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Norman Villamin, Group Chief Strategist di Union Bancaire Privée
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Bond, Villamin (Ubp): strategie a breve duration e high yield. Un paniere di 10 obbligazioni ad alto rendimento

04 luglio 2025, 11:42 Ultimo aggiornamento: 12:01

Sono tre i fattori catalizzatori più importanti da monitorare da qui a fine 2025, secondo Norman Villamin, Group Chief Strategist di Union Bancaire Privée. In Usa urge un reset simile a quello del 1971

Sono tre i fattori catalizzatori più importanti da monitorare da qui a fine 2025. Secondo Norman Villamin, Group Chief Strategist di Union Bancaire Privée, interpellato da milanofinanza.it, uno dei fattori catalizzatori più importanti è l'introduzione di misure di stimolo fiscale nelle principali economie, in particolare negli Stati Uniti, in Germania e in Cina.

Non solo dazi

Gli Usa dovrebbero implementare una significativa espansione fiscale (circa 2.500 miliardi di dollari in 10 anni). In Europa, il piano proposto da Friedrich Merz in Germania è consistente e concentrato nella fase iniziale, con una potenziale approvazione entro settembre. Mentre la Cina sta preparando il suo nuovo piano quinquennale, incentrato principalmente sui consumi interni, che dovrebbe essere presentato a luglio e adottato formalmente a ottobre.

Anche se nella seconda metà dell'anno l'attenzione si sposterà sulle politiche fiscali statunitensi e globali, i dazi di Trump rimangono un altro elemento da considerare, poiché potrebbero esercitare una pressione al ribasso sulla crescita degli Stati Uniti e spingere l'inflazione statunitense al 3-4%. Infine, con il dollaro statunitense in fase di indebolimento, sarà necessario monitorare l'andamento delle valute.

In Usa urge un reset simile a quello del 1971

Sono diversi anche i rischi che potrebbero influenzare i prossimi sei mesi. Il riassetto dell'ordine globale operato da Trump introduce incertezza, prosegue Villamin. Gli squilibri statunitensi hanno raggiunto livelli storicamente elevati, rendendo necessario un reset simile a quello del 1971, quando il presidente, Richard Nixon, pose fine alla convertibilità del dollaro in oro con il cosiddetto «Nixon shock», e del 1985, quando con i Plaza Accords fu deciso di svalutare il dollaro rispetto al marco tedesco e allo yen giapponese e entrambi i Paesi furono invitati a liberalizzare le rispettive economie, mentre gli Stati Uniti adottarono misure di austerità fiscale.

Trump sta spingendo per questo reset nel tentativo di ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti (tramite i dazi) e il deficit di bilancio (tramite tagli alla difesa in Europa ed entrate derivanti dai dazi), ma questi tentativi hanno iniziato a minare la fiducia nei Treasury statunitensi come principale asset di riserva. Sul fronte poi delle politiche monetarie, tutte e tre le principali banche centrali, ovvero la Fed, la Bce e la PBoC, adotteranno una politica accomodante, il che potrebbe portare a un impulso reflazionistico.

Ancora titoli tecnologici in portafoglio

Le valutazioni azionarie elevate e l'erosione del premio di rischio limitano il potenziale di rialzo di questa asset class. «Tuttavia, negli Stati Uniti, il mercato che privilegiamo, il calo dei rischi macroeconomici e il miglioramento delle aspettative sugli utili ci portano ad avere una view positiva. Il settore tecnologico, in particolare, rimane in una fase di crescita secolare, trainata principalmente dall'adozione sempre più diffusa del cloud computing e dell'intelligenza artificiale. In Europa, gli impegni di spesa degli alleati della Nato rappresentano un chiaro driver per il settore della difesa, un segmento che privilegiamo per la visibilità degli utili. Infine, in Cina l'attenzione rimane focalizzata sul settore tecnologico», osserva Villamin.

Perché puntare sulle strategie a breve duration e sulle obbligazioni high yield

Sul mercato dei bond, invece, «uno dei nostri obiettivi principali per il 2025 è stato quello di evitare l'estrema volatilità dei tassi d'interesse che caratterizza attualmente i mercati obbligazionari, concentrandoci invece sul massimizzare le opportunità di reddito. Con curve dei rendimenti piatte in tutto il mondo, gli investitori non sono ricompensati per l'assunzione del rischio di tasso d'interesse, soprattutto se l'economia globale dovesse evitare la recessione, come prevediamo».

Di conseguenza, continua villamin, «privilegiamo strategie a breve duration. Ad esempio, abbinando le floating rate notes con obbligazioni che offrono cedole elevate, come le obbligazioni bancarie AT1 o le obbligazioni high yield, gli investitori possono generare un reddito aggiuntivo con un rischio di credito medio simile a quello delle obbligazioni investment grade più tradizionali, ma mantenendo una minor esposizione alla volatilità dei tassi d'interesse che prevediamo continuerà nel secondo semestre. Una strategia di questo tipo», spiega l’esperto di Ubp, «ci ha aiutato a superare momenti a volte molto difficili sui mercati obbligazionari mondiali». Nella tabella sotto un basket di 10 bond ad alto rendimento che battono i Btp.

È sell America? Per gli investitori europei che storicamente guardano oltreoceano, agli Stati Uniti, alla ricerca di rendimenti più elevati, le forti oscillazioni valutarie e gli elevati costi di copertura rendono ora tali approcci antieconomici. Infatti, un i nvestitore europeo che acquista, ad esempio, i Treasury statunitensi e ricorre alla copertura nella moneta unica otterrebbe un rendimento inferiore a quello che potrebbe ottenere investendo in titoli di Stato tedeschi simili, il che evidenzia la minor attrattiva dei bond in dollari statunitensi oggi. (riproduzione riservata)



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