fine del primo trimestre. È quanto emerge al termine della riunione ministeriale dell’Organizzazione dei paesi produttori. Lo scorso novembre, lil cartello aveva concordato tagli volontari alla produzione per un totale di circa 2,2 milioni di barili al giorno per il primo trimestre di quest’anno, con l'Arabia Saudita che ha portato avanti una riduzione volontaria di oltre 1 milione di barili al giorno. Due fonti dell'Opec+ hanno riferito a Reuets che i tagli saranno valutati a marzo. La riunione di oggi si è svolta in modalità online e nel corso della stessa si è discusso del mercato e dei livelli di produzione di petrolio, senza apportare modifiche.

Ore 14:30 Il Ftse Mib accelera al rialzo con Ferrari in rally. Sterlina debole post BoE

Seduta poco convincente per le borse europee che viaggiano in ordine sparso al giro di boa. Il Dax segna un -0,1%, il Cac40 un -0,16%, il Ftse100 un +0,13% dopo l’esito, scontato della riunione della BoE e il Ftse Mib un +0,20% a 30.806 punti alle 14:30 (sprint di Ferrari +5,72%, Interpump +4% e Saipem +1,84%) con i futures di Wall Street in leggero rialzo post Fed (tassi fermi). Come la Bce e la Fed anche la Banca d'Inghilterra ha mantenuto i tassi di interesse invariati. Il governatore, Andrew Bailey, ha chiesto maggiori prove che l'inflazione possa tornare stabilmente al target del 2%. Sei dei nove membri del Comitato di politica monetaria hanno votato per mantenere i tassi al 5,25%, il massimo da 15 anni. Jonathan Haskel e Catherine Mann hanno optato per un rialzo di 0,25 punti percentuali, mentre Swati Dhingra ha votato per un taglio della stessa misura. L’euro sale dello 0,16% a 0,8537 nei confronti della sterlina, viceversa scende dello 0,07% a 1,081 nei confronti del dollaro.

Calano i rendimenti dei titoli di Stato, T-bond sotto il 4%

Lo spread risale a quota 157 punti base, mentre il rendimento del Btp 10 anni scivola al 3,73%. Quello del Treasury Usa 10 anni al 3,9% dopo che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a 224.000 unità, in aumento di 9.000 unità rispetto al dato della settimana precedente rivisto a 215.000 unità. La lettura è al di sopra del consenso degli economisti a 212.000 unità.

Ore 13:00 Il Ftse Mib si porta sulla parità grazie ai titoli della galassia Agnelli/Elkann. Lo spread scende a 156

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari inverte la rotta e si porta sulla parità a 30.741 punti (-0,01%) con lo spread Btp/Bund in calo a 156 punti base e grazie alla spinta di Ferrari, in rialzo del 4% dopo i conti record del 2023 (ricavi a 5,97 miliardi di euro, +17,2% su anno, e utile netto di 1,257 miliardi, +34%), Iveco (+1,59%) dopo l’accordo di fornitura con Hyundai Motor per un veicolo commerciale leggero completamente elettrico a marchio Iveco destinato al mercato europeo, Stellantis (+1,24%) dopo le dichiarazioni del ministro delle imprese Urso: «se vuole partecipazione dello Stato ce lo chieda» e il duo Tenaris (+1,6%) e Saipem (+1,01%) nel settore oil con il prezzo del Brent in crescita dello 0,96% a 81,3 dollari al barile. 

Crosetto: la crisi nel Mar Rosso minaccia la stabilità economica dell’Italia

I continui sconvolgimenti nel Mar Rosso minacciano di destabilizzare l'economia italiana e di marginalizzare i porti dell'Europa meridionale, ha avvertito il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Da metà novembre, gli attacchi alle navi commerciali da parte degli Houthi, militanti sostenuti dall'Iran, che controllano le zone più popolose dello Yemen, hanno interrotto il trasporto marittimo internazionale, costringendo alcune compagnie a sospendere il transito attraverso il Mar Rosso e a intraprendere un viaggio molto più lungo e costoso intorno al Sudafrica. «Da un punto di vista geopolitico, il perdurare di questa situazione potrebbe portare alla marginalizzazione dei porti del Mar Mediterraneo», ha spiegato Crosetto davanti alle commissioni parlamentari per la difesa. «Questa crisi, quindi, minaccia non solo la sicurezza della navigazione, ma anche la nostra stabilità economica».

Ore 11:10 Il Ftse Mib resta in calo con le utilities. Euro sotto 1,08 dollari

Viaggiano contrastate le borse europee (Dax -0,30%, Cac40 -0,75%, Ftse100 +0,42% e Ftse Mib -0,31% a 30.650 punti alle 11:10 con tutte le utilities sotto pressione, in particolare Enel, -1,61%, ed Hera -1,53%. Salgono contro corrente Eni, Saipem, Tenaris, con i prezzi del Brent e del Wti in rialzo dello 0,8%, Tim e Iveco). L’euro accelera al ribasso sul dollaro, vale 1,079 (-0,18%) dopo che l'inflazione nella zona euro è scesa a un tasso annuo del 2,8% nel mese di gennaio (2,9% a dicembre 2023), secondo la stima preliminare di Eurostat. Il dato è in linea con le attese del consenso degli economisti. Su base mensile, i prezzi al consumo sono scesi dello 0,4% contro il precedente aumento dello 0,2%. Mentre il Pmi manifatturiero dell'Eurozona, elaborato da S&P Global, è salito a 46,6 punti a gennaio, in netto aumento rispetto ai 44,4 di dicembre, raggiungendo il livello più alto da dieci mesi. Sebbene sia ancora al di sotto della soglia dei 50 punti, come accade dal luglio del 2022, e quindi indicativo di un ulteriore deterioramento delle condizioni del settore manifatturiero, l'indice segnala un'attenuazione della flessione per la terza volta consecutiva.

In un'intervista di ieri, 31 gennaio, a Die Zeit il numero due della Bce, Luis De Guindos, ha detto che ritiene possibile per quest'anno una dinamica di inflazione e crescita economica inferiore alle attuali stime dello staff, diffuse a dicembre, che verranno aggiornate a marzo. Lo spread Btp/Bund quota a 157,8 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,78%. Collocato il 31 gennaio il nuovo sindacato a 15 anni, il Btp ottobre 2039 assegnato per 10 miliardi di euro che ha attratto una domanda superiore a 76 miliardi. Il titolo stacca una cedola del 4,15% e garantisce un premio di 11 centesimi rispetto all'attuale benchmark agosto 2039. 

Ore 09:05 Ftse Mib in rosso con Mps, Enel e Ferrari. Lo spread sale a 158

Il crollo della banca regionale New York Community Bancorp a Wall Street pesa sulle borse europee, tutte in calo in avvio di seduta. Francoforte segna un -0,41%, Parigi un -0,97%, Londra un -0,10% e Milano un -0,56% a 30.571 punti. «Gli indici principali di Wall Street hanno chiuso il terzo mese consecutivo al rialzo. Gennaio mantiene, quindi, intatto il trend rialzista iniziato nel mese di novembre del 2023. Febbraio inizia, quindi, sotto i migliori auspici sull’onda delle aspettative di un ribasso dei tassi di interesse. Perché il punto non è se ma quando avverrà l’inversione della politica monetaria che ha portato il costo del denaro ai massimi da 22 anni», afferma Fabrizio Barini di Integrae Sim. «Questa attesa muoverà i listini nel corso dei prossimi mesi, sempre sotto la spinta da dati macro che potrebbero accelerare o rallentare l’inizio del nuovo corso».

Se l’S&P 500 chiude gennaio al rialzo va così tutto l’anno

In questa prospettiva da considerare anche qualche statistica storica: se l’S&P 500 chiude gennaio al rialzo va così tutto l’anno, dal 1952 se l’S&P 500 chiude gennaio sopra il +2%, la performance dell’anno è positiva a doppia cifra, aggiunge Barini. Altro elemento da considerare: sia il Dow Jones sia il Nasdaq sono sui massimi storici, quest’ultimo trascinato ancora dai magnifici 7. A gennaio chiusura positiva anche per l’Europa sebbene in maniera più contenuta. 

Inizia la stagione dei conti europea

E mentre la reporting season Usa sta andando molto bene, ma per gli investitori pare non sia abbastanza: «per i magnifici 7, che hanno battuto le attese, non sono mancate le vendite», osserva Barini, in Europa è solo all’inizio. La spagnola Banco Santander ha registrato un utile record per l’ultimo trimestre del 2023, battendo le previsioni, il produttore danese di farmaci Novo Nordisk ha segnato un nuovo massimo storico, confermando di essere la più capitalizzata in Europa, prevedendo un altro anno di crescita a due cifre delle vendite e degli utili operativi grazie farmaco per la perdita di peso Wegovy. Male, invece, il produttore svizzero di farmaci Novartis che ha mancato le stime sull’utile netto del quarto trimestre, mentre la svedese H&M è crollata del 10% dopo avere annunciato un calo del margine nel quarto trimestre, portando alle dimissioni dell’ad dopo 4 anni di mandato.

A Milano male Mps, Enel e Ferrari. Tim e Ovs e salgono contro corrente a Milano

A spingere al ribasso il listino milanese sono soprattutto Mps (-1,83% a 3,21 euro), Enel (-1,48% a 6,24 euro), di cui Jefferies ha tagliato la raccomandazione da buy a hold e il target price da 7 a 6,50 euro, e Ferrari (-1,33% a 319,4 euro) nel giorno in cui si riunisce il cda sui conti del 2023. Bene, viceversa, Tim, in rialzo del 2% a 0,2845 euro. Come da previsioni nella serata del 31 gennaio è stata recapitata al colosso tlc la nuova proposta del Mef per rilevare il 100% di Sparkle, la società dei cavi sottomarini, ma si lascia a Tim la possibilità di tenere una quota di minoranza. Ha già pubblicato i preliminari Ovs (+3% a 2,278 euro), registrando vendite in crescita di circa l'1,4% e un ebitda rettificato atteso in leggero aumento rispetto ai 180,2 milioni del 2022. Il buyback sulle azioni per un ammontare di 20 milioni partirà il 5 febbraio.

E se Eni (+0,08% a 14,82 euro) ha perfezionato l'acquisizione di Neptune Energy Group, annunciata lo scorso giugno, Generali (-0,19% a 20,65 euro) ha completato l'acquisizione di Liberty Seguros da Liberty Mutual. Mentre Interpump (-0,59% a 45,77 euro) ha siglato un accordo con Pricoa Private Capital di shelf facility da 300 milioni di dollari con la contestuale emissione di un prestito obbligazionario iniziale pari a 100 milioni di euro, a valere su detto importo, collocato privatamente nelle forme di un Us private placement.

Da monitorare anche Mfe (-0,49% a 2,35 euro) dopo che l’ad, Pier Silvio Berlusconi, ha confermato un utile nel 2023 sopra quota 200 milioni di euro e Mittel (+1,08% a 1,88 euro) la cui assemblea degli azionisti ha approvato la distribuzione di un dividendo ordinario, attingendo alla riserva utili, pari a 0,12293 per azione con stacco cedola il prossimo 5 febbraio. 

Ore 07:30 Europa attesa in calo, pesa il crollo di New York Community Bancorp. Un’altra First Republic?

Le borse europee sono attese in calo in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 perde lo 0,21%, mentre i futures di Wall Street salgono (+0,10% quello sul Dow Jones e +0,14% quello sull’S&P500) dopo il forte calo di ieri, 31 gennaio, con i titoli delle banche regionali statunitensi sotto pressione, trascinati dal crollo del 37,6% di New York Community Bancorp. La banca, che lo scorso anno ha acquistato alcune attività di Signature Bank, ha detto di voler tagliare il dividendo del 70% e di voler aumentare il capitale per rafforzare il proprio bilancio dopo aver registrato, a sorpresa, una perdita rettificata di 185 milioni di dollari, rinnovando i timori sullo stato di salute di istituti di credito simili.

New York Community Bancorp è un’altra First Republic?
 

«Molti trader ritengono che gli avvertimenti di questo tipo siano come gli scarafaggi: se ne vedi uno, ce ne devono essere altri nascosti appena fuori dalla vista», ha detto a Reuters Steve Sosnick, chief strategist di Interactive Brokers. Il nervosismo degli investitori si è amplificato quando la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse. I tassi elevati, volti a contenere l'inflazione, hanno pesato sugli utili delle banche regionali e sul valore degli asset in loro possesso. Il mercato sta anche rivedendo le attese sul primo taglio dei tassi da marzo a maggio, creando altri cinque mesi di pagamenti superiori al 5% per chi ha depositi, mentre la domanda di prestiti si sta indebolendo.

Era maggio 2023 quando la Federal Deposit Insurance Corporation ha annunciato che i regolatori hanno preso il controllo di First Republic Bank poi acquisita da JP Morgan. Con 229,1 miliardi di dollari di asset totali First Republic Bank è diventata il secondo maggior fallimento bancario della storia americana. Il suo collasso ha, infatti, seguito il fallimento di tre banche statunitensi nelle prime settimane di marzo: Silvergate Bank, una banca legata alle cripto, ha annunciato la liquidazione l’8 marzo. Appena due giorni dopo, Svb Financial Group, uno dei creditori più popolari delle startup tech della Silicon Valley, ha visto una corsa agli sportelli e la Fdic ha preso il controllo della banca. Il 12 marzo, i regolatori federali hanno chiuso Signature Bank per i timori di un continuo contagio. Speravano che la chiusura di Signature Bank avrebbe contribuito a contenere il panico. Ora New York Community Bancorp.

Fed: sì a un taglio dei tassi, ma non nell’immediato

Intanto, la Fed ha lasciato i tassi di interessi invariati al 5,25-5,50%, come previsto. Ha, però, cambiato l’orientamento: scompare, infatti, il riferimento a ogni restrizione addizionale di politica monetaria e si parla apertamente di un taglio del costo del denaro sia pure non immediato. «Questo perché, ha sostenuto il presidente, Jerome Powell, il cammino futuro continua a rimanere incerto. La Fed si è, quindi, riservata, senza sorprese, la clausola di cautela secondo cui resta pronta a modificare il proprio orientamento nel caso in cui emergano rischi che impediscano il raggiungimento dell’obiettivo», ha spiegato Antonio Tognoli di Cfo Sim, ricordando la forte flessione sia rispetto alle attese  sia a dicembre de gli occupati Adp di gennaio (107 mila contro 145 mila attesi e 164 mila di dicembre), a conferma che la crescita dell’occupazione Usa vista nei mesi scorsi è stata determinata in prevalenza dal settore pubblico. Peggiore delle attese anche il Pmi Chicago di gennaio (46 punti contro 48 stimato e 47,6 di dicembre).

Dati macro importanti in uscita

Altra tornata di dati macro. Il Pmi manifatturiero dell’Europa di gennaio alle 10 (stima 46,6 punti contro 44,4 di dicembre). L’inflazione dell’Europa anno su anno di gennaio (stima 2,8% contro 2,9% di dicembre) alle 11. Alle 14:30 è la volta delle richieste dei sussidi settimanali alla disoccupazione Usa (stima 211 mila contro 214 mila della scorsa settimana) insieme alla produttività trimestre su trimestre del quarto trimestre del 2023 (stima +1,9% contro +5,2% del terzo trimestre del 2023). Alle 15:45 è la volta del Pmi manifatturiero Usa di gennaio (stima 50,3 punti contro 47,9 di dicembre) e alle 16 dell’Ism manifatturiero sempre di gennaio (stima 47,4 punti, invariato rispetto a dicembre).

Vendite sull’oro, sale il petrolio

In attesa, l’euro scende dello 0,16% a 1,080 dollari. Tra le materie prime, si registrano vendite sull’oro (-0,36% a 2.060 dollari l’oncia) post Fed, non sul petrolio: il prezzo del Wti sale dello 0,15% a 75,96 dollari al barile e quello del Brent dello 0,12% a 80,65 dollari al barile. Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha avvertito le autorità locali nel nord di Israele che il potere potrebbe essere perso in caso di un conflitto più ampio con i combattenti di Hezbollah nel sud del Libano. Gallant ha aggiunto che le aree settentrionali potrebbero essere private dell'elettricità, il che interromperebbe le comunicazioni e l'acqua.

A Milano occhio a Tim, Ferrari, Eni, Generali, Interpump, Mfe, Ovs e Mittel

Sul listino milanese attenzione a Tim. Come da previsioni nella serata del 31 gennaio è stata recapitata al colosso tlc la nuova proposta del Mef per rilevare il 100% di Sparkle, la società dei cavi sottomarini, ma si lascia a Tim la possibilità di tenere una quota di minoranza. Occhio a Ferrari nel giorno in cui si riunisce il cda sui conti del 2023. Ha già pubblicato i preliminari Ovs, registrando vendite in crescita di circa l'1,4% e un ebitda rettificato atteso in leggero aumento rispetto ai 180,2 milioni del 2022. Il buyback sulle azioni per un ammontare di 20 milioni partirà il 5 febbraio.

E se Eni ha perfezionato l'acquisizione di Neptune Energy Group, annunciata lo scorso giugno, Generali ha completato l'acquisizione di Liberty Seguros da Liberty Mutual. Mentre Interpump ha siglato un accordo con Pricoa Private Capital di shelf facility da 300 milioni di dollari con la contestuale emissione di un prestito obbligazionario iniziale pari a 100 milioni di euro, a valere su detto importo, collocato privatamente nelle forme di un Us private placement.

Da monitorare anche Mfe dopo che l’ad, Pier Silvio Berlusconi, ha confermato un utile nel 2023 sopra quota 200 milioni di euro e Mittel la cui assemblea degli azionisti ha approvato la distribuzione di un dividendo ordinario, attingendo alla riserva utili, pari a 0,12293 per azione con stacco cedola il prossimo 5 febbraio. 

(riproduzione riservata)



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