
Il settore bancario italiano pesa molto nel fondo Nordea 1 - European Financial Debt, quasi il 15%. Investe principalmente in obbligazioni societarie, covered bond e CoCo bond del settore finanziario direttamente o indirettamente, mediante l’utilizzo di derivati. Milanofinanza.it ha intervistato Andreas Bisgaard Hoegh e Jacob Topp, gestori del fondo.
Domanda. Quali sono i vantaggi del posizionarsi solo su titoli finanziari rinunciando all’intero spettro dei corporate bond?
Risposta. Le banche europee non solo si trovano in condizioni migliori (più capitale, più liquidità, bilanci meno rischiosi) rispetto al passato, ma stanno anche guadagnando grazie a margini di interesse netti più elevati da quando la Bce ha iniziato ad alzare i tassi. I fondamentali del settore bancario europeo sono solidi. L'esposizione delle banche europee agli immobili commerciali statunitensi potrebbe essere fonte di qualche preoccupazione, ma è importante ricordare che tale esposizione non è da considerarsi un problema sistemico per il Vecchio Continente.
Nel nostro universo investibile, solo due banche tedesche di piccole dimensioni specializzate nel settore immobiliare commerciale - Aareal Bank e Deutsche Pfandbriefbank - sono esposte in misura tale da poter avere seri problemi se il deterioramento dovesse continuare. Deutsche Pfandbriefbank è, a nostro avviso, di gran lunga la più esposta, non da ultimo anche a causa del focus sul segmento uffici, duramente colpito sia dalla domanda strutturalmente bassa che dai tassi di interesse più elevati. Le esposizioni delle altre banche europee sono tipicamente orientate al mercato nazionale. Se il mercato immobiliare commerciale europeo dovesse subire un deterioramento più grave di quello attuale, allora potrebbe trasformarsi in un problema più serio anche per le banche europee.
All'inizio del 2023, in seguito al fallimento, tra gli altri, della statunitense Silicon Valley Bank e alla caduta di Credit Suisse, sono emerse preoccupazioni sulla stabilità della raccolta depositi. Preoccupazioni che si sono attenuate piuttosto rapidamente, poiché è diventato più chiaro che, rispetto alle loro controparti regionali statunitensi meno regolamentate, le banche europee non sono esposte in media a perdite significative per effetto delle oscillazioni dei tassi d'interesse, grazie alla copertura data dalla duration dei portafogli. Inoltre, a differenza di quanto è accaduto a Credit Suisse, è facile ipotizzare che la Bce darà supporto alle banche (solvibili) per garantire liquidità ove necessario. Elemento fondamentale per godere di una stabilità finanziaria.
Sul fronte assicurativo, la situazione non cambia. Le compagnie europee vantano bilanci solidi, con indici di solvibilità spesso superiori al 200%. Queste ultime hanno beneficiato dell'aumento dei tassi d'interesse, che ha permesso loro di reinvestire nel tradizionale ramo vita a tassi più elevati. Aspetto questo rilevante sia per gli azionisti, ma anche per il credito il cui effetto si sta verificando a un ritmo più lento rispetto alle banche, solo per il fatto della durata maggiore degli attivi.
D. Il rating medio dei bond nel fondo è BB+, quindi il fondo è di fatto un high yield; come si comporta il fondo rispetto ad un indice high yield?

R. Il nostro approccio di selezione bottom-up non dipende da alcuna condizione specifica del mercato e ha dimostrato la sua validità in circostanze molto diverse. Siamo stati molto dinamici nel corso degli anni e consideriamo il rating medio come un risultato della nostra selezione bottom-up piuttosto che uno stato oggettivo in sé. Potremmo, anche, accettare un rating medio più alto o più basso se le singole opportunità di investimento lo giustificano. Storicamente, i periodi in cui la performance è stata più debole rispetto all'indice Ice BofA Euro Financial High Yield Constrained sono quelli in cui si è verificato un forte rally nelle categorie di rating più basse (perché il portafoglio ha avuto in media un merito di credito migliore rispetto all'indice, come ad esempio nel 2021) o una forte sottoperformance dei CoCo bond (perché il fondo investe fino al 20% in CoCo bond, anche se non inclusi nell'indice di riferimento).
D. L’esposizione sostanzialmente nulla alle divise estere è frutto dello hedging valutario o effettivamente sono presenti quasi esclusivamente bond in euro? Diversamente, quale è il peso dei bond in valuta estera rispetto a quelli in euro, senza considerare lo hedging?
R. La parte predominante delle obbligazioni è denominata in euro, ma il fondo Nordea 1 - European Financial Debt può detenere partecipazioni denominate anche in altre valute. A fine gennaio 2024, il portafoglio era esposto al 13,9% in sterline inglesi e al 10,8% in dollari americani. Non c’è, quindi, alcun rischio valutario, in quanto le esposizioni non in euro saranno coperte utilizzando i contratti Fx-forward non c’è esposizione ai tassi d'interesse non in euro, in quanto copriamo anche i nostri tassi d'interesse statunitensi e britannici tramite futures su titoli di Stato.
D. Il settore bancario italiano pesa molto oggi in portafoglio, quasi il 15%; quali i sottostanti/emittenti preferiti, e perché?
R. La strategia non ha vincoli né limitazioni dettate dal benchmark. L'indice Ice BofA Euro Financial High Yield Constrained viene utilizzato come indice di riferimento per controllare e monitorare il livello di rischio. Ciò implica la flessibilità di valutare tutte le opportunità a prescindere dal rating, dalla valuta e dal tipo di cedola e di acquistare solo le obbligazioni che rientrano nelle scelte effettuate dal team di gestione. Il risultato è un portafoglio che comprende solo titoli ad alta convinzione, in grado di offrire un rendimento interessante in proporzione al rischio rispetto all'indice di riferimento. Detto questo, i titoli italiani attualmente più importanti in portafoglio sono Banca Monte dei Paschi, Intesa Sanpaolo e Bper Banca, grazie alla combinazione di profili di credito solidi o in netto miglioramento e di un contesto operativo migliore, unito a un contesto politico più stabile negli ultimi anni. Il nostro approccio è dinamico e ci sono stati anche periodi in cui abbiamo avuto un'esposizione quasi nulla all'Italia, ma sempre in seguito a considerazioni bottom-up.
D. Adottate strategie di gestione della duration, al fine di mitigare la volatilità durante i periodi di rialzi dei tassi?
R. È probabile che permarrà ancora un certo livello di volatilità nel breve termine se il mercato cercherà di valutare il timing della Bce per quanto riguarda i tagli dei tassi d'interesse; a questo proposito manteniamo come sempre la duration in linea con l'indice Euro financial high yield per evitare scommesse sui tassi, dato che la nostra attenzione si concentra sulla selezione dei titoli. A proposito di tassi, hanno un impatto indiretto sugli utili delle banche e delle compagnie assicurative, ma esistono molte altre componenti altrettanto importanti che possono avere un impatto potenzialmente significativo e che cerchiamo di coprire nel processo di selezione bottom-up che adottiamo. (riproduzione riservata)